Privacy Policy FURORE ITALIA: DEFLAZIONE DA DEBITI. | 9 Dicembre Forconi
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FURORE ITALIA: DEFLAZIONE DA DEBITI.

“Le strade pullulavano di gente assetata di lavoro, pronta a tutto per il lavoro. E le imprese e le banche stavano scavandosi la fossa con le loro stesse mani, ma non se ne rendevano conto. I campi erano fecondi, e i contadini vagavano affamati sulle strade. I granai erano pieni, e i figli dei poveri crescevano rachitici, con il corpo cosparso di pustole di pellagra. Le grosse imprese non capivano che il confine tra fame e rabbia è un confine sottile. (…)  E la rabbia cominciò a fermentare.”  Furore John Ernst Steinbeck

Fermatevi per un attimo a pensarci, solo un istante, senza farvi troppe illusioni. Se la sfida populista che Renzi lancia all’Europa è reale, non è la solita operazione di facciata per acchiappare polli elettorali in Italia, le prossime elezioni italiane potrebbero rivelarsi ancora più importanti di quelle francesi. Non tanto per l’uscita dall’euro, ormai abbiamo capito tutti che serve una strage economico/finanziaria per demolire questa unione monetaria tenuta in piedi solo da Draghi e dalle minacce quotidiane di svalutazioni apocalittiche, tetano e colera ovunque senza l’euro, ma per la stragrande maggioranza di coloro che non vedono di buon occhio questa europa e la sua squallida solidarietà di facciata, sempre più persone che potrebbero decidere all’improvviso per il male minore.

Questi parlano di qualche miliardi in deficit per tagliare le tasse e non hanno ancora capito che devono creare lavoro, lavoro, lavoro, non hanno ancora compreso che se le sofferenze esplodono è perché le famiglie non hanno lavoro e le imprese sono oberate di debiti e di tasse…

L’affare dei crediti bolliti sulla pelle delle famiglie

Il vero dramma della crisi bancaria lo dobbiamo ancora vedere. Esploderà tra la fine dell’ anno e il 2018. Le società di recupero crediti aggrediranno famiglie e piccole imprese per esigere le famigerate sofferenze. Centinaia di migliaia di famiglie perderanno la casa, decine di migliaia di imprese chiuderanno, legioni di dipendenti perderanno il lavoro.

Enfasi ed esagerazione ma ci avviciniamo di molto alla realtà, perché i procacciatori di affari, quelli che si stanno pappando le sofferenze a 21 centesimi vorranno almeno raddoppiare il rimborso e per molti non ci sarà scampo…

È l’altra faccia delle sofferenze e dei crediti deteriorati: una bomba sociale da almeno 70 miliardi, presto sui nostri schermi, scrive il Fatto. Dal punto di vista delle banche è solo questione di soldi. Ci sono in giro circa 330 miliardi di crediti deteriorati, di cui circa 200 sono sofferenze, cioè crediti inesigibili. Le sofferenze nette sono attorno agli 80 miliardi: le banche hanno già segnato in bilancio come perdita il 60 per cento e sperano di recuperare il 40 per cento. Per le banche contano gli 80 miliardi: se ne recuperano 90 guadagnano 10 miliardi, se ne recuperano 60 ne perdono 10. Per i debitori conta il lordo. La banca fa affidamento sul 40 per cento del credito, ma se lo trasferisce alle società specializzate il debitore si vedrà chiedere il 100 per cento.

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Dove stava la vigilanza in questi anni?

Il decreto col turbo che salva Zonin & C

«Una liquidazione coatta amministrativa, quella di BpVi e VB costruita per non lasciare alcuna traccia di insolvenza e rendere così vana (o comunque smontabile) ogni iniziativa delle procure. Un decreto giuridicamente così raffinato da rasentare il luciferino». È il commento di un affermato civilista esperto in procedure concorsuali alla lettura del «turbodecreto» 99 firmato domenica 25 giugno. Un dissesto «o quasi dissesto» (come recita il decreto) ma nessuna bancarotta, e dunque nessuna par condicio creditorum da rispettare.

Se non si solleva il Veneto, Ragazzi rassegnatevi alla giustizia divina!

Noi recentemente vi abbiamo raccontato un’altra storia, ma noi si sa predichiamo nel deserto, siamo pessimisti, catastrofisti, non capiamo nulla, loro le banche centrali e i governi si che sanno quello che stanno facendo e l’euro e non l’Europa sarà la nostra tomba.

BANCHE VENETE: LA CRISI E’ FINITA!

Ma davvero qualche ingenuo pensa che sia finita qui, davvero qualcuno come Padoan, pensa che lo Stato italiano risucirà a recuperare tutti i miliardi usati per aiutare Intesa a ingoiare un’intera discarica di crediti inesigibili.

Bene ieri, Alberto Bagnai, sul suo blog in Banche: il peggio è passato ha fatto riferimento a Charlie Brown, uno che se ne intende, che giustamente ha parlato del principio contabile IFRS9 che ha mandato circa tre anni fa il soffitta il vecchio IAS 39 che secondo loro ha contribuito ad inasprire la crisi…

Ancora oggi gli accantonamenti in gran parte non tengono sufficientemente conto dei cosiddetti “incagli” né della vistosa perdita di valore degli immobili a garanzia. Il principio contabile IFRS 9 (si contabilizza la malattia del babbo, non solo la sua morte) non è ancora ben incorporato nel sistema il quale si basa ancora su perdite storiche, non prospettiche.

