Privacy Policy Crisi Venezuela: il collasso del bolivar | 9 Dicembre Forconi
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Crisi Venezuela: il collasso del bolivar

La crisi del Venezuela trova piena conferma nell’andamento del bolivar.

La moneta nazionale è ormai al collasso e i cittadini hanno trovato strade alternative per sopravvivere.

La crisi del Venezuela continua a ripercuotersi sull’andamento del bolivar.

La valuta nazionale è ormai al collasso e la sua debolezza, accentuata da una terribile inflazione a 3 cifre, ha reso sempre più difficile per i cittadini procurarsi anche i beni di prima necessità come cibo e medicinali.

Da recessione economica, la crisi del Venezuela ha assunto tratti sempre più spaventosi e non ha mai, fino ad ora, mostrato segni di forte e stabile recupero. L’andamento del bolivar ha rappresentato alla perfezione questa situazione.

Si pensi, soltanto per fare un esempio, che la valuta ha perso così tanto valore contro il dollaro da costringere i negozianti a pesare le monete, anziché contarle. Se da un lato la crisi del Venezuela ha condotto sull’orlo del baratro un intero Paese, dall’altro ha anche spinto i cittadini all’utilizzo di metodi innovativi per la propria sopravvivenza.

Il crollo del bolivar

Solo 6 mesi fa per comprare un dollaro statunitense erano necessari 3.000 bolivar venezuelani, mentre oggi ne servono almeno 8.000 secondo dolartoday.com che traccia l’andamento dei tassi di cambio non ufficiali – gli unici ormai utilizzati dalla popolazione dato che quelli ufficiali sono considerati eccessivi.

novembre 2016, per acquistare un dollaro servivano poco più di 1.000 bolivar; al 1° gennaio 2017 ne occorrevano 3.164 bolivar, al 1° maggio 4.282. Oggi, invece, ne occorrono ben 7.980. Ecco quanto si è deprezzato il bolivar grazie alla crisi in Venezuela.

La corruzione governativa e la malagestione amministrativa hanno contribuito ad un balzo dell’inflazione senza precedenti. L’indice dei prezzi al consumo toccherà presto il 720% secondo le ultime nefaste previsioni del Fondo Monetario Internazionale relative alla crisi del Venezuela.

Il crollo del bolivar ha spinto la popolazione a guardare altrove per trovare innovative ed ulteriori fonti di sostentamento. Il deprezzamento della valuta nazionale ha così aperto le porte alle valute virtuali, con espressa preferenza per il Bitcoin.

Il contesto

Se la situazione economico-finanziaria del Paese non lascia ben sperare, anche quella politico-istituzionale non è da meno. Le proteste contro l’attuale presidente Nicolas Maduro continuano a far tremare (senza esito alcuno) l’intero Venezuela. Sono in molti, ormai, a chiedere le sue dimissioni e la convocazione di elezioni generali, cose che Maduro non sembra assolutamente intenzionato a concedere.

Soltanto da marzo scorso, ossia dal momento in cui la situazione politica si è aggravata ancora, 74 persone sono state uccise nel corso delle proteste mentre altre 1.400 sono rimaste ferite più o meno gravemente.

Recessione economica a parte, la crisi del Venezuela ha reso la popolazione insofferente. La tensione è schizzata alle stelle qualche giorno fa, quando un ufficiale di polizia ha rubato un elicottero per sorvolare la Corte Suprema e contro di essa aprire il fuoco. 

L’obiettivo del gesto?

Le dimissioni di Maduro che dal canto suo ha accusato l’ufficiale di terrorismo.

In altre parole, non conta che il Paese sia seduto sulle più grandi riserve petrolifere del mondo: la crisi del Venezuela non ha guardato in faccia nessuno e si è andata a ripercuotere senza pietà sul bolivar, ma soprattutto sulla popolazione la quale, ormai, è allo stremo delle forze.

Fonte: qui