ESCALATION TRADE WAR!

Come abbiamo scritto recentemente, detto e fatto, la guerra commerciale è in piena escalation…

A breve vedremo per quale motivo non c’è alcuna speranza che il finto accordo tra Trump e il barcollante Juncker, vada in porto…

La risposta cinese non si è fatta attendere…

Gli Stati Uniti non solo non riusciranno a raggiungere il loro obiettivo, ma raccoglieranno ciò che hanno seminato, ha detto giovedì il consigliere di stato e ministro degli esteri    in risposta all’ultima minaccia di Washington…

Giusto per avere un’idea di come la stupidità umana sta per riportare il passato in ague, la risposta americana è altrettanto immediata, per mano di quello che, insieme a Navarro, verrà ricordata come la nuova coppia Smoot – Hawley…

: “la ragione per l’inizio del”applicazione dei dazi è stata quella di convincere i cinesi a modificare il loro comportamento. Invece, si sono vendicati. Così il presidente ora ritiene che sia potenzialmente tempo di mettere più pressione  per modificare il loro comportamento. “

Ma per la CIna,  tattica del bastone e della carota  non funziona...

In una call organizzata dall’Office of the United States Trade Representative (Ustr), funzionari Usa di alto livello hanno spiegato che la “comunicazione resta aperta” sull’asse Washington-Pechino ma non sono previsti spicifici round di discussioni. Gli Usa stanno cercando di capire “quali strumenti appropriati usare per fare cambiare alla Cina il suo comportamento” in campo commerciale, giudicato “terribile e ingiusto”.

Stando a Lighthizer, gli Usa “sono stati molto chiari sui cambiamenti specifici che la Cina dovrebbe compiere. Purtroppo, invece che cambiare il suo comportamento deleterio, la Cina ha compiuto ritorsioni illegali contro i lavoratori, gli agricoltori e le aziende americane”. Il riferimento è ai dazi fatti scattare il 6 luglio scorso da Pechino su una serie di prodotti Made in Usa, tra cui la soia. Quelle tariffe doganali però sono state una risposta ai dazi del 25% introdotti in quel giorno da Washington su prodotti tecnologici cinesi per 34 miliardi. In quel contesto ne sono rimasti in ballo altri per 16 miliardi, “ancora oggetto di analisi”, ha spiegato una fonte Usa.

L’incremento al 25% dal 10% dei dazi su import cinese per 200 miliardi, ha concluso Lighthizer, “è pensato per dare all’amministrazione opzioni addizionali per incoraggiare la Cina a modificare le sue politiche e il suo comportamento lesivi e ad adottare politiche che portino a mercati più giusti e alla prosperità per tutti i nostri cittadini”. Peccato che solo poche ore prima Pechino avesse chiarito che “il pressing e le minacce” Usa non sono affatto gradite. Poi il governo cinese ha ribadito il concetto: “La Cina è totalmente pronta e dovrà compiere ritorsioni per difendere la dignità della nazione e gli interessi della popolazione, il libero commercio e il sistema multilaterale oltre che difendere gli interessi comuni di tutti i Paesi”, ha detto in una nota il ministro cinese del Commercio. Per lui, “la tattica del bastone e della carota non funziona”.

Dove può spingersi oggi l’illusione americana, quali beni o servizi colpire ancora in un’escalation della guerra commerciale?

Intanto la Cina risponde affondando lo yuan che mette in ulteriore grave difficoltà i paesi emergenti come accadde nel 2015 e il dollaro torna sotto quota 1.16 per l’ultimo definitivo affondo…

Come scrive Mike Shedlock, la Cina ha tre modi per vendicarsi, può lasciare cadere ulteriormente lo yuan del 25 % compensando l’aumento dei dazi, limitare  ulteriormente la capacità delle aziende statunitensi di fare affari in Cina oppure interrompere le esportazioni di terre rare. Terre rare sono 17 minerali usati per fabbricare telefoni cellulari, auto ibride, armi, TV a schermo piatto, magneti, luci a vapori di mercurio e obiettivi per fotocamere.

L’opzione uno ha ovviamente rischi di fuga di capitali come accadde nel 2015 dalla Cina, ma i dazi pongono numerosi rischi anche agli Stati Uniti e all’economia globale.L’opzione tre viene discussa raramente, ma la Cina ha almeno l’80% del mercato globale dei preziosi minerali appena citati.

Ma non è finita, mentre i mercati dormono, in realtà Ross e il suo staff non credono all’accordo con l’Europa e intanto studiano il dossier auto…

L’aumento dei dazi sui fagioli americani da parte dell’Europa in risposta alla guerra commerciale americana sull’acciaio ha già prodotto una vittima illustre…

Milano, 1 ago. (AWE/LaPresse) – L’Unione Europea ha aumentato del 283% le importazioni di soia statunitense duramente colpita dalle ritorsioni cinesi. Scattate dopo le prime misure adottate dagli Stati Uniti nei confronti del gigante orientale. E’ quanto afferma la Coldiretti nel rendere noti i dati del primo report della Commissione Europea. Da questo  si evidenzia che stanno già avvenendo le maggiori importazioni di soia dagli Usa previste dalla tregua sancita dall’incontro tra il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e il presidente americano Donald Trump.

State sintonizzati e soprattutto come abbiamo scritto nel fine settimana insieme a Machiavelli, tenete d’occhio i Vostri portafogli, la guerra è appena iniziata e sembra che anche l’Araba Fenice se ne sia accorta…

3 Agosto 2018

Fonte: qui

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