Privacy Policy DEUTSCHE BANK: L’INIZIO DELLA FINE! | 9 Dicembre Forconi
Crea sito

DEUTSCHE BANK: L’INIZIO DELLA FINE!

Come sempre nessuna novità per i lettori di Icebergfinanza, loro sanno che Deutsche Bank non ha alcuna speranza, alla fine verrà nazionalizzata, lo dicono i suoi bilanci, lo dice il nostro modellino preferito da Machiavelli, che ha un probabilità di realizzazione del 90 %. Torno a ripetere, tenetevi questo segreto per Voi!

La notizia di ieri è questa…

La sintesi qui sotto, nessun commento, nulla di nuovo!

Deutsche Bank non passa l’esame della Fed 

NEW YORK – La Fed approva i piani di distribuzione di capitale di 34 banche, opponendosi solo a quello di un istituto, ovvero della divisione americana Deutsche Bank che non lo ha superato per “debolezze materiali” nei controlli. Nel comunicare l’esito della seconda parte degli ‘esami’, la Federal Reserve limita la capacità di distribuzione di Goldman Sachs e Morgan Stanley, che almeno per il momento non potranno aumentare il loro dividendo o i piani di buyback al di sopra dei livelli dello scorso anno.

Al contrario Citigroup e JPMorgan rivedono al rialzo il proprio dividendo dopo aver superato gli stress test della Fed. Citigroup aumenta il dividendo del 41% a 0,45 dollari e annuncia un piano di buy back da 17,6 miliardi di dollari. JPMorgan alza il dividendo del 43% a 0,80 dollari, accompagnando l’aumento con un piano di acquisto di azioni proprie da 20,7 miliardi di dollari.

In realtà le banche americane non sono messe proprio bene, anzi, ma si preferisce distribuire ancora più soldi agli azionisti tanto quando le cose non andranno bene ci penserà il contribuente ovvero lo Stato.

Fed Test Slaps Wall Street Titans While Unleashing Record Payout 

A proposito visto che il solone del FMI Cottarelli continua ad insistere in ogni straccio di trasmissione o talk show che lo invitano a colpi di migliaia di euro,  noi vi raccontiamo un’altra storia…

Ora questi ignoranti che attendono tutti i giorni l’inflazione o addirittura l’iperinflazione bisognerebbe spiegare che siamo in una immensa deflazione da debiti, che non c’è alcuna possibilità di avere inflazione se non si mettono i soldini direttamente nelle tasche delle classi medie.

Questi signori dimenticano che le banche centrali hanno stampato trilioni di dollari per salvare banche decotte e fanno la morale se qualcuno stampa per rilanciare gli investimenti pubblici, la spesa pubblica.

Visto che la memoria è labile, immaginatevi cosa dovrà stampare la Bundebank o la BCE tanto sono la stessa cosa per salvare Deutsche Bank, ma soprattutto vi ricordo cosa è successo durante questa crisi, visto che il molti dormono o fanno finta di nulla!

Risultati immagini per icebergfinanza slide banche salvataggi

Risultati immagini per icebergfinanza slide banche salvataggi

Banche, un salvataggio da 31 miliardi – La Stampa

Dovete solo decidere se continuare a farvi prendere in giro da questa gente, da gente come Cottarelli e chi quotidianamente sul Sole 24 Ore fa i conti della serva o se essere consapevoli.

“Diffuse e critiche carenze” nei controlli sulla pianificazione patrimoniale della banca questo è stato l’impietoso giudizio della Federal Reserve sulla sussidiaria USA della voragine con il nulla intorno, termine coniato da noi e modificato, visto che di banca non resta nulla.

“Le preoccupazioni includono debolezze materiali nelle capacità dei dati dell’azienda e controlli a supporto del processo di pianificazione del capitale, nonché debolezze nei suoi approcci e ipotesi utilizzate per prevedere entrate e perdite sotto stress”, ha detto la Fed in una nota.

E meno male che qualche furbastro Semiserio aveva suggerito le scorse settimane a proposito di Deustche Bank e della farsa della BCE…

Ottimo: le consistenze di asset illiquidi sono risibili ma almeno gli italiani finiranno di frignare al complotto.

Nel frattempo in America, la revisione della spesa dei consumatori hanno portato la terza stima del PIL del primo trimestre al 2,0% dal 2,2%. “I consumatori spendono di meno e il mercato immobiliare continua a pesare sulla crescita”, osserva il Wall Street Journal.

La spesa per consumi di beni è stata segnalata ancora in contrazione durante il primo trimestre e la crescita segnalata nella spesa per servizi si è indebolita materialmente. Il tasso di crescita annuo complessivo per la spesa al consumo è sceso del -2,15% su base trimestrale.

Sebbene il reddito disponibile delle famiglie sia migliorato di trimestre in trimestre(molto probabilmente a causa della riduzione delle tasse, la maggior parte di tale miglioramento è stata destinata a maggiori risparmi).

” Se i consumatori sono la forza trainante per l’economia degli Stati Uniti, una relazione come questa dovrebbe sollevare importanti segnali di attenzione .

La curva dei tassi si sta invertendo, la storia di una nuova crisi sta per essere scritta!

Fonte: qui