Privacy Policy Gli Usa riducono le spese militari, la Cina le raddoppia | 9 Dicembre Forconi
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Gli Usa riducono le spese militari, la Cina le raddoppia

GLI STATES SEMPRE PRIMI CON 610 MILIARDI NEL 2017. PECHINO AUMENTA GLI INVESTIMENTI DEL 110%

Nel 2017 il mondo intero ha destinato alle spese militari 1,7 trilioni di dollari. Dopo 13 anni di crescita tra il 1999 e il 2011 e una sostanziale stabilità tra il 2012 e il 2016, nel 2017 le spese militari sono tornate a salire e rappresentano oggi il 2,2% del prodotto interno lordo globale. E’ come ogni abitante del mondo avesse speso 230 dollari in armi.

Il grafico sopra mostra quali sono i 15 paesi che spendono di più. Gli Stati Uniti d’America sono davvero imprendibili: nel 2017 le spese militari hanno toccato i 610 miliardi di dollari. Al secondo posto c’è la Cina che si stima ne abbia spesi 228. Al terzo posto, distanziata anni luce, c’è l’Arabia Saudita con meno di 70 miliardi di dollari investiti per la difesa.

IN EUROPA FRANCIA AL TOP

Tra i Paesi europei è la Francia quello che ha speso di più con oltre 57 miliardi di spese militari in un solo anno: i britannici seguono con 47,2 miliardi di dollari e i tedeschi chiudono il podio made in Europe con 44,3 miliardi.

E l’Italia? Nel 2017 sono stati investiti 29,2 miliardi di dollari: praticamente la metà di quanto ha speso la Francia nello stesso periodo. Non solo: l’Italia è anche il paese che ha più ridotto la spesa tra il 2008-2017.

La linea blu del grafico in apertura, infatti, mostra la differenza tra le spese militari di ogni singolo paese nel 2008 e nel 2017 (scala di destra). Ebbene, l’Italia ha visto un taglio del 17%, un record. Gli altri due stati tra i top spender che hanno ridotto gli investimenti militari sono stati il Regno Unito, -15%, e gli Stati Uniti d’America, -14%. 

Nell’arco di un decennio tutti gli altri paesi ai vertici hanno speso di più e tra questi quella che si è impegnata maggiormente ad aumentare le spese militari c’è la Cina che le ha più che raddoppiate. Pechino non fornisce dati ufficiali, ma è possibile stimare l’aumento in un +110%. Hanno speso molto di più rispetto al passato anche la Turchia (+46) e l’India (+45%).

I dati si riferiscono al 2017

Fonte: Sipri

Fonte: qui

Cina e Arabia guidano il boom della spesa militare: ecco il nuovo ordine mondiale

Mentre gli Usa (che restano i più armati) riducono le spese militari i cinesi le accrescono. La corsa al riarmo diventa forsennata in tutto il Medio Oriente. I sauditi spendono il 10 per cento del PIL in armi. E il business vale in tutto il mondo 1.739 miliardi di dollari

Il trend più interessante che si osserva analizzando i dati sulla spesa militare globale diffusi dal Sipri è quello che riguarda la Cina, ormai divenuto il secondo paese per spesa militare complessiva dopo gli Stati Uniti, che con oltre 600 miliardi di dollari di spesa conservano saldamente la prima posizione.

Il primato ampiamente scontato degli statunitensi tuttavia ha un significato strategico relativamente importante, che si può apprezzare osservando l’andamento della spesa militare nell’ultimo decennio.

Come si può osservare il dato rilevante è lo straordinario aumento della spesa militare cinese, più che raddoppiata dal 2008 a oggi, mentre gli Usa l’hanno diminuita del 14%. Un evento di portata storica per la semplice ragione che l’emergere della Cina come potenza non solo economica ma anche militare, anche se per adesso a livello regionale, ha avuto un potente effetto gravitazionale sui paesi vicini, dove la spesa militare è cresciuta di conseguenza. Avere un vicino potente non è molto rassicurante. In Cambogia, ad esempio, fra il 2008 e il 2017, la spesa militare è aumentata del 322%, nel Bangladesh del 123, in Indonesia del 123% e ci sono stati aumenti compresi fra il 40 e il 100% in Vietnam, nelle Filippine, in India. Complessivamente la regione Asia-Oceania ha visto crescere la spesa militare del 59% nel decennio considerato, mentre nelle Americhe, compresi gli Usa, è diminuita dell’11% e in Europa è cresciuta appena dell’1,4%. Il dato illustra bene come le linee di tensione militari si stiano spostando verso Oriente da Occidente.

Più difficile avere dati completi sul Medio Oriente, a causa della difficoltà ad avere informazioni da Qatar, Siria, Emirati Arabi e Yemen. Tuttavia il Sipri osserva che laddove i dati sono disponibili si rileva che la spesa militare è aumentata continuamente dal 2009 al 2015 per un incremento totale del 41 per cento, fino a quando il crollo del prezzo del petrolio non ha determinato il raffreddamento della spesa fra il 2015 e il 2016, quando si è registrato un calo del 16%. Nel 2017 c’è stata una ripresa del 6,2, ma l’area rimane sotto il livello del 2015.

In questa regione il primato spetta all’Arabia Saudita, che ha visto crescere la sua spesa militare del 74% fra il 2008 e il 2015, raggiungendo un picco di 90,3 miliardi nel 2015, per declinare del 29% nel 2016 e risalire del 9,2% l’anno scorso per fissarsi a 69,4 miliardi. Dietro ai sauditi si osserva la Turchia, la cui spesa militare è aumentata del 46% fra il 2008 e il 2017, arrivando a superare i 18 miliardi l’anno, un importo che colloca il paese al 15esimo posto nella graduatoria globale. In generale sette sui dieci paesi che hanno la percentuale di spese militari più alta sul pil appartengono all’area mediorientale. Primeggia l’Oman, con spese militari pari al 12% del pil, seguito dall’Arabia Saudita con il 10.

Se guardiamo il quadro globale, il 2017, proseguendo un trend ormai ventennale, ha registrato un aumento complessivo della spesa militare, arrivata a 1.739 miliardi di dollari di valore complessivo (dollari del 2017), pari a circa il 2,2% del pil mondiale, poco sopra il picco minimo registrato nel 2014, quando la spesa militare arrivò al 2,1% del pil globale, mentre il massimo si registrò nel 1992, quando sfiorò il 3,3% del pil.

In sostanza, calcola il Sipri, è come se ogni persona al mondo spendesse 230 dollari per acquistare armi. Potendo scegliere magari acquisterebbe altro.

Fonte: qui