Privacy Policy Governo, Cottarelli al Quirinale L'ira di Salvini: Amici dei mercati hanno deciso chi deve governare | 9 Dicembre Forconi
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Governo, Cottarelli al Quirinale L’ira di Salvini: Amici dei mercati hanno deciso chi deve governare

In oltre 70 anni di storia repubblicana non si era mai vissuta una pagina come questa. Piena di incognite e dagli esiti quanto mai incerti. Archiviato tra le polemiche il Governo Conte si riparte stamattina da Carlo Cottarelli, arrivato al Quirinale dove ha accettato l’incarico con riserva di formare un esecutivo “neutrale”. Ma intanto M5S chiede di parlamentarizzare la crisi e invoca l’articolo 90, quello che prevede la messa in stato di accusa del Capo dello Stato.

L’ira di Salvini

Lo spread è in calo?(infatti si è ulteriormente impennato!) Gli amici che decidono chi deve governare e chi no ora saranno contenti… Se i mercati si sentono rassicurati allora potremmo anche risparmiare i soldi che si spendono per le elezioni: facciamo votare 5 persone tra Berlino, Bruxelles e Parigi, decidano loro“. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital, ancora “arrabbiato” dopo che il Capo dello Stato ha impedito il varo del governo M5s-Lega. Poi, incalzato sull’ipotesi di mettere in stato d’accusa Mattarella per questo ha replicato: “Ci vuole mente fredda certe cose non si lanciano sull’onda della rabbia. Io non mi metto a parlare di impeachment che è materia per giuristi e costituzionalisti”.

Salvini – parlando della possibilità di tornare alle urne – ha detto: “Noi con i Cinque stelle alle elezioni? Vedremo, valuteremo sui progetti. Ma vorrei sapere che fa Berlusconi. Ora si parte dal lavoro che abbiamo fatto assieme” – ha aggiunto – ribadendo di aver trovato nel Movimento cinque stelle persone “serie e costruttive”. “Non è vero che volevo votare fin dall’inizio. Luigi Di Maio l’ho sentito ieri sera – ha proseguito -. Lo dico da giornalista: le calunnie e le falsità che ho sentito in queste settimane credo non abbiamo precedenti, era un governo che ancora prima di nascere aveva contro tutti”. E proprio al Cavaliere, lancia l’ultimatum: “Se vota il governo Cottarelli, addio alleanza”. Rassicurazioni arrivano – a stretto giro di boa – da Giorgio Mulè (Fi): “non lo voteremo, non avrà i numeri”.

Salvini conclude: “Adesso l’unica cosa certa è che c’è una maggioranza in Parlamento che può proporre e approvare le leggi. Per prima cosa facciamo partire la discussione sulla legge elettorale – spiega Salvini – perchè adesso il lavoro passa al Parlamento e, essendo questa una Repubblica parlamentare, sarà lì che si faranno le leggi. A meno che la Merkel non ce lo voglia impedire…“.

Spread torna sopra a 235 punti

Lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi torna sopra quota 230 punti. I mercati registrano la bocciatura senza vere motivazioni da parte del Quirinale  del tentativo di formare un governo giallo-verde, considerato troppo populista e antieuropeo. Adesso guardano con preoccupazione alla crisi istituzionale, alla prospettiva di elezioni anticipate e aspettano di capire se ci sarà l’incarico a Carlo Cottarelli, un tecnico di provata esperienza. Il differenziale è risalito a 235 punti e il rendimento del decennale oltre il 2,70%.

Le parole del Presidente

“Nessuno può sostenere che io abbia ostacolato la formazione del governo che viene definito del cambiamento, al contrario ho accompagnato con attenzione questo tentativo nel rispetto delle regole della Costituzione”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla al termine dell’incontro con Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio incaricato di formare il governo ha rimesso il mandato dopo che il nodo Paolo Savona al ministero dell’Economia non è stato superato.

“Ho condiviso e accettatto tutte le proposte tranne quella del ministro dell’Economia” spiega Mattarella. “Ho chiesto un autorevole esponente politico della maggioranza”, aggiunge, “ho registrato con rammarico indisponibilità a ogni altra soluzione”. La situazione, prosegue il capo dello Stato, “ha messo in allarme risparmiatori e investitori italiani e stranieri” portando a un’impennata dello spread che ha creato “rischi concreti per i risparmi dei nostri cittadini e le famiglie italiane”.

Che dopo, il capolavoro alla rovescia del ridicolo, pretestuoso e immotivato veto su Paolo Savona da parte del Presidente Sergio Mattarella, sono ulteriormente crollati visto il discredito da esso cagionato alla credibilità di 3 Istituzioni: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio e Parlamento.

La decisione di non accettare il ministro dell’Economia, aggiunge, “non l’ho presa a cuor leggero, ora da alcune forze politiche mi si chiede di andare alle elezioni. Prenderò delle decisioni sulla base dell’evoluzione della situazione alle Camere”.

© Fornito da RAI COM SPA (Articles)

Nessun veto di Sergio Mattarella verso un governo Lega-M5s, dunque, né verso un singolo ministro, semmai un veto di Matteo Salvini e Luigi Di Maio verso qualunque ipotesi alternativa proposta dal capo dello Stato che potesse sbloccare la crisi e far partire quel Governo politico che il presidente ha sempre voluto agevolare. Il Quirinale capovolge la narrazione di questi giorni e delle prossime ore da parte di Lega e Movimento 5 Stelle. E fa luce sugli avvenimenti di queste ultime ore concitate prima del fallimento del tentativo di Giuseppe Conte.

Nel doppio colloquio di ieri pomeriggio con Salvini e Di Maio, Mattarella, spiegano al Colle, si sarebbe trovato davanti a un muro eretto di fronte alle soluzioni alternative alle proposte portate da M5S e Lega. In particolare, tra le proposte avanzate da Mattarella per sbloccare la crisi ci sarebbe stata l’offerta di nominare come ministro dell’Economia, invece di Paolo Savona, il vice segretario della Lega Giancarlo Giorgetti, un esponente politico del Carroccio, ma non altrettanto competente, con posizioni critiche verso le politiche di austerità dell’Europa.

Meloni e Di Maio pensano all’impeachment

La rinuncia di Conte ha aperto una crisi isituzionale senza precedenti, con dure accuse al Colle da Lega, M5s e Fratelli d’Italia. Si valuta da alcuni l’ipotesi di impeachment. Nessun commento dal Quirinale sull’ipotesi di impeachment ventilata da Giorgia Meloni (Fdi) per il capo dello Stato Sergio Mattarella per l’indisponibilità a Savona come ministro dell’Economia. Sull’ipotesi di alto tradimento in base all’articolo 90 della Costituzione, rivelano indiscrezioni, starebbero ragionando anche sul versante M5s. Tuttavia, la Lega non si accoderebbe, al momento, a chi chiede la messa in stato di accusa del presidente della Repubblica. E’ quanto si apprende da fonti del partito di via Bellerio dopo la proposta di impeachment evocata dal Movimento 5 stelle e FdI.

Il braccio di ferro su Savona non è stato dunque superato. E’ il nome attorno al quale il Carroccio ha fatto quadrato. Ed è su di lui che Salvini ha messo un punto di non ritorno. Tanto che il leader della Lega ha parlato subito di ritorno al voto.

Fonte: qui