Privacy Policy ADDIO SCHENGEN? ADDIO UE? DOPO LA GERMANIA, MEZZA EUROPA RIPRISTINA I CONTROLLI ALLE FRONTIERE | 9 Dicembre Forconi
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ADDIO SCHENGEN? ADDIO UE? DOPO LA GERMANIA, MEZZA EUROPA RIPRISTINA I CONTROLLI ALLE FRONTIERE

migranti-controlli-confini-9-709524LA FRANCIA MINACCIA DI BLOCCARE DI NUOVO IL VALICO DI VENTIMIGLIA

L’UNGHERIA COMPLETA IL MURO ANTI-MIGRANTI

Ricompaiono le frontiere all’interno dell’Ue: secondo il ministro dell’Interno di Parigi in mancanza di una accordo «solidale» sulla gestione degli arrivi di rifugiati l’accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone potrebbe crollare – In tilt il corridoio balcanico, l’Ungheria ha chiuso ieri l’ultimo valico del muro:l’ingresso illegale nel paese è un reato punibile con 3 anni di carcere…

La Francia si prepara a rimettere i controlli al confine con l’Italia per gestire il flusso di migranti.
«Sono già state date disposizioni» per ristabilire i controlli alla frontiera francese con l’Italia «se si ripeterà una situazione identica a quella di alcune settimane fa», ha affermato il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve da Bruxelles dove è in corso il vertice Ue sul tema scottante della ripartizione delle quote. Il riferimento è alla situazione che si è creata lo scorso giugno, quando migliaia di immigrati si sono ammassati a Ventimiglia dopo che la gendarmeria francese aveva impedito loro l’accesso.
Dopo Austria e Germania, dunque, anche la Francia intende chiudere, o perlomeno rendere meno accessibile, il confine con l’Italia. Cazeneuve, parlando al fianco del collega tedesco Thomas de Maiziere, ha sottolineato che «la Germania è legittimata a ristabilire i controlli alle frontiere per assicurarsi il rispetto delle regole che ci uniscono» in Europa, a cominciare dal Codice delle frontiere di Schengen.
Oggi a Bruxelles è il giorno del vertice dei ministri degli Interni e della Giustizia dei 28 Paesi Ue. Sul tappeto, il pacchetto di proposte presentate dal presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, il nove settembre scorso. Tra le prime misure, l’Unione europea ha ufficialmente approvato i piani per permettere alle forze navali di contrastare gli scafisti nel Mediterraneo in acque internazionali, sequestrando e – se necessario – distruggendo le barche. In tal modo, è scritto in una nota Ue, potranno essere effettuati «abbordaggi, perquisizioni, sequestri e dirottamenti» dei barconi. Solo in acque internazionali: operazioni in acque libiche potranno essere fatte soltanto con il via libera del governo di unità nazionale di quel paese e dell’Onu. I 28 hanno dunque dato il via libera formale per l’avvio della “fase 2” della missione navale EuNavFor Med che prevede l’uso della forza contro gli scafisti nel Mediterraneo. La proposta è passata come “punto A” (“senza discussione”) nel Consiglio Affari Generali. L’operatività è prevista entro i primi di ottobre. 

Circa un milione nel 2015. È questa l’aspettativa sull’arrivo dei migranti in Germania, espressa dal vicecancelliere Sigmar Gabriel. Lo scrive l’agenzia di stampa tedesca Dpa citando una lettera scritta dal vicecancelliere ai colleghi dell’Spd. Le stime finora si fermavano a 800 mila richiedenti asilo.

