Privacy Policy CINA TRUMP: SCOPPIA LA TERZA GUERRA MONDIALE COMMERCIALE! | 9 Dicembre Forconi
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CINA TRUMP: SCOPPIA LA TERZA GUERRA MONDIALE COMMERCIALE!

Sembra quasi che Donald si diverti ad eliminare ad uno ad uno i suoi consiglieri come birilli, soprattutto se non sono d’accordo con le sue visioni, ora è la volta di McMaster, il problema è che al suo posto come nuovo consigliere per la sicurezza nazionale hanno messo, Bolton, un guerrafondaio, uno che ama gli interventi militari, con Corea del Nord e Iran sullo sfondo non è proprio una bella notizia.

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I due signori sulla sinistra di Trump, nella foto iniziale sono Ross e Navarro,  ci riportano indietro al passato, la famigerata Smoot Hawley, Donald Trump pronto a ripercorrere sino in fondo le orme fallimentari dell’allora presidente degli Stati Uniti Hoover?

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La notizia del giorno che ha fatto affossare ieri Wall Street è la dichiarazione ufficiale di guerra commerciale nei confronti della Cina per il momento…

Trump salva la Ue dai dazi ma attacca la Cina: barriere su 60 miliardi di import

La «guerra dei dazi» entra oggi in una nuova fase potenzialmente più destabilizzante, con Usa e Cina in prima linea mentre l’Europa, per ora, è fuori dal conflitto. Donald Trump ha infatti firmato un memorandum che dà mandato al Tesoro di imporre tariffe sulle importazioni dalla Cina con l’obiettivo di combattere l’appropriazione di tecnologia americana da parte di imprese cinesi. Le misure – che colpiranno merci per un valore stimato di 60 miliardi di dollari – prenderanno di mira l’import cinese in cento categorie commerciali, dalle calzature all’elettronica, e imporranno restrizioni agli investimenti cinesi negli Usa. L’annuncio alla vigilia dell’entrata in vigore dei dazi su acciaio e alluminio, che tuttavia escludono per ora l’Unione Europea.

Per ora, se l’Europa non farà come vuole Trump, la Germania finirà molto male!

“Abbiamo appena iniziato a negoziare con l’Unione europea perché in un certo senso ha escluso il nostro Paese. Fanno scambi commerciali con noi, ma noi non possiamo farli con loro. Ci sono barriere forti, tariffe alte. Non è semplicemente giusto”.America 24

Consumatori e produttori americani pagheranno molto cara questa guerra commerciale, lo suggerisce l’analisi empirica, lo sottolinea la storia.

“Riusciremo a trovare migliori accordi commerciali, ma per ora dobbiamo prendere un provvedimento. […] Abbiamo un deficit commerciale di 504 miliardi di dollari o, dipende da come lo calcoliamo, di 375 miliardi con la Cina. Si tratta del più grande deficit commerciale nella storia del mondo. Il più grande della storia dell’umanità abbiano un enorme debito di proprietà intellettuali”. America 24

Ovviamente i cinesi non staranno a guardare…

Cina critica “unilateralismo e protezionismo” Usa

La Cina si “oppone con forza al protezionismo e all’unilateralismo commerciale degli Usa”. Lo ha detto il ministro cinese del Commercio, cos” come riferito da Nbc News, aggiungendo che Pechino “di sicuro adotterà le misure necessarie per difendere con risolutezza i suoi interessi e diritti legittimi”.

Per ora, sempre per ora!

Ross, in Usa ci aspettiamo ritorsioni da Cina ma non saranno “fine del mondo”

Gli Stati Uniti si aspettano ritorsioni da parte della Cina ma non crede che saranno “la fine del mondo”. Lo ha detto Wilbur Ross, il segretario americano del Commercio dopo l’annuncio da parte del presidente Donald Trump di nuove tariffe “da circa 60 miliardi di dollari” sulle importazioni cinesi in Usa. Secondo Ross, quei 60 miliardi rappresentano “una frazione minuscola” delle economie americana e cinese.America 24

Per ora non ci aspettiamo la fine del mondo, più o meno quello che dissero Smoot e Hawley

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… FLEXIBLE CLAUSE!

Le tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio sono sospese fino al 1 ° maggio 2018, in attesa di discussioni su mezzi alternativi soddisfacenti a lungo termine per affrontare il pericolo di compromissione della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, dice il comunicato.

