Privacy Policy Governo, allarme mercati: raffica di sospensioni su banche, spread in rialzo e Borsa giù | 9 Dicembre Forconi
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Governo, allarme mercati: raffica di sospensioni su banche, spread in rialzo e Borsa giù

L’impennata dello spread, sui massimi da oltre un anno, spinge nel baratro i bancari finiti sotto una fitta rete di vendite. FTSE Mib sotto 22mila per prima volta da 28 marzo

Governo, allarme mercati: raffica di sospensioni su banche, spread in rialzo e Borsa giù

Allarme rosso sul settore bancario italiano sul quale in queste ore si sta abbattendo un vero e proprio sell off scaturito dalla nuova impennata dello spread BTP-Bund. Se l’apertura dei mercati questa mattina aveva fatto pensare ad un calo di tensione dopo che il tentativo di dare un “governo politico” all’Italia è naufragato sul nome di Paolo Savona, a metà mattinata sembra iniziato un nuovo sell off sui governativi italiani, su tutte le principali scadenze della curva dei tassi.

L’impennata dello spread, sui massimi da oltre un anno, spinge nel baratro i bancari finiti sotto una fitta rete di vendite. Nel mirino degli investitori soprattutto gli istituti valutati come più vulnerabili al rialzo dei tassi, come BPER Banca (sospeso per eccesso di ribasso con una perdita teorica di 6 punti percentuali) e UBI Banca (-3,3% prima della sospensione), ma non solo. Anche le big del settore come Intesa Sanpaolo (-2% a 2,584 euro) e UniCredit (-1,94% a 15,09 euro) sono cadute sotto lo scetticismo del mercato.

Il disastro che potrebbe compiersi sul settore bancario, già fragile, è visibile anche guardando all’andamento degli indici settoriali. Se il FTSE Mib è riuscito a mantenere una performance da inizio anno ancora positiva (+1,4% al momento della scrittura), il disastro del settore bancario è raccontato dalla performance year to date dell’indice FTSE Italia All-Share Banks: -5,40 per cento e con una struttura tecnica tutt’altro che positiva (leggi l’analisi di questa mattina).

Sell off BTP, dove può arrivare lo spread?

Sul fronte bond sovrani i titoli di Stato italiani sono stati presi di mira a partire dalla seconda parte di mattinata. Un trader interpellato dalla nostra redazione ha fatto notare che il sell off è partito anche sulle scadenze più brevi della curva, in particolare “macroscopico è stato il rialzo del rendimento nell’asta odierna del Ctz maggio 2020, sintomatico di come l’incertezza politica stia pesando sul debito italiano, dopo il fallimento del tentativo di formare un governo Lega-M5S, indisponibili a rinunciare al nome dell’economista euroscettico Paolo Savona, come chiesto invece dal presidente della Repubblica”, ha commentato l’esperto.

La situazione dell’Italia è sempre più a rischio quando manca circa un mese alla riunione del Consiglio europeo che dovrebbe varare il completamento dell’Unione bancaria (28 e 29 giugno a Bruxelles). Fra i dossier che transitano al momento fra i Palazzi delle istituzioni europee l’idea degli Eurobond è ancora lontana, sebbene dei passi in avanti in tal senso stanno per essere compiuti.

I prossimi 28 e 29 giugno infatti nell’agenda del Consiglio europeo vi sarà anche la discussione di Sovereign Bond Backed Securities. Pacchetti di titoli di Stato dei Paesi del Vecchio Continente cartolarizzati, ma senza condivisione dei rispettivi debiti.

Collasso Piazza Affari: FTSE Mib su minimi da 28 marzo

In questo quadro l’indice guida di Piazza Affari, il FTSE Mib da pochi minuti è sceso sotto i 22mila punti per la prima volta dal 28 marzo scorso. I segnali di allerta già disegnati dal benchmark azionario italiano nelle scorse settimane stanno dunque avendo i loro effetti, ma potrebbe non essere finita. Sulle quotazioni del FTSE Mib non pesano i dividendi, con le società che quest’oggi hanno staccato le cedole che non sono inserite nel principale paniere di Piazza Affari.


Grafico dell’indice FTSE Mib su base mensile; fonte: Bloomberg

Mancano solamente tre sedute alla fine del mese (quattro considerando quella di oggi) e analizzando il grafico con barre mensili dell’indice FTSE Mib emerge un elemento tecnico preoccupate. Se la candela del mese di maggio dovesse chiudersi su questi livelli, o inferiori, verrebbe disegnata una barra outside rispetto ad aprile che potrebbe anticipare una vera e propria inversione del trendprincipale. 
Impietoso anche il confronto con gli altri indici europei.


Grafico daily dell’Eurostoxx 50; fonte: Bloomberg

Il DAX infatti ha ormai ricoperto il gap di performance che da inizio anno contrassegnava il mercato tedesco. L’indice guida di Francoforte oggi è alle prese con l’area psicologica e strategica a 13mila punti, ben lontano dall’invertire la tendenza di medio termine che si presenta ancora rialzista.

Più defilato l’indice Eurostoxx 50, con le quotazioni che oggi galleggiano sul supporto statico a 3.500 punti dopo aver interrotto i rialzi maturati fra fine marzo e metà maggio i quali hanno permesso all’indice di completare il pullback sulla linea di tendenza tracciata con i minimi del 29 agosto 2017 e 2 gennaio 2018.

Fonte: qui

P.S. In un solo colpo Sergio Mattarella negando la democrazia(coostringendo Giuseppe Conte a rimettere il mandato per il veto su Paolo Savona) in questo paese, è riuscito nel paradossale capolavoro alla rovescia di screditare totalmente 3 Istituzioni:

la Presidenza della Repubblica, che non ha mai indicato le linee di programmazione economica;

la Presidenza del Consiglio, nominando un possibile Premier, un fantoccio, che mai avrà una maggioranza in questo Parlamento;

il Parlamento, impedendogli di fatto di operare legittimamente.

Tutto ciò in spregio all’esito del risultato dell’elezioni politiche 2018 che hanno clamorosamente sconfitto i partiti che portavano avanti l’idelogia neo-liberista dell’UE!

Ovviamente portando ad un stallo istituzionale clamoroso ed impedendo a chi era stato legittimato ad operare come prescrive la Costituzione.

Un Governo era stato formato democraticamente, ma è stato clamorosamente bocciato nei meandri oscuri delle burocrazie italiane ed europee.

OVVIAMENTE I MERCATI HANNO PUNITO LA LINEA SCRITERIATA TENUTA DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, PERCHE’ HA COMPLETAMENTE SCREDITATO LA FIDUCIA NELLE PRINCIPALI ISTITUZIONI ITALIANE.

P.P.S.  la Costituzione non riserva al Presidente della Repubblica la facoltà di valutare politicamente i Ministri, ma solo di garantire della loro onorabilità ai sensi della Costituzione medesima.

Difatti il Governo giura nelle mani del Presidente della Repubblica prima ancora di presentarsi in Parlamento a chiedere la fiducia politica.

I due momenti sono volutamente distinti: il primo è etico e morale; il secondo è politico.