Secondo queste stime nella giornata di ieri sono giunti nel capoluogo del Land del sud 7.100 persone. Stamattina le ferrovie tedesche hanno ripreso a funzionare normalmente dalla frontiera austriaca. La Germania non chiude le frontiere ai richiedenti asilo. Lo ha ribadito il portavoce di Angela Merkel. «I controlli temporanei – ha affermato Steffen Seibert nel corso di una conferenza stampa – non sono la stessa cosa di una chiusura delle frontiere. I rifugiati continueranno a venire in Germania e speriamo che ciò avvenga nel solco di un processo ordinato». Ma la Germania manterrà «almeno per diverse settimane» la ripresa dei controlli dei documenti alle frontiere per far fronte all’arrivo dei migranti: lo ha affermato il ministro dell’Interno della Baviera, Joachim Herrmann, che ha anche criticato Italia e Grecia accusandole di non aver sorvegliato adeguatamente le frontiere esterne dell’Ue.

«Non ha senso, e soprattutto non è nell’interesse dei profughi, permettere un simile caos», ha dichiarato Herrmann a proposito dei controlli ai valichi di frontiera, «e al tempo stesso qui è in gioco la sicurezza della Germania». Il ministro bavarese della Csu ha spiegato i motivi della sua richiesta accolta da Berlino di ripristinare i controlli dei documenti per chi entra in Germania. «Dobbiamo avere più controllo», ha dichiarato all’emittente Bayerischer Rundfunk, «perché abbiamo notato negli ultimi giorni che molti di quelli che si trovano sulle nostre strade non sono veri profughi, si e’ sparsa la voce che sei fortunato se dichiari di essere siriano». Herrmann ha poi attaccato Italia e Grecia ricordando che gli accordi di Schengen prevedono «l’obbligo di rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell’Ue»: «Questo non è accaduto in alcuni Paesi, come Italia e Grecia, e non possiamo accettarlo».

La Commissione Ue considera giustificato il ripristino dei controlli alla frontiera da parte della Germania per l’emergenza migranti. Fonti comunitarie hanno sottolineato che le norme di Schengen prevedono la possibilità di ripristinare i controlli alle frontiere interne temporaneamente e in caso di situazioni eccezionali e, in questo caso, la Commissione deve esserne tempestivamente informata.

È quanto è accaduto domenica con la Germania, che ha dovuto fronteggiare l’arrivo di un flusso di richiedenti asilo eccezionalmente elevato, 40mila persone in treno dall’Austria in un giorno solo. Lo stesso presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, in contatto con la cancelliera Angela Merkel, ha giudicato che il ripristino fosse giustificato, hanno spiegato le fonti.
Questo, spiegano fonti dell’esecutivo, non significa che Bruxelles intenda creare precedenti o incoraggiare altri Paesi a ricorrere a tale possibilità: al contrario, la Commissione auspica che i controlli durino il minor tempo possibile e che la situazione torni al più presto alla normalità ed è a tal fine che presenta ai Ventotto, che oggi si riuniscono al Consiglio Affari interni, la proposta per una gestione comune dell’emergenza con la redistribuzione dei profughi fra tutti i Paesi Ue.
Di fronte all’afflusso massiccio di migranti, si moltiplicano i Paesi che ripristinano controlli temporanei alle frontiere: dopo l’annuncio della Germania, stamane è stata la volta di Austria e Slovacchia che, in deroga a Schengen, hanno deciso di reintrodurre misure ai confini per aiutare a gestire il flusso di persone che a migliaia arrivano dal sud-est dell’Europa.

Misura simili sono state evocate anche dal premier polacco, Ewa Kopacz, che si è detta pronta a ripristinare i controlli alle frontiere non appena riceverà notizia di «una qualsiasi minaccia». Come ha sottolineato il ministro dell’Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner, «faremo come la Germania, e cioè controlli temporanei alle frontiere: sono permessi nell’ambito di Schengen e noi li condurremo».

«Ne stiamo informando la Commissione», ha aggiunto, sostenendo che la misura entrerà in vigore «il prima possibile direttamente al confine austro-ungherese». Da Bruxelles, hanno fatto sapere che sono «a conoscenza» della notizia ma ancora non hanno «ricevuto la notifica formale». Intanto, anche Bratislava ha annunciato il rafforzamento di controlli alle frontiere, con l’invio di 220 agenti «in conseguenza della situazione d’emergenza e del flusso migratorio».

