Privacy Policy DEUTSCHE BANK e COMMERZBANK: FUSIONE DI DUE BUCHI NERI | 9 Dicembre Forconi
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DEUTSCHE BANK e COMMERZBANK: FUSIONE DI DUE BUCHI NERI

Ormai è semiufficiale, la fusione prima o poi si farà, su Milano Finanza leggiamo che la settimana scorsa, il ministro delle Finanze Olaf Sholz ha rimarcato che istituti solidi e competitivi a livello globale sono centrali per un’economia esportatrice e importanti per la sovranità nazionale della Germania.

Deutsche Bank und Commerzbank: Frankfurter … – Spiegel Online

Scrive il Der Spiegel Online…

Questa è anche la preoccupazione che gli esperti che associano a una possibile fusione di Commerzbank e Deutscher Bank.

I due pazienti sono veramente sani?

Molti esperti hanno i loro dubbi lì. “Un tale processo di fusione è molto costoso e noioso”, dice Isabel Schnabel, professore di Economia dei mercati finanziari all’Università di Bonn. “E il beneficio è incerto”. Schnabel considera anche rischioso quando le banche diventano troppo grandi. Perché se un tale gigantesco istituto dovesse trovarsi in difficoltà, la “stabilità sistemica è in pericolo”. La crisi finanziaria manda i saluti.

Un piccolo appunto, dedicato a chi come il direttore del giornale Adige auspica una unica Cassa Rurale, la stabilità sistemica sarebbe in pericolo anche in Trentino!

Di sano non c’è nulla in queste due voragini con il nulla intorno, una volta c’erano due banche oggi non c’è quasi più nulla di sano, con bilanci dove si nascondo spesso e volentieri al terzo livello contabile asset contabilizzati secondo la fantasia contabile, più o meno come se il proprietario di una casa terremotata continuasse a sostenere che vale il suo prezzo di acquisto originale.

***Banche: Deutsche Bank e Commerzbank “aperte a possibile fusione” (stampa)

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 11 set – I vertici di Deutsche Bank e di Commerzbank sono aperti all’idea di una possibile fusione tra le due banche. E’ quanto riporta Der Spiegel, che ha raccolto indiscrezioni secondo cui anche il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz vedrebbe di buon occhio un’eventuale operazione. Secondo le fonti sentite, l’amministratore delegato di Commerzbank Martin “Zielke preferirebbe procedere subito”, mentre il numero uno di Deutsche Bank Christian Sewing non vorrebbe mettere sul tavolo la questione prima di 18 mesi, perche’ l’integrazione con Postbank dovrebbe avere la precedenza. Per il momento, nessuna delle due banche ha rilasciato commenti ufficiali.

Di sano ormai c’è ben poco ma la notizia principale di ieri è questa, clamorosa…

Deutsche Bank AG sta valutando la possibilità di suddividere le sue attività principali in una holding, una misura che renderebbe più facile liquidare la banca in una crisi e più agile nelle potenziali fusioni, secondo le persone a conoscenza delle discussioni.

La banca è stata incoraggiata dalle autorità di regolamentazione ad adottare la struttura, che potrebbe creare tre divisioni principali ampiamente indipendenti supervisionate da una gestione comune, hanno affermato le persone, chiedendo di non essere identificate in quanto le deliberazioni sono private.

Mentre loro vi racconteranno che è cosa buona e giusta, io invece suggerisco di fare molta attenzione, perché questo è un trucco per creare delle scatole cinesi nelle quali liquidare tutta la spazzatura che ha in carico Deutsche Bank, tenendo in piedi solo la parte migliore. Inoltre conferma sempre più l’intenzione di fondere questo cadavere con altre realtà che si tratti di Commerzbank o altri cavalieri bianchi.

Non resta che attendere, noi scommettiamo sulla nazionalizzazione definitiva di entrambe, i dati di bilancio parlano chiaro, il nostro modellino preferito altrettanto.

Ieri ho scritto che dieci anni dopo l’anniversario del fallimento di Lehman Brothers ora è la volta di Deutsche Bank, nessuna analogia, non verrà certo lasciata fallire, verrà semplicemente nazionalizzata insieme a Commerzbank…

Il grafico qui sopra è ormai vecchio, ora Deutsche Bank quota sotto i 10 euro ormai vicina alla sua definitiva uscita dai principali indici europei e alla sua nazionalizzazione.

La vera storia del fallimento Lehman Brothers 

Noi abbiamo previsto la crisi del 2008 e il fallimento di Lehman Brothers, semplicemente grazie alla ricerca e al ritrovamento di un modellino fenomenale che ci ha permesso di identificare quasi tutte le banche fallite, nazionalizzate o incorporate durante la crisi subprime.

