ANALISI-BOMBA DEL FINANCIAL TIMES: ”ALL’EUROPA PER RIPRENDERSI SERVE UN BANCHIERE COME SCHACHT, QUELLO DI HITLER”

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lunedì 8 febbraio 2016

LONDRA – L’attuale situazione economica europea, secondo l’editorialista del “Financial Times” Wolfgang Munchau, ha dei paralleli con quella degli anni Trenta del Novecento. Un parallelo a dir poco inquietante.

Come si legge nella biografia di Hjalmar Schacht* “Il banchiere di Hitler” di John Weitz, non solo il presidente della Reichsbank ai tempi del Fuhrer contribui’ al piano di riarmo della Germania, ma porto’ avanti politiche eterodosse nella banca centrale grazie al sostegno del dittatore. Che cosa succederebbe, si chiede il commentatore, se un leader estremista andasse al potere in uno dei paesi dell’area dell’euro, ad esempio in Francia o in Italia, e nominasse un banchiere centrale con l’acume di Schacht?

Ovviamente nessuno dei leader di oggi e’ paragonabile a Hitler; la questione interessante e’ invece che cosa potrebbe fare un banchiere centrale non ortodosso che goda del sostegno politico necessario a sfidare l’ortodossia prevalente?

Schacht, ricorda Munchau, organizzo’ una ristrutturazione unilaterale del debito privato contratto dalle compagnie tedesche coi creditori stranieri; inoltre, promosse con una serie di stimoli un’economia che aveva gia’ tratto vantaggio dalla fine del sistema aureo.

Uno dei motivi dell’iniziale popolarita’ di Hitler fu la rapida ripresa dalla depressione, aiutata indubbiamente da una miscela di politiche fiscali e monetarie.

Oggi l’ortodossia di Bruxelles e Francoforte richiama alla memoria la mentalita’ deflazionistica degli anni Trenta.

Politici e banchieri sono ossessionati dagli obiettivi fiscali e dalla riduzione del debito e quando parlano di “riforme strutturali” non dicono con precisione a che cosa si riferiscano.

In linea di principio, prosegue il commento, i problemi dell’eurozona non sarebbero di difficile soluzione: ci sarebbero molti modi per stampare denaro, ma sono illegali per la Banca centrale europea. Non ci sono partiti nazisti in Europa, ma sia in Francia che in Italia esistono partiti populisti chiaramente al di fuori dell’orientamento generale sulla politica monetaria.

Il Movimento 5 Stelle potrebbe andare al governo nel 2018, lo stesso anno in cui scadra’ il mandato di Ignazio Visco come governatore della Banca d’Italia.

Beppe Grillo potrebbe scegliere qualcuno in grado di portare l’Italia fuori dall’euro, attraverso una moneta parallela(complementare) per un periodo transitorio(in realtà è la  soluzione nostra, del 9 Dicembre Forconi, clicca qui per saperne di più), e renderla inadempiente con i creditori esteri, mentre la svalutazione e l’aumento degli investimenti nel settore pubblico potrebbero innescare una crescita.

Esattamente come accadde in Germania dopo l’ascesa di Hitler, l’economia si riprenderebbe e il benessere si diffonderebbe.

Se Marine Le Pen diventasse presidente nel 2017, invece, dovrebbe aspettare quattro anni prima di poter sostituire Villeroy, ma anche senza il sostegno della Banca di Francia, i poteri presidenziali le permetterebbero di fare cio’ che vuole.

Non c’e’ dubbio, conclude l’autore, che a lungo termine i governi populisti si rivelerebbero disastrosi – scrive Munchau senza spiegare per quale motivo lo diventerebbero –  ma nel breve periodo potrebbero far crescere l’economia; ed e’ proprio questo che li rende cosi’ attraenti e pericolosi.

Pericolosi(per gli usurai, i parassiti e gli incapaci), ovviamente, per le consorterie finanziare dell’euro, ma non certo per i popoli europei.

Fonte: qui

Nota.

*

Hjalmar Schacht, Presidente della Reichsbank e Ministro dell’Economia, il 30 Maggio del 1933 andò negli Stati Uniti per incontrare il Presidente Franklin Delano Roosevelt ed i principali banchieri di Wall Street. Alla Germania fu concesso un credito pari ad 1 miliardo di Dollari. Nel successivo mese di Giugno, nell’ambito di una visita a Montague Norman a Londra, Schacht chiese un prestito aggiuntivo pari a 2 miliardi di Dollari, nonché la riduzione e l’eventuale  cessazione del pagamento dei vecchi prestiti. I nazisti ottennero, in conclusione, qualcosa che i precedenti governi avevano chiesto invano. Nell’Estate del 1934 la Gran Bretagna firmò l’“Anglo-German Transfer Agreement”, che diventò uno dei princìpi fondamentali della politica britannica nei riguardi del Terzo Reich. Negli anni successivi la Gran Bretagna diventò il primo partner commerciale della Germania. 

Tratto da: http://www.strategic-culture.org/news/2014/09/01/dragon-teeth-to-be-planted-all-over-europe-again.html

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