Si lo so, tutto molto complicato, noi proviamo a semplificarlo raccontandovi che se tutto va bene dal primo gennaio del prossimo anno, secondo alcuni studi, l’introduzione dei principi contabili IFRS9 produranno ulteriori perdite nell’ordine dei cinque o sei miliardi, visto l’obbligo di stimare le perdite attese sui crediti, visto che il “mark to fantasy” continua ad andare di moda insieme all’ottimismo di maniera.

Non lo so Voi, ma io sono sempre più inquieto, non è affatto bello vivere una nuova esperienza come quella del 2007, la nemesi continua.

La crescita salariale come abbiamo visto ieri in America non esiste, la crisi del 2008 è arrivata dall’America e anche la prossima arriverà da li, la crescita salariale si è ammorbidita negli ultimi mesi, suggerendo che l’obiettivo della piena occupazione è solo una pia illusione.

Non esiste una reale ripresa dell’occupazione in America come non esiste in Italia alcun miracolo da jobs act, se consideri occupato uno che lavora un’ora al giorno, alla settimana, se consideri a tempo pieno uno che è costretto ad accettare uno stipendio che a mala pena assomiglia ad un part-time sei semplicemente un impostore e l’economia reale, la storia farà il suo corso, tra una brioches e l’altra.

E’ così difficile capire che il problema principale è la disuguaglianza, la troppa iniquità, il più grande denominatore comune di tutte le più grandi crisi della storia?

Nonostante la bassa disoccupazione, la crescita dei salari in America rimane anemica, sterile, appena sufficiente a tenere insieme la pace sociale, ma senza stimoli fiscali e monetari il libero mercato sarebbe morto e sepolto.

Nfp6

Nel frattempo gli analisti di BOFA si chiedeono “Perché la Fed è così disperata nel cercare di aumentare i tassi e stringere le condizioni finanziarie?

E’ forse preoccupata come dimostrano alcuni ultimi interventi di aver gonfiato un’altra ennesima enorme bolla o hanno davvero paura per la recessione che verrà?

La risposta non ci interessa, la prossima crisi è una certezza, non si tratta di se, ma quando, loro potranno provare a tenere in piedi a qualunque costo il mercato ma il mercato crollerà, non subito, le prossime saranno solo avvisaglie ma entro il 2018, quello sarà il vero collasso dei mercati finanziari.

Perché cancellare la storia, perché rimuovere il passato facendo sempre e solo gli stessi errori, perchè?

Lo ripeto questa è una …

DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE …

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Fallita la prima, la seconda e la quarta soluzione, ora siamo nella terza, ristrutturazione del debito e default di massa, evitati solo dall’ostinazione di una banca centrale che continua a tenere in vita cadaveri finanziari e commerciali che distruggono il tessuto sano dell’economia reale.

Il mercato non crede ad una sola parola di quello che le banche centrali raccontano, lo dimostrano i tassi a lungo termine, nel breve solo spasmi, il resto è pura illusione, come racconta la storia, come racconta l’analisi empirica che sino ad ora è stata la nostra bussola.

Un’inesistente amministrazione Trump, nel fine settimana ha rilanciato l’illusione di poter creare altri 25 milioni di posti di lavoro attraverso il protezionismo nel prossimo decennio, tornando a parlare di crescita dell’economia intorno al 4 %. è gente disperata questa che non conosce la storia, troppo debito in circolazione è un’ipoteca epocale sulla crescita.

Non solo, le tendenze demografiche sono chiare dinamiche che in molti si rifiutano di osservare attentamente, i giovani non hanno lo stesso potere di acquisto dei loro padri, le giovani generazioni non sono in grado di spingere con i loro redditi la crescita futura non almeno sino a quando i patrimoni dei loro padri non verranno ereditati.

Il mercato immobiliare, la sua crescita senza il debito è un mercato destinato a cambiare radicalmente, le bolle sono alimentate solo dal debito privato, il denaro dal nulla(con il meccanismo della riserva frazionaria!) creato dalle banche commerciali e non solo da quelle centrali.

Ci sono in giro migliaia di fondi pensione basati su modelli di crescita e rendimento insostenibile, perché l’inequità e la disuguaglianza arrivano sino all’ultima scala quella pensionistica.

O si certo, le spiagge e i ristoranti sono strapieni, e gli italiani si stanno fumando i risparmi di intere generazioni.

Non solo robotica e tecnologia, senza freno senza alcun ritegno per l’uomo, bolle finanziarie ovunque che contribuiscono a triplicare i capitali dell’uno per cento della popolazione, quelli che vi suggeriscono come uscire dalla fossa che loro stessi stanno scavando…

… stavano scavandosi la fossa con le loro stesse mani, ma non se ne rendevano conto.(…)  Le grosse imprese non capivano che il confine tra fame e rabbia è un confine sottile. FURORE!

Fonte: qui