I Paesi attualmente esenti da tali tariffe per un solo mese sono:

  • Argentina;
  • Australia;
  • Brasile;
  • Canada;
  • Messico;
  • i paesi membri dell’Unione Europea; 
  • Corea del Sud.

Entro il 1 maggio 2018, il Presidente deciderà se continuare a esentare questi paesi dalle tariffe, in base allo stato di avanzamento delle discussioni. L’Unione europea negozierà a nome dei suoi paesi membri.

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Il Presidente conserva ampia autorità per modificare ulteriormente le tariffe, anche eliminando le sospensioni o sospendendo altri paesi.

Nel frattempo l’Araba Fenice finisce arrosto a temperature sotto i 12.000 gradi e il trentennale americano si appresta a dare il colpo di grazia alle aspettative sull’inflazione, il momento è topico. Si sa quando inizia, ma non si sa quando finisce!

Fonte: qui

VIA IL GENERALE MCMASTER, JOHN BOLTON NUOVO CONSIGLIERE PER LA SICUREZZA NAZIONALE DI TRUMP

BOLTON, IL SUPER FALCO DEL GOLFO ORA GUIDA LA SICUREZZA NAZIONALE

Giuseppe Sarcina per il Corriere della Sera

«Il demolitore», «il super falco», cioè John Bolton, arriva alla Casa Bianca. Da metà aprile assumerà l’ incarico di consigliere per la Sicurezza nazionale, sostituendo Raymond McMaster.

Il cambio, anticipato dai media americani una settimana fa, è stato confermato ieri sera da tre comunicati ufficiali, firmati dal presidente Donald Trump, dal capo dello staff John Kelly e dallo stesso McMaster. Una procedura corretta dal punto di vista istituzionale. Ma inusuale in questi tempi, visto che Trump ha licenziato via Twitter il segretario di Stato Rex Tillerson e lasciato a piedi, sotto la pioggia, il suo primo capo dello staff, Reince Priebus.

John Bolton, 69 anni, è nato in Maryland. Si è laureato in legge alla Yale University, nello stesso periodo in cui i corsi erano frequentati da Bill e Hillary Clinton. John ha ricoperto diversi incarichi nelle amministrazioni dei repubblicani Ronald Reagan e George W.Bush.

Ma è diventato un personaggio universalmente noto tra il 2005 e il 2006, quando rappresentava gli Stati Uniti all’ Onu.

«Il più rissoso ambasciatore che gli Usa abbiano mai inviato alle Nazioni Unite», scrisse a suo tempo «l’ Economist». Negli anni lo stile e il pensiero di Bolton non sono cambiati.

Tredici anni fa difendeva ruvidamente le ragioni dell’ attacco americano in Iraq. Ora, da consulente e lobbista, sostiene con spirito militante la linea durissima contro Iran e Corea del Nord. Senza escludere l’ intervento militare.

JOHN BOLTON

La svolta alla Casa Bianca è drastica, con possibili pesanti ripercussioni sulle relazioni internazionali. Da verificare poi nel concreto, naturalmente.

In questi mesi McMaster, 55 anni, profuso razionalità e pragmatismo, arginando le pulsioni di Trump. In asse con gli altri due generali, il capo dello staff John Kelly e il capo del Pentagono, James Mattis, ha cercato di costruire un’ alternativa diplomatica all’ uso azzardato della forza.

Questa strategia, appoggiata anche dall’ ex Segretario di Stato Rex Tillerson, ha prodotto un esito niente affatto scontato: il possibile vertice con il dittatore nord coreano Kim Jong-un. Eppure il presidente americano sta smantellando quel «team». Prima via Tillerson e al suo posto il direttore della Cia, l’ iper conservatore Mike Pompeo. Adesso fuori McMaster, e dentro Bolton.

Il generale a tre stelle ha annunciato che si congederà dall’ esercito e andrà in pensione «dopo 35 anni di servizio». È sempre stato uno spirito indipendente. E il 17 febbraio scorso, intervenendo alla Conferenza per la sicurezza a Monaco, McMaster disse pubblicamente e con franchezza che cosa pensasse dell’ inchiesta condotta dal super procuratore Robert Mueller: «Ha trovato prove incontrovertibili sull’ interferenza russa nelle elezioni americane». Non è stata quella la ragione della rottura con Trump, già nelle cose. Ma quel giorno si è capito che la sua partenza era vicina.

Fonte: qui