Privacy Policy CAMPIDOGLIO – GIUNTA NELLA BUFERA, L’ASSESSORE MAZZILLO RIMETTE LA DELEGA AL PATRIMONIO | 9 Dicembre Forconi
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CAMPIDOGLIO – GIUNTA NELLA BUFERA, L’ASSESSORE MAZZILLO RIMETTE LA DELEGA AL PATRIMONIO

“HO SCOPERTO IN CHAT CHE LA SINDACA CERCA UN MIO SOSTITUTO”

Da www.ilmessaggero.it

1 AGOSTO 2017

L’assessore capitolino al Bilancio e al Patrimonio Andrea Mazzillo ha rimesso le deleghe al Patrimonio al sindaco Virginia Raggi.

La mossa arriva dopo tre giorni di polemiche per le dichiarazioni dell’assessore, ex mandatario elettorale della Raggi, sulla presenza di troppi uomini “inviati da Milano” nella squadra di governo della Capitale e nelle società partecipate dal Comune.

In un colloquio pubblicato ieri sul Messaggero, Mazzillo parlava di troppi “pendolari che vengono a Roma tre-quattro giorni a settimana”. Un riferimento all’ex diggì di Atac Bruno Rota ma anche all’assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, vicinissimo a Casaleggio.

La resa dei conti è in programma stasera alle 7 in Campidoglio. Il sindaco Virginia Raggi, arrivata intorno alle 16 a Palazzo Senatorio, non ha voluto rispondere alle domande sulla permanenza in giunta di Mazzillo. Queste le parole dell’assessore al Bilancio: “Preso atto, attraverso una chat, dell’intenzione della Sindaca di nominare altri due assessori: uno con delega ai lavori pubblici e l’altro con delega al Patrimonio e Politiche Abitative, senza avermi neanche informato, ho ritenuto di rimettere formalmente a disposizione della Sindaca le deleghe attinenti al Patrimonio già da stamattina.

VIRGINIA RAGGI ANDREA MAZZILLO COLOMBANVIRGINIA RAGGI ANDREA MAZZILLO COLOMBAN

Ciò mi consentirà di concentrarmi,  con ancor maggior impegno, per garantire la solidità dei conti di Roma Capitale in modo così da consentire alla Sindaca di attuare il programma di rilancio della Capitale”.

Fonte: qui

ROMANI CONTRO ‘PENDOLARI’: IL CONFRONTO NELLA GIUNTA RAGGI PORTA AL VERTICE DI ATAC PAOLO SIMIONI, CONTERRANEO E BRACCIO DESTRO DELL’ASSESSORE COLOMBAN (MA NON AVEVA DETTO CHE MOLLAVA ROMA E TORNAVA IN VENETO A SETTEMBRE?) – SONO ANCORA UNA DOZZINA I CONSIGLI D’AMMINISTRAZIONE DA RINNOVARE.

Federico Capurso per La Stampa

PAOLO SIMIONIPAOLO SIMIONI

C’ è la nomina dei vertici delle municipalizzate dietro il confronto che anima la giunta pentastellata romana. Un bacino di voti e potere intorno al quale si è aperta una frattura sempre più profonda nella squadra di Virginia Raggi, che ora rischia di spaccare in due il Campidoglio.

Da una parte ci sono gli uomini inviati nella Capitale dall’ asse Grillo-Casaleggio, chiamati a tenere in pugno le briglie del Campidoglio. Dall’ altra, una fronda trasversale alle correnti politiche interne, che raccoglie molti consiglieri M5S e assessori fedeli alla sindaca, e chiede maggiore coinvolgimento nelle scelte.

Nemico numero uno dei frondisti è il veneto Massimo Colomban, alla guida del potente assessorato alle Partecipate, da loro ribattezzato malignamente «l’ assessore part-time», a evidenziare i frequenti ritorni in Veneto nel fine settimana e la sua simbolica lontananza dal Campidoglio di matrice grillina. È lui – accusano i suoi detrattori – a voler dettare la linea sulle nomine e, quando non riesce a imporsi, a cercare sponde nei due deputati M5S accorsi in aiuto di Raggi, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro.

VIRGINIA RAGGI MASSIMO COLOMBANVIRGINIA RAGGI MASSIMO COLOMBAN

Raggi prova ad usare la mano dura: «Si cambia registro. Sono intervenuta personalmente per mettere fine alle polemiche e d’ ora in poi non si tollerano deviazioni rispetto alla linea che ho tracciato», ha detto in una riunione di maggioranza.