Debito e leva finanziaria, operazioni speculative, azzardo morale è sempre quello l’unico denominatore comune di tutte le grandi crisi, basta studiare Minsky e le sue teorie, il resto è aria fritta.

Oggi dopo 15 anni siamo ormai a circa 150 trilioni di dollari di debito in più, non dimenticate che una delle condizioni per risolvere una deflazione da debiti era appunto quella di ridurre il livello del debito sopra il potenziale di crescita delle economie…

Risultati immagini per debt 150 trillion 2003

Il carico del debito mondiale è balzato a un record di  nuovi 164 trilioni di dollari aggiunti , una tendenza che potrebbe rendere più difficile per i paesi rispondere alla prossima recessione e pagare i debiti se le condizioni di finanziamento si irrigidiscono, come sta accadendo oggi.

L’altra condizione è il livello di leva delle banche, noi stiamo monitorando ogni minima dinamica e vi garantisco che vengono i brividi…

Risultati immagini per leverage ratio banks 2008 2018

La leverage ratio, o leva finanziaria, nel settore bancario è in genere definita come il rapporto tra il capitale netto dell’istituto e il totale delle attività. Questo significa che più è alta la leva più la banca in questione opera non usando capitali propri, tenendo quindi un maggior profilo di rischio. Quando la leva è eccessiva il pericolo è che una svalutazione di parti dell’attivo comporti un’erosione ampia del patrimonio.

Ing, Deutsche Bank e la lezione dimenticata di Lehman Brothers 

Perché la crisi di Lehman Brothers potrebbe ripetersi … – Investing.co

in Investing.com abbiamo chiesto agli esperti cosa abbiamo imparato da questo fallimento e se possiamo ricadere negli stessi errori. E, stranamente, la risposta ad entrambe le domande è abbastanza consensuale.

Le banche centrali e il pericolo del debito

“Abbiamo imparato poco, perché allora si trattava di salvare le banche e ora si tratta di salvare i paesi. I salvatori sono sempre gli stessi: le Banche centrali. La domanda che ci si deve porre ora è chi sarà in grado di salvarli”, spiega Eduardo Bolinches, direttore e fondatore della “Escuela de Trading y Forex”. “I bilanci delle banche centrali sono enormemente più grandi di allora, sono pieni di debiti tossici tolti dalle ‘fogne’ delle istituzioni finanziarie, mentre il livello del debito a livello globale continua ad aumentare”, aggiunge Bolinches.

Bolinches spiega che, “in questo momento abbiamo la BCE con un’attività pari al 41,4% del PIL dell’Eurozona, mentre la FED ha l’equivalente del 20,7%. Tutto questo mentre il debito mondiale aumenta e continua ad aumentare”.

Della stessa opinione è Alfredo Alvarez-Pickman, Chief Economist & Fund Manager di Key Capital Partners. “Non credo che abbiamo imparato appieno la lezione ma solo una parte di essa. L’intervento sui tassi di interesse da parte delle banche centrali, mantenendoli artificialmente bassi, ha fatto salire il debito (pubblico, aziendale e dei consumatori) nell’ultimo decennio. Questa è stata la causa principale di queste crisi e, purtroppo, si ritiene ancora oggi che le banche centrali possano controllare il ciclo con le loro decisioni, mentre in realtà ciò che fanno è distorcere la struttura produttiva invece di lasciare che il mercato e i suoi attori agiscano liberamente.

Come ha affermato Daniel Lacalle, capo economista di Tressis, in una recente intervista a Investing.com, “la politica che le banche centrali hanno adottato dopo il fallimento di Lehman è stata l’opposto: gonfiare la bolla degli attivi finanziari e portare le economie e le aziende ad assumersi molti più rischi con rendimenti molto più bassi”.

Dopo quella repressione finanziaria, abbiamo assistito a fallimenti bancari in Spagna, Italia, Francia, ecc.

I governi e le banche centrali incoraggiano una politica orientata alla spesa e al debito, piuttosto che a investimenti e risparmi prudenti.

Questo gonfia costantemente le bolle nelle attività finanziarie, e quando scattano, si presentano come la soluzione.

Come abbiamo visto ieri c’è un povero ignorante che proviene dal FMI, Fondo Mentecatti Internazionale che chiede alla Fed di comprare ancora più azioni per uscire da un’eventuale prossima recessione. Questa sarà la madre di tutte le crisi, quella precedente solo un assaggio, l’evidente sintesi che la stupidità e avidità umana non ha mai fine.

Fonte: qui