Controlli, ha specificato un portacvoce del ministero, verranno effettuati anche nelle zone verdi, aree rurali e foreste, «in località selezionate». La decisione tedesca di introdurre «controlli provvisori» è stata presa d’accordo con le autorità austriache «per arrivare ad una procedura ordinata di afflusso» dei migranti che garantisca la «sicurezza», ha spiegato il ministro degli interni tedesco, Thomas de Maiziere, confermando l’impegno del suo Paese nella gestione dei flussi ma ribadendo la necessità di una gestione «solidale degli oneri».

Il ministro ha anche esortato i Paesi Ue a non «sfruttare» la disponibilità della Germania nel dare accoglienza ai migranti a proprio vantaggio e chiesto a Italia, Grecia e Ungheria di attrezzare «zone d’attesa» per i migranti, tema che sarà discusso lunedì al vertice dei ministri degli Interni.

Il messaggio è chiaro: la Germania in queste settimane ha dato molto, anche gli altri Paesi devono fare di più.

Poche ore prima, il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrint, aveva denunciato «il fallimento completo» dell’Unione europea nel controllo delle sue frontiere a fronte dell’ondata di migranti e sollecitato «misure efficaci». L’esponente dell’Unione cristiano-sociale (Csu), l’ala bavarese e più conservatrice della Cdu della cancelliera, ha poi sottolineato come la Germania sia ormai «arrivata al limite delle sue capacità» di accoglienza. Il ministro ha lanciato il suo affondo nel giorno in cui la città di Monaco ha annunciato il raggiungimento del «limite estremo» della sua capacità di accoglienza dei rifugiati dopo l’arrivo ieri di circa 13mila migranti.

«Tenuto conto delle cifre registrate ieri, è del tutto evidente che abbiamo raggiunto il limite estremo delle nostre capacità» di accoglienza dei richiedenti asilo che affluiscono dai Balcani attraverso l’Ungheria e l’Austria, ha detto un portavoce della direzione della polizia di Monaco. In Austria, la polizia ha invece individuato 42 migranti, fra cui 5 donne e 8 bambini, nascosti all’interno di un camion frigorifero fermato lungo un’autostrada vicino al confine tedesco. Tutti erano in buona salute e i due autisti del mezzo, che sono entrambi iracheni, sono stati arrestati. L’episodio è avvenuto nel Land dell’Alta Austria sull’A8 all’altezza di Aistersheim. L’automezzo ha targa finlandese e viene di solito usato per il trasporto di fiori.

di Beda Romano

Fonte: qui

P.S.: È il terminale del corridoio balcanico che sta andando in tilt. Da primavera la via libica è chiusa per i profughi siriani. La Turchia si è mostrata sempre più insofferente nei confronti dei due milioni che sono entrati sul suo territorio dalla scoppio della guerra civile in Siria.

Ha lasciato che affluissero verso le coste, tollerato il business dei gommoni e dei salvagenti. La prima ondata ha investito le isole greche. Poi la Macedonia, dove ancora ieri sono arrivati 6 mila profughi in 24 ore. L’ondata ha poi attraversato al Serbia per arrivare alla porta di Schengen, l’Ungheria.

Budapest ha reagito con la costruzione di una barriera. Come avevano fatto in passato, va detto, Grecia e Bulgaria alla frontiera con la Turchia. Ieri anche l’ultimo passaggio, la ferrovia che passa per Roeszke, è stato sigillato, con un vagone merci munito di filo spinato.

MIGRANTI MURO UNGHERIA
MIGRANTI MURO UNGHERIA

L’ingresso illegale nel Paese è ora reato punibile con tre anni di carcere. Il premier Viktor Orban ha detto che servirà a proteggere «l’Ungheria e l’Europa». E la «millenaria cultura cristiana» ungherese. Una nota stonata, considerato che fra i profughi siriani c’è un 10% di cristiani, in fuga dai massacri e dalle vessazioni dell’Isis.