Privacy Policy Banche venete temono il bail in, lanciato Sos a governo | 9 Dicembre Forconi
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Banche venete temono il bail in, lanciato Sos a governo

Forte preoccupazione per le sorti di Popolare di Vicenza e per Veneto Banca

Forte preoccupazione per le sorti di Popolare di Vicenza e per Veneto Banca dopo l’incontro di Bruxelles, che non ha allontanato il rischio bail in. Così viene descritto il clima che si respira nei due istituti, che adesso si aspettano un intervento deciso del governo, anche sulla base del decreto salvarisparmio di dicembre, con cui sono stati stanziati 20 miliardi per il salvataggio delle banche in crisi.
Il lungo faccia a faccia a Bruxelles fra gli amministratori delegati delle banche venete e i funzionari della direzione generale per la concorrenza della Commissione Ue non ha sciolto il dubbio più pesante, quello sull’esito dell’iter per il salvataggio dei due istituti. Nessuno si aspettava risposte definitive da un confronto che era stato annunciato come tecnico e interlocutorio, ma in Popolare di Vicenza e in Veneto banca il clima al termine dell’incontro era di delusione.

Attesa per l’incontro con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan

Giovedì è in programma un nuovo appuntamento, a Roma, con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e i vertici dei due istituti. Fra i punti in discussione ci sarà la richiesta dell’Ue di un maggior coinvolgimento dei privati nella ricapitalizzazione. Chi si aspettava che l’appuntamento di Bruxelles fosse l’occasione per un passo indietro della Commissione è rimasto deluso. Le risposte sfuggenti dei protagonisti della trattativa non aiutano a rasserenare il clima. Arrivando all’appuntamento insieme l’a.d. di Veneto Banca, Cristiano Carrus, l’a.d. della Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola, ha dribblato i cronisti rispondendo con un vago “non lo so” a chi gli chiedeva se fosse ottimista sull’incontro. Ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva eluso le domande con un “non commento”.

La trattativa verte su più fronti, dallo schema di fusione dei due istituti agli esuberi, dai modi con cui raggiungere i 6,4 miliardi di ricapitalizzazione chiesti dalla Bce a quelli per smaltire i 9,6 miliardi di sofferenze lorde.

Ue vorrebbe recuperare 1 miliardo di euro dai privati

Al momento, però, l’inciampo più grosso è rappresentato dal contributo di circa un miliardo di euro che l’Unione europea vorrebbe veder arrivare dai privati, per alleggerire l’intervento pubblico legato alla ricapitalizzazione precauzionale.Francamente – ha detto il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina – io partirei dal presupposto che i privati hanno già perso o stanno perdendo soldi. A questo punto garantite la possibilità di mettere in sicurezza queste banche attraverso l’intervento pubblico“, con il decreto Salvabanche di dicembre.

E’ invece in dirittura d’arrivo il confronto europeo di Montepaschi. Domani a Siena il cda farà il punto della situazione. All’accordo manca però il tassello degli esuberi.

L’Ue ne chiede 10 mila, a fronte di 25 mila dipendenti, ma Mps ritiene quella cifra spropositata.