Privacy Policy Governo, spread oltre 300 punti e sale il rischio a breve termine. Ai massimi dal 2013 il costo per assicurarsi da default | 9 Dicembre Forconi
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Governo, spread oltre 300 punti e sale il rischio a breve termine. Ai massimi dal 2013 il costo per assicurarsi da default

L’incertezza causata dalla crisi istituzionale italiana e dalla difficile formazione di un nuovo governo nei prossimi mesi ha fatto schizzare non solo il differenziale con il titolo decennale tedesco, ma anche i tassi di interesse di quelli con scadenza a due anni. Forti perdite per Piazza Affari, che ha aperto in calo di quasi 2 punti percentuali. Moody’s: “Taglio del rating se prossimo governo non farà scendere il debito”

L’incertezza sulla possibile crisi istituzionale, sulla durata del nascituro governo Cottarelli e sull’esito delle prossime elezioni fanno schizzare il rischio Italia agli occhi degli investitori internazionali. Il costo dei credit default swap, derivati con cui è possibile assicurarsi da un default del debito italiano da qui a cinque anni, secondo dati Markit sono schizzati a 221 punti base da 174 punti base della chiusura di ieri, toccando il massimo da ottobre 2013. Ciò significa che occorrono 221.000 euro per assicurare 10 milioni di debito italiano dal rischio default. Un altro indicatore significativo è l’impennata non solo del differenziale di rendimento tra i titoli decennali tedeschi e quelli italiani, che ha sfondato quota 320 punti per poi ripiegare verso i 300, ma anche dei tassi pagati dai titoli di Stato con scadenza a due anni, segno che sui mercati c’è incertezza sulla sorte dei conti del Paese anche a breve termine.

E martedì, nel giorno in cui l’ex commissario alla spending review scioglierà la riserva sulla formazione di un esecutivo che difficilmente otterrà la fiducia del Parlamento, lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi a due anni è arrivato a 300 punti, con un tasso di rendimento al 2,19%. Solo due settimane fa, quando erano da poco iniziate le trattative tra Cinquestelle e Lega per la stesura del contratto di governo, il titolo a due anni aveva un rendimento addirittura negativo.

Lo spread tra Btp e Bund alla riapertura ha sfondato il muro dei 262,9 puntidopo la chiusura di lunedì a 233. Il rendimento del titolo decennale italiano è salito fino al 2,92%, una percentuale mai raggiunta dal maggio 2014, mentre il tasso di interesse pagato dai titoli biennali è arrivato all’1,9%, il massimo da settembre 2013. “In questo momento i mercati sono in modalità ‘prima vendi e poi fatti le domande’”, spiega l’agenzia Bloomberg. “Questo non è dovuto a un fatto specifico, ma alla paura per l’arrivo del peggior scenario possibile. Senza elezioni almeno fino a Settembre o Ottobre, c’è davanti un lungo periodo di vuoto per qualsiasi”, dice l’agenzia.

Moody’s, che venerdì scorso aveva avvertito di aver messo sotto osservazione il rating italiano, ha comunicato che taglierà il merito di credito del Paese, oggi a Baa2, se il prossimo governo porterà avanti politiche di bilancio “insufficienti a posizionare nei prossimi anni il debito su una traiettoria di discesa”. Altrettanto negativo sarebbe “un fallimento nell’articolare e presentare un’agenda di riforme strutturali credibili”. Lo si legge in un comunicato in cui Moody’s reputa “molto improbabile” un rialzo del rating, spiegando che una conferma potrebbe invece arrivare se il programma di riforme si rivelasse ambizioso e se il governo delineasse un effettivo percorso di rientro del debito.

In netto calo anche Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che all’inizio degli scambi ha registrato una perdita del 2,11% per poi arrivare a cedere quasi tre punti percentuali dopo le prime ore di scambi. Il picco dello spread e dei rendimenti dei titoli di stato italiani fa affondare anche i titoli bancari, molte dei quali sospeso dopo un’apertura in ribasso.

Fonte: qui