Privacy Policy DOPO AVER SALVATO LE BANCHE DI AREZZO, CHIETI, FERRARA E JESI, GOVERNO ABI E BANKITALIA NOMINANO NICASTRO PRESIDENTE DI TUTTE E 4 | 9 Dicembre Forconi
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DOPO AVER SALVATO LE BANCHE DI AREZZO, CHIETI, FERRARA E JESI, GOVERNO ABI E BANKITALIA NOMINANO NICASTRO PRESIDENTE DI TUTTE E 4

Maria-Elena-Boschi-892x505LA BOSCHI NON PARTECIPA AL CDM: IL PADRE ERA VICEPRESIDENTE DI ETRURIA

Scorrendo il decreto legge si scopre il punto nodale dell’ accordo, oltre al fondo da 3,6 miliardi messo in piedi dalle banche. Quello del fisco, da cui si evince la sostanziale messa in sicurezza dei crediti di imposta delle nuove quattro banche ponte in bonis che da oggi, dopo lo scorporo dei crediti deteriorati, prendono il posto dei quattro istituti in crisi…

1. PATUELLI, AUSPICO VENDITA E AGGREGAZIONI 

antonio patuelli
ANTONIO PATUELLI

(ANSA) – Per le 4 banche salvate attraverso il Fondo di Risoluzione con fondi privati, il presidente del’Abi Antonio Patuelli auspica una vendita tramite procedura d’asta in tempi rapidi in modo che vengano aggregate ad altri gruppi italiani o esteri. Si tratta delle “aggregazioni più urgenti in questo momento” e che vanno distinte dai casi Mps o dei due istituti veneti (Popolare Vicenza e Veneto banca). Patuelli ha ricordato come “è importante che il piano di salvataggio permetta alle banche ad Arezzo, Chieti, Ferrara e Jesi di aprire oggi il portone e che si sia evitato il bail in dei depositanti“.

Il presidente Abi ha rilevato che le aggregazioni o cessioni dei 4 istituti non sono sono avvenute nei mesi scorsi per mancanza di compratori realialtrimenti non avremmo dovuto salvarlema ora grazie agli strumenti messi in campo con la risoluzione come la bad bank nella quale confluiranno le loro sofferenzespero ci siano dei soggetti interessati“. Operazioni che “spero avvengano con il minor impatto possibile sui dipendenti”.

2. CARICHIETI, NICASTRO PRESIDENTE, IMMORDINO A.D

ROBERTO NICASTRO
ROBERTO NICASTRO

 (ANSA) – Il commissario uscente di CariChieti Salvatore Immordino (ex Banca dell’Adriatico) è stato nominato dalla Banca d’Italia amministratore delegato della ‘Nuova Carichieti‘, nata dalle ceneri dell’istituto dopo il piano di salvataggio delle 4 banche. Presidente è Roberto Nicastro che ricopre la stessa carica presso gli altri istituti di credito salvati. L’altro componente del cda è Maria Pierdicchi (ex responsabile S&P Italia). I componenti del Collegio sindacale della banca sono Paola Leone (presidente), Leonardo Patroni Griffi e Maria Teresa Bianchi.

3. ABI, DA SISTEMA ALTRI SFORZI ASSAI ONEROSI

ROBERTO NICASTRO Federico Ghizzoni
ROBERTO NICASTRO FEDERICO GHIZZONI

(ANSA) – Ulteriori sforzi “grandi e assai onerosi” per le banche italiane nell’operazione di salvataggio dei 4 istituti in crisi. È quanto afferma l’Abi, dopo aver tenuto il comitato di presidenza, che confida nella “continuazione degli sforzi, innanzitutto delle autorità Italiane, per il completamento dell’armonizzazione delle norme per la piena concorrenza bancaria in Europa, senza privilegi o discriminazioni”.

4.COLPO DI SPUGNA DI RENZI: SALVATE LE 4 BANCHE IN CRISI

Massimo Restelli per “il Giornale

L’ industria del credito italiano mette e a disposizione 3,6 miliardi per salvare, tramite le leve del fondo di risoluzione, BancaEtruria, Cari Ferrara, Banca Marche e Cari Chieti, e i loro correntisti dalla gogna del bail-in che entrerà in vigore da gennaio.

PIER LUIGI BOSCHI
PIER LUIGI BOSCHI

Gli istituti erano tanto malconci da essere tutti commissariati da Bankitalia, tanto da costringere il Consiglio dei ministri a una riunione domenicale per approvare il decreto, una volta ricevuto il benestare dell’ Europa, che aveva invece bloccato l’ ipotizzato ricorso al fondo interbancario perché ritenuto un aiuto di stato: assente della riunione il ministro Maria Elena Boschi, il cui padre Pier Luigi è stato vicepresidente della stessa Etruria. Ora, rimarca l’ esecutivo, «non è previsto alcuna forma di supporto pubblico».

maria elena boschi (4)

Scorrendo il decreto legge si scopre tuttavia il secondo punto nodale dell’ accordo. Quello del fisco, da cui si evince la sostanziale messa in sicurezza dei crediti di imposta delle nuove quattro banche ponte in bonis che da oggi, dopo lo scorporo dei crediti deteriorati, prendono il posto dei quattro istituti in crisi. Si tratta di un precedente con l’ erario fondamentale per l’ intera industria del credito che, attraverso il presidente dell’ Abi Antonio Patuelli, sta combattendo con ogni mezzo per ottenere un diverso trattamento delle cosiddette «Dta» (deferred tax asset) e che, con la discesa dell’ Ires, rischiava di vedersi scoppiare tra le mani una mina da 5 miliardi.

Presidente delle quattro banche «sane» – ribattezzate «Nuova CariFerrara», «Nuova BancaEtruria», «Nuova Banca Marche», «Nuova CariChieti» diventa l’ ex direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro: tutte finiscono comunque sotto l’ ala delle neonata unità di risoluzione di Bankitalia.

Lo spezzatino prevede poi la creazione di un’ unica bad bank, dove confluiscono le sofferenze (cioè i prestiti che famiglie e imprese non sono riusciti a restituire) delle quattro ex malate terminali, previa una massiccia svalutazione degli stessi (da 8,5 a 1,5 miliardi di euro) in modo da permetterne la vendita agli «spazzini» del mercato. L’ Unione europea, secondo il commissario Vesrtager il piano «riduce al minimo le distorsioni della concorrenza», calcola che ne deriverà un ulteriore beneficio di 400 milioni.

Non solo, ora che sono ripulite, devono trovare al più presto un nuovo padrone anche le banche ponte; e qualcuno pensa che alcuni big potrebbero aver già prenotato un posto a tavola.

Impossibile però ottenere in tempo utile da tutte le 155 istituti di credito aderenti all’ Abi i 3,6 miliardi necessari per accendere il fondo di risoluzione, ricapitalizzare le banche ponte e coprire la differenza tra gli attivi trasferiti e le passività: è previsto che l’ industria del credito versi in un sol colpo nel fondo tutte le rate da qui al 2018.

Come anticipato, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi concederanno quindi un finanziamento ponte per l’ intero importo: l’ impegno sarebbe pari a 1,2 miliardi per ciascun istituto. Il prestito dovrebbe essere suddiviso in due tranche, di cui quella a breve termine da 2 miliardi scadrebbe a fine anno, quando tutti i gruppi avranno iniziato a trasferire i soldi al fondo. Il resto dopo la vendita degli asset.

Fonte: qui