Privacy Policy APPLE HA ACCUMULATO 250 MILIARDI: PIU’ DELLE RISERVE DI GB E CANADA INSIEME, IL 90% E’ FUORI DAGLI USA | 9 Dicembre Forconi
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APPLE HA ACCUMULATO 250 MILIARDI: PIU’ DELLE RISERVE DI GB E CANADA INSIEME, IL 90% E’ FUORI DAGLI USA

CON LA RIFORMA TRUMP POTREBBERO RIENTRARE NEGLI STATES

Fausta Chiesa per il Corriere della Sera

APPLE 3Si potrebbe parlare di «tesoretto record» e il Paperon de’ Paperoni in questo caso è Apple. Cupertino potrebbe avere riserve per 250 miliardi di dollari. Lo riporta il Wall Street Journal. In base al quotidiano americano, si tratta di un accumulo «ineguagliabile», superiore al valore di mercato di Wal-Mart Stores o Procter & Gamble e superiore anche alle riserve valutarie estere detenute da Regno Unito e Canada insieme.

Ma dove tiene Apple tutti sti soldi? Oltre il 90% sono depositati fuori dagli Stati Uniti, scrive il Wsj, e «hanno attirato nuove attenzioni, perché il presidente Donald Trump ha proposto di ridurre le tasse sulle casse aziendali fatte tornare in patria». Questo potrebbe indurre l’azienda fondata da Steve Jobs a fare acquisizioni in patria o a distribuire dividendi più corposi agli azionisti.

LUCA MAESTRI
LUCA MAESTRI

LA VERITÀ CON LA TRIMESTRALE

Se veramente Apple ha in cassa così tanto lo si saprà in occasione della pubblicazione dei risultati trimestrali, cioè il 2 maggio alle 14 (le 23 in Italia). A dicembre aveva 246 miliardi di dollari in cash. Apple, come molti giganti Usa. All’inizio di quest’anno l’amministratore delegato Tim Cook aveva dichiarato di non avere alcun problema a portare in patria i contanti accumulati, se fosse concesso da alcune modifiche fiscali.

RISERVE BANCA INGHILTERRA
RISERVE BANCA INGHILTERRA

Un’idea ricalcata dal direttore finanziario di Apple, l’Italiano, Luca Maestri. Il rientro di questi capitali potrebbe avvenire in diversi modi. Secondo gli analisti americani, l’ipotesi più gettonata al momento è la distribuzione di un dividendo speciale per gli azionisti. Cook già in passato si è dimostrato più accomodante verso gli azionisti rispetto al suo predecessore Steve Jobs.

Nel 2012 ha dato agli azionisti più di 200 miliardi di dollari. E ha investito di più in alcune aree come ricerca e sviluppo. A far propendere per l’ipotesi dei dividendi speciali c’è anche il fatto che nella storia di Apple, la società ha sempre evitato acquisizioni troppo onerose.

LE PREDE POSSIBILI

Con 250 miliardi in cash, Apple potrebbe acquisire giganti come Tesla o Netflix, scrive il Wsj. Ma potrebbe anche investire quei soldi per avviare una produzione negli Stati Uniti, rispondendo alla chiamata di Trump. «A eccezione delle società finanziarie, le scorte di Apple superano quelle di qualsiasi società statunitense della storia recente», ha detto sempre al Wsj Jennifer Blouin, professore di contabilità presso la Wharton University della Pennsylvania.

«Non ho mai visto una compagnia in questo tipo di posizione. Apple in questo momento è una cassa di denaro». Tanti soldi. Forse troppi per le necessità finanziare della stessa azienda.

LA CORSA SUL NASDAQ

Nel frattempo, il titolo al Nasdaq continua a correre: in un anno, l’azione è passata da 90 a 145 dollari. Attualmente Apple capitalizza in Borsa 765 miliardi di dollari, quasi la metà del Prodotto interno lordo dell’Italia.

2 Maggio 2017

Fonte: qui

Trimestrale Apple: i conti volano ma le vendite di iPhone calano

La trimestrale Apple di inizio 2017 vede una crescita significativo del fatturato, seppur le vendite di iPhone siano calate anno su anno del 1%.

Sono numeri molto positivi quelli rivelati ieri da Apple per il secondo trimestre fiscale del 2017 terminato l’1 aprile. Il fatturato di 52,9 miliardi di dollari ha fatto segnare un +4,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre l’utile di 2,10 dollari per azione è cresciuto anno su anno del 11%.

A farla da padrone in questa trimestrale Apple sono sempre gli iPhone. A gennaio, febbraio e marzo 2017 Cupertino ha venduto 50,7 milioni di melafonini, che hanno portato nelle casse di Apple 33,25 miliardi di dollari. In realtà su questo versante c’è stato un calo delle vendite del 1% rispetto al Q2 fiscale del 2016, sebbene i ricavi siano aumentati del 1%.

A questo proposito il CEO di Apple Tim Cook ha notato come in effetti ci sia stata una sorta di pausa negli acquisti degli iPhone dovuta soprattutto ai rumor sempre più frequenti sui prossimi modelli, che avrebbero convinto molte persone a posticipare l’acquisto di un melafonino proprio per aspettare il nuovo iPhone 8 (o quello che sarà).

trimestrale apple

A crescere (+14%) sono invece i Mac. Nella trimestrale Apple pesa in esame ne sono stati venduti 4,2 milioni tra fissi e portatili per un fatturato di 5,84 miliardi di dollari, mentre gli iPad continuano a scendere con percentuali anno su anno di -13% e -12% rispettivamente per i pezzi venduti (8,9 milioni) e fatturato (3,89 miliardi di dollari).

A far segnare però le percentuali di crescita maggiori sono stati sia il settore dei servizi (App Store, Apple Pay e AppleCare) con 7,04 miliardi di introiti e +18% anno su anno, sia la divisione descritta come “altri prodotti”, ovvero accessori, prodotti Beats, Apple TV e Apple Watch. Si parla infatti di +31% rispetto allo scorso anno e di un fatturato di 2,87 miliardi di dollari.

E mentre la liquidità di cassa di Apple supera i 250 miliardi di dollari, le Americhe rimangono il singolo mercato più importante per Cupertino (+11% e 21,16 miliardi di dollari di fatturato), seguite dall’Europa (+10% a 12,73 miliardi di dollari) e dalla Cina, che pur portando nelle casse di Apple 10,73 miliardi di dollari ha fatto segnare un calo del 14% anno su anno.

3 Maggio 2017

Fonte: qui