Privacy Policy GERMANIA: IL GRANDE RICATTO! | 9 Dicembre Forconi
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GERMANIA: IL GRANDE RICATTO!

Merkel_Schaeuble_dapd02122011La premessa la lasciamo fare al vice direttore del Corriere della Sera uno dei tanti giornalisti che in Italia nel 2011 dormiva sognando California…

Italia, Germania e le banche molti torti, poche ragioni

“In realtà una forma indiretta di garanzia comune era già scattata negli anni scorsi.

Nel 2010-2011, le banche tedesche erano arrivate a un’enorme esposizione da 315 miliardi di euro verso Spagna, Irlanda, Grecia e Portogallo.

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Solo i salvataggi di quei quattro governi, che hanno fatto salire di circa il 5% il debito pubblico di tutti gli Stati dell’area euro, permisero alle banche tedesche di uscire indenni. I contribuenti in Germania hanno dovuto pagare molto meno per le proprie banche, grazie al contributo di tutti gli altri europei.

Questi eventi non hanno mai fatto parte del racconto della crisi a Berlino, e comunque oggi non sono più rilevanti.
Conta quanto chiede il governo tedesco per sbloccare la garanzia comune oggi: rendere le banche del Sud Europa meno rischiose, spezzando il loro legame perverso con il debito dei loro Stati. In Italia gli istituti detengono circa un quarto dei titoli del Tesoro, oltre 400 miliardi, e li usano per portarli in garanzia presso la Banca centrale europea in cambio di denaro fresco.”

Queste cose però loro ve le raccontano solo adesso, mentre nei momenti peggiori della crisi del 2011/2012 ad un blogger qualunque come il sottoscritto che vi raccontava la verità, suggerivano di non dire fesserie, che non era vero, che il problema dell’Italia era il suo debito pubblico, le sue banche, la corruzione e via dicendo.

 e comunque oggi non sono più rilevanti. Conta quanto chiede il governo tedesco

Confesso che faccio fatica oggi a stare sereno.

Il problema è che non abbiamo alcun giocatore di poker all’altezza di una partita di fondamentale importanza, nessuno che ha il coraggio di vedere le carte e quindi…

E Schäuble raddoppia la posta Ora la stretta sui titoli di Stato …

In Italia non se n’è accorto nessuno. Pochi hanno prestato attenzione anche dodici giorni fa, quando Wolfgang Schäuble ha dato il suo appoggio a quel piano. Per il ministro delle Finanze tedesco non era necessario farlo, perché sta già facendo viaggiare molte di quelle proposte negli ingranaggi decisionali dell’area euro. Non importa se nel Paese che ne sentirebbe di più l’impatto — l’Italia — non se ne parla e il mondo politico fatica persino a capire di cosa si tratta. Non è una novità: era già distratto due anni fa quando approvò la direttiva europea sui salvataggi bancari che oggi, ormai in vigore, riscuote le proteste di tutti i partiti.

E no, noi lo abbiamo evidenziato subito e non dodici giorni fa ma alla fine di dicembre …

LA GERMANIA DICHIARA GUERRA ALL’ITALIA …

Santo cielo non è un blogger qualunque che parla, lo hanno scritto sul Corriere della Sera, magari nell’ultima pagina ma lo hanno scritto loro.

 il mondo politico fatica persino a capire di cosa si tratta.

L’opzione nucleare proposta dal ministro delle finanze tedesco è quello di costringere le banche italiane a disfarsi dei titoli di Stato in portafoglio, per finanziare, a costo zero, ogni fesseria della Germania, clicca qui e omettiamo nuovamento di parlare del buco con la banca intorno, ovvero di Deutsche Bank.

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Lasciate perdere chi ora vi suggerisce di disfarvi dei titoli di Stato, sono i soliti ignoranti che suggerivano la stessa cosa nel 2011 e 2012, cercate di essere razionali, una simile proposta non ha una probabilità su un trilione di essere accolta ZERO!

Per l’economista Peter Bofinger, tutto questo significa sottrarre alle banche dell’Europa del Sud il pilastro sul quale si fonda qualunque istituto al mondo: dei titoli sicuri in bilancio, che non possono fallire. «Può essere dinamite per l’area euro», dice Bofinger. Ma l’unico esponente degli esperti tedeschi a votare contro il piano è stato proprio lui.

Siamo in guerra bellezza … e chi dovrebbe diffendere il Paese dorme assopito all’ombra del Parlamento.

Fonte: Icebergfinanza