Privacy Policy BANCHE ITALIANE: tagliato il rating ai 5 istituti “TOP” | 9 Dicembre Forconi
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BANCHE ITALIANE: tagliato il rating ai 5 istituti “TOP”

Il downgrade da parte di Fitch delle 5 migliori (qualitativamente) realtà bancarie del paese non deve essere però visto in modo così negativo. Infatti, si tratta di una questione “Tecnica”.

La notizia dell’abbassamento del rating per l’Italia da parte dell’agenzia Fitch non ci ha sorpreso nemmeno tanto.

Lo abbiamo visto nei prezzi dei bond non solo dei BTP ma anche di tutto quanto il mercato obbligazionario corporate del Bel Paese.

E’ anche vero che, con il fiume di liquidità e la fame di rendimenti, gli investitori sono restii ad abbandonare una nave senza sapere su quale scialuppa andare a rifugiarsi. Che poi tutte queste scialuppe portino ad un porto sicuro, questo è tutto da dimostrare.
Intanto però è arrivata quella che per alcuni è vista come una doccia fredda.

L’agenzia di rating Fitch ha abbassato il rating di cinque banche italiane, in linea con la peggiorata valutazione sull’economia italiana, secondo quanto comunicato dall’agenzia Reuters.  La valutazione su Unicredit, Intesa San Paolo, Credem e Mediobanca è stata ridotta da BBB+ a BBB, mentre la Banca Nazionale del Lavoro è stata declassata da A- a BBB+. Si ricorda che nei criteri Fitch una valutazione tra BBB+ e BBB- (il livello più basso dell’investment grade) indica “Adeguate capacità di rispettare gli obblighi finanziari. Tuttavia, condizioni economiche avverse o cambiamenti delle circostanze sono più facilmente associabili ad una minore capacità di adempire agli obblighi finanziari assunti.” (Source) 

Perchè la cosa potrebbe preoccupare? Perchè sono state colpite quelle banche che sono considerate il massimo della solidità in Italia. E solo la BNL è rimasta sopra quota BBB+. Quindi significa che le banche italiane sono diventate ancora più pericolose ed anche quelle più solide ci fanno preoccupare?
No, questa volta si tratta di un voto “tecnico”.

Infatti è un fatto dovuto che segue il downgrade del 21 aprile, in quanto il rating delle banche “migliori” del paese deve essere allineato con il rating sovrano (BNL, ricordiamolo, non è più italiana). Quindi, siamo onesti. Per una volta l’abbassamento del rating di queste banche non rappresenta una cattiva notizia. Restano ancora le banche più solide del paese. Giustamente, sempre che il nostro stato diventi lui insolvente. Ma a quel punto è tutta un’altra storia.

2 Maggio 2017

Fonte: qui

PS: vi allego una interessante tabellina di un’altra società di rating, S&P, che è giustamente considerata dal tweet dell’amico Alessandro, un documento interessante.