Privacy Policy C’è una ”Lehman Brothers” in Italia: c’è chi ha impacchettato obbligazioni subordinate dentro titoli in circolazione | 9 Dicembre Forconi
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C’è una ”Lehman Brothers” in Italia: c’è chi ha impacchettato obbligazioni subordinate dentro titoli in circolazione

ar_image_4580_lPartiamo da una domanda tutto sommato semplice: cosa sono le obbligazioni bancarie subordinate?

Sono quelle obbligazioni il cui rimborso nel caso di liquidazione o fallimento dell’emittente, di una banca quindi, avviene successivamente a quello dei creditori ordinari, comprese le normali obbligazioni cosiddette “senior”.

Le obbligazioni bancarie subordinate si distinguono, infatti, dalle altre obbligazioni bancarie non in base al tipo di tasso, ma per la tipologia di rischio.

Si tratta di titoli con rischio più elevato rispetto a quello delle obbligazioni ordinarie e pertanto sono caratterizzate da un maggior rendimento.

Il motivo principale per il quale le banche emettono e propongono alla loro clientela queste obbligazioni subordinate sta nel fatto che non sono considerate strumenti di debito tradizionale, ma vengono trattate alla stregua del capitale e rappresentano spesso un’alternativa al più costoso collocamento di azioni.

Detto questo, passiamo a una seconda domanda: a quanto ammontano – in euro – le obbligazioni subordinate bancarie in circolazione in Italia?

Grazie alle banche dati a disposizione soprattutto dei centri studi finanziari, è possibile calcolare quante obbligazioni bancarie subordinate sono in circolazione. Ebbene, le emissioni totali delle banche italiane sono 286, e i correntisti hanno investito la colossale cifra di 71,25 miliardi di euro, dei quali 13,3 miliardi sono costituiti da obbligazioni bancarie subordinate che non sono presenti sul mercato, cioè non sono vendute e vendibili in Borsa.

Quindi, chi le possiede(quei 13,3 miliardi non quotate) ha una sola possibilità, di fatto, per tornare in possesso del denaro speso per averle acquistate: attenderne la scadenza, sempre che la banca nel frattanto non finisca commissariata e soggettaa partire dal 1° gennaio 2016 – al famigerato “bail in” europeo, sottoscritto dal governo Renzi che l’ha accettato senza condizioni.

In base al bail in, tutto l’ammontare delle obbligazioni subordinate e anche tutto l’ammontare delle obbligazioni ordinarie, senior, verrà confiscatoletteralmente – nel “salvataggio” della banca in questione, e verranno confiscati anche i conti correnti con depositi superiori a 100.000 euro. Gli altri sarebbero “garantiti”, peccato che il Fondo che dovrebbe “garantirli” sia del tutto incapiente rispetto il denaro necessario.

Ad ogni modo, tornando all’oggi, chi perderà tutti i propri soldi saranno i possessori di obbligazioni subordinate emesse da banche commissariate da Banca d’Italia, come le quattro emissioni subordinate non quotate di Banca Marche (del valore di 205 milioni), le tre non quotate di Carife (148 milioni), le nove quotate (per 375 milioni), di cui uno sospeso, di Banca Etruria.

E’ una somma raggelante, e come si vede riguarda anche obbligazioni quotate in Borsa, di fatto diventate carta straccia.

Ora è bene essere chiari: il caso di queste banche è noto, ma molto meno nota è la situazione equivalente di altri istituti di credito italiani prossimi al defalut o comunque con una situazione fragilissima.

Tra le emissioni di obbligazioni subordinate di banche in forte difficoltà, ci sono la decina di emissioni subordinate (nove non quotate) del gruppo Veneto Banca (per 573 milioni) e le sette quotate di Popolare di Vicenza (quasi 1,13 miliardi). Ma anche la dozzina di Mps, che a bilancio 2014 valevano 6,1 miliardi. Ora si che c’è d’avere paura. Le cifre sono diventate iperboliche: qua si parla di quasi 8 miliardi di euro di denaro della clientela, risparmiatori e famiglie.

Il Sole 24 Ore scrive: “Per le banche commissariate c’è chi ritiene che la conversione dei bond subordinati in azioni, con il loro deprezzamento o azzeramento, scatterà sia che l’Unione Europea accetti il salvataggio del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) sia che lo rigetti e scatti il “piano B” con la creazione di una holding finanziata dai grandi gruppi bancari che rilevi gli istituti in crisi”.

Da spavento.

Ma non è affatto finita qui. Il problema di queste obbligazioni subordinate ha dentro di sè un altro terrificante risvolto, celato all’opinione pubblica. Moltissimi risparmiatori hanno acquistato questo genere di obbligazioni – che adesso possiamo definire “tossiche” – inconsapevolmente. Direte, come è stato possibile?

Ebbene, avete presente il crollo della Lehman Brothers?

Avvenne perchè i titoli cosiddetti “subprime” erano stati impacchettati, cioè infilati dentro sotto forma di capitale e garanzie, in altri titoli o strumenti finanziari a loro volta venduti alla clientela, che non sapeva di comprare “subprime” e per colpa di questi “impacchettamenti” videro diventare improvvisamente insolventi titoli che li nascondevano al loro interno. Morale, fu un disastro gigantesco, ben superiore agli importi dei “subprime”, perchè trascinarono a fondo titoli di importi molto superiori diventati a loro volta carta straccia per colpa dei subprime insolventi che contenevano.

Ecco, in Italia è accaduta – ACCADUTA –  la stessa, identica, cosa con molte obbligazioni subordinate riferite alle emissioni di cui abbiamo appena scritto.

Clienti di banche e perfino grossi operatori finanziari potrebbero detenere questi titoli per via indiretta: o perché i bond sono a sottostante garanzia di altri strumenti (ad esempio pronti contro termine e time deposit) o perché sono compresi nei panieri di fondi e polizze indicizzate.

Ora, avete capito bene?

La situazione è questa. Se nel 2016, e cioè tra poco più di un mese, una qualsiasi delle rimanenti banche commissariate (a parte le 4 che ormai hanno rapinato il denaro investito dalla clientela in obblgazioni subordinate) dovesse finire nel tritatutto chiamato bail in, sappiate che a essere devastato non sarà solo il risparmio della clientela raggirata, ma ampie fette del settore risparmio italiano.

Nessuno e dico nessuno ha ancora detto agli italiani che hanno investito i risparmi se dentro gli investimenti gestiti da terzi o direttamente avendo comprato titoli “consigliati” allo sportello, vi siano “impacchettati dentro” titoli tossici quali le obbligazioni subordinate di cui sto scrivendo.

A questo punto, noi consigliamo a tutti di informarsi nel più breve tempo possibile presso la banca o presso il Fondo nel caso di gestioni, circa l’effettivo “contenuto” dei titoli acquistati e delle quote acquistate nel caso di fondi obbligazionari. Se vi fossero “sottostanti” obbligazioni subordinate, a voi la decisione.

La nostra, sarebbe di liberarsi immediatamente di questo investimento.

Max Parisi


*Nota
Alcune delle notizie dell’articolo sono direttamente attinte dal Sole 24 Ore, che ringraziamo.


Fonte:  ilnord.it
Tratto da:  ilsole24ore.com