Annusando, evidentemente, i mal di pancia alimentati dalla «promozione» alla guida di Atac di Paolo Simioni, conterraneo e braccio destro di Colomban, avvenuta poche ore prima. Simioni sarà presidente e amministratore delegato, prendendo il posto dell’ ormai ex amministratore unico Manuel Fantasia, nominato dalla Raggi a ottobre e da lei stessa salutato ieri al termine di due ore e mezza di colloquio in compagnia del deputato Fraccaro. Il secondo allontanamento da Atac in una settimana, dopo le dimissioni di venerdì scorso firmate dal direttore generale Bruno Rota.

E ora, come annunciato dal Campidoglio, si apre all’ elezione del cda a tre per l’ azienda del trasporto pubblico romano. Altro giro, altra corsa.

VIRGINIA RAGGI ANDREA MAZZILLO COLOMBANVIRGINIA RAGGI ANDREA MAZZILLO COLOMBAN

Sono ancora una dozzina i consigli d’ amministrazione da rinnovare. Tra questi spicca l’ ambita Zètema, con i suoi mille dipendenti e il controllo dei maggiori eventi culturali della Capitale, di siti archeologici e museali. Attende il rinnovo anche Risorse per Roma, che fu scatola magica di promozioni ai tempi di Gianni Alemanno, nella quale l’ attuale presidente e ad Massimo Bartoli non sembra cercare la riconferma. E poi l’ Agenzia per la Mobilità, Aequa Roma, e tante altre poltrone in attesa di essere conquistate.

I nomi arrivati nei mesi scorsi per i due piatti più sostanziosi, Acea e Ama, indicati dai vertici del Movimento nazionale e dalla loro emanazione romana, vengono tutti dal Nord, dal triangolo Milano, Genova, Torino.

Un punto, questo, che è stato motivo di forte malumore per l’ assessore al Bilancio Andrea Mazzillo e per il presidente dell’ Assemblea capitolina Marcello De Vito. Il primo, fedelissimo di Raggi; il secondo, di Roberta Lombardi, che della sindaca viene indicata come l’ arcinemica, si sono trovati uniti dalla protesta nei confronti degli assessori «stranieri» che avrebbero imposto le loro nomine in Campidoglio, prendendo «da fuori», come ha sottolineato più volte lo stesso Mazzillo.

Nel mirino dei frondisti c’ è però anche Adriano Meloni, milanese d’ adozione, visto come troppo vicino alla Casaleggio e che, come Colomban, viene messo dai suoi detrattori nel girone degli assessori «pendolari». Anche lui, evidentemente, reo di partire spesso da Roma. C’ è poi l’ emiliana Pinuccia Montanari, amica di Beppe Grillo e assessora all’ Ambiente, che dalla Capitale non si allontana mai, vista però come espressione dell’ asse Grillo-Casaleggio in Campidoglio. E tra gli assessori messi alla berlina dai consiglieri “autonomisti”, finisce persino il vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Bergamo.

Romano, sì, ma straniero per provenienza politica, troppo vicino al Pd e ancora peggio – nel ragionamento dei maldipancisti – colpevole di aver portato nei cda delle aziende culturali uomini legati alla sinistra romana, slegati dal Movimento.

Fonte: qui

L’ASSESSORE MAZZILLO VERSO L’ADDIO, RIMPASTO DI GIUNTA IN VISTA, CASALEGGIO AVVISA LA SINDACA: “BASTA SCUSE, CI VUOLE UN CAMBIO DI PASSO”

Ilario Lombardo per “la Stampa”

RAGGI MAZZILLORAGGI MAZZILLO

L’ addio di Andrea Mazzillo è questione di ore.

È lo scalpo che i vertici del M5S e gli uomini di Davide Casaleggio pretendono da Virginia Raggi per dimostrare che è in grado di tenere in mano il comando del Campidoglio e dare inizio a quella sterzata che le chiedono da tempo.

Ora o mai più, è il messaggio recapitato alla sindaca: «Virginia adesso ci vuole un cambio di passo vero, devi iniziare la fase 2. È passato un anno, non abbiamo più scuse». Sono parole definitive pronunciate allo stesso modo da Casaleggio, da Luigi Di Maio e i deputati-tutor Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede.

Ieri nelle chat dei grillini che si occupano di Roma è girato nervosamente l’ editoriale di Antonio Padellaro sul Fatto , un giornale che rispecchia la pancia dell’ elettorato del M5S e che agli occhi dei 5 Stelle funziona da sentinella. Il titolo è esplicito: «Ultima occasione per la sindaca». Padellaro non si risparmia e consiglia a Raggi di sfruttare il mese di agosto per salvare Roma ed evitare di affondare assieme alla città.

Per Di Maio e Casaleggio è il campanello d’ allarme definitivo. Questa volta però pure Raggi sembra reattiva, pronta ad assumere di persona iniziative muscolari contro un suo fedelissimo come Mazzillo, anche a costo di dover affrontare la corsa alla chiusura del bilancio di consolidamento, a fine settembre, senza l’ assessore che ne ha seguito l’ iter.

VIRGINIA RAGGI E ANDREA MAZZILLO
VIRGINIA RAGGI E ANDREA MAZZILLO

La frattura su Atac e la cacciata di Mazzillo sono l’ occasione per un rimpasto di giunta che segnerà l’ avvio della tanto agognata fase 2. Che prevede una moltiplicazione delle poltrone. Lo schema delle prossime mosse è già appuntato su carta, con un solo punto interrogativo: l’ assessorato alle Partecipate. Come annunciato, Massimo Colomban, il vero avversario di Mazzillo, lascerà prima di settembre. Il piano sulla razionalizzazione delle municipalizzate è già pronto.

raggi casaleggioRAGGI CASALEGGIO

Bisogna solo applicarlo. Chi lo farà? Molto dipende se l’ assessorato di Colomban verrà accorpato al Bilancio, come era in origine. E allora ad occuparsi delle partecipate, a cominciare dalla disastrosa Atac, sarà il successore di Mazzillo. Di sicuro ci saranno nuovi assessori ad hoc per Lavori pubblici e per Patrimonio e politiche abitative, altre deleghe che appartenevano al titolare del Bilancio. Pezzo dopo pezzo lo scorporo servirà a evitare il concentramento di potere in poche mani.

È la stessa logica usata lo scorso ottobre, quando, dopo un mese di commedia degli equivoci per la ricerca del sostituto di Marcello Minenna (il primo dei vari assessori al Bilancio caduti), e dopo rifiuti e dimissioni lampo, alla Casaleggio decisero di assegnare le partecipate al fedele Colomban e imposero a Raggi di trovare subito un uomo per il Bilancio.

La scelta, di ripiego, ricadde su Mazzillo, mandatario economico in campagna elettorale. «Questa volta abbiamo già i nomi dei nuovi assessori» assicurano oggi dal M5S e nel rimpasto dovrebbe anche spuntare il nuovo capo della segreteria politica della sindaca, ruolo che ricopriva Salvatore Romeo.

La via crucis di Raggi cominciata un anno fa, sempre e solo sulle nomine, non si è mai interrotta. Mazzillo paga la sua contrarietà al concordato preventivo come soluzione per Atac.

GRILLO DI MAIO DI BATTISTAGRILLO DI MAIO DI BATTISTA

L’ operazione promossa da Colomban vuole far saltare alcune teste tra i dirigenti e paradossalmente è in linea con le critiche mosse prima dell’ addio dall’ ex dg Bruno Rota, anche lui inviato da Milano. Ha stravinto la linea lombardo-veneta di Casaleggio Jr che oggi sarà a Roma, per presentare nella sede della stampa estera la piattaforma Rousseau e la nuova funzione che permetterà anche ai non iscritti al M5S di partecipare da osservatori alle composizioni delle leggi. Una piccola rivoluzione per il M5S, fatta anche per allargare la platea dei possibili elettori in vista del voto.

Ci sarebbe poca voglia di parlare di Roma, le ultime convulsioni capitoline sono parte di un incubo di cui non si vede mai la fine. Per questo i grillini preferiscono concentrarsi sulla campagna siciliana che partirà ad agosto e servirà a tenere alta l’ attenzione fino alla proclamazione del candidato premier a fine settembre. Sabato, da Marina di Ragusa parte il tour in coppia di Di Maio e di Alessandro Di Battista. Le prove generali – chiediamo alla Camera a Di Maio – di un ticket presidenziale? Il grillino sorride.

Fonte: qui