Privacy Policy GRENFELL TOWER: 'I 58 DISPERSI SONO PRESUNTI MORTI'': LA POLIZIA AGGIORNA IL BILANCIO DEGLI ORRORI DI LONDRA | 9 Dicembre Forconi
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GRENFELL TOWER: ‘I 58 DISPERSI SONO PRESUNTI MORTI”: LA POLIZIA AGGIORNA IL BILANCIO DEGLI ORRORI DI LONDRA

I TABLOID INGLESI SI SCATENANO SU RAY BAYLEY, IL PROPRIETARIO DELL’AZIENDA CHE HA INSTALLATO I PANNELLI DELLA GRENFELL TOWER CHE ”CON 6MILA EURO IN PIÙ, SAREBBERO POTUTI ESSERE IGNIFUGHI: MENTRE LA GENTE MORIVA, LUI DORMIVA TRANQUILLO NELLA SUA VILLONA”.

QUEI PANNELLI VIETATI NEGLI USA

INCENDIO LONDRA:POLIZIA,I 58 DISPERSI RITENUTI MORTI

(ANSA-AP) – La polizia britannica ha annunciato che almeno 58 persone sono ancora disperse, e quindi presumibilmente morte, nell’incendio della Grenfell Tower, nell’ovest di Londra: un bilancio, ha precisati la London Police, che potrebbe ancora aumentare, aggiungendo che ci vorranno settimane, se non mesi, per identificare tutte le vittime.

Da www.bllitzquotidiano.com, tratto dal ‘Daily Mail’

Ray Bayley e sua moglie Belinda vivono in una villa da 1 milione di sterline nell’East Sussex e non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che si tratta dell’avido proprietario dell’azienda che ha installato i pannelli isolanti in alluminio ma con un’anima in plastica, della Grenfell Tower, guadagnando una fortuna e disinteressandosi della sicurezza degli inquilini.

raymond baileyRAYMOND BAILEY

Nel caso della Grenfell Tower si tratta infatti di pura avidità: il rivestimento utilizzato, e vietato negli Stati Uniti per l’utilizzo negli edifici alti per ragioni di sicurezza, costa meno di 26 euro al mq, un risparmio di soli 3 euro rispetto alla versione anticendio. Con circa 6 mila euro in più, avrebbe potuto risparmiare la vita di tante persone.

Bailey e la moglie Belinda, la sua segretaria, hanno tre figli, vivono in una villa a Crowborough, East Sussex, del valore di un milione di sterline, con una grande piscina, nel garage ci sono una Porsche e una Land Rover.

le fiamme di grenfell tower a londraLE FIAMME DI GRENFELL TOWER A LONDRA

Sul profilo Facebook della moglie, ci sono foto in cui è accanto a una tigre durante una lussuosa vacanza in un paese esotico e altre in cui si gode la settimana bianca, con l’attrezzatura per sciare.

La coppia, è stata riluttante a rispondere alle domande riguardanti la tragedia.

Grenfell Tower era stata rivestita con pannelli in alluminio con funzione isolante ed estetica ma con un’anima in materiale plastico, dall’azienda di Baley, la Harley Facades Ltd, con un contratto di 2,6 milioni di sterline, secondo il sito web della società; il rivestimento ad alta infiammabilità, quando si è scatenato l’incendio ha contribuito a propagare velocemente le fiamme.

Il timore, ora, è per la sicurezza di altri edifici e grattacieli che la Harley Facade ha rivestito in tutto il Paese.

le fiamme di grenfell tower a londraLE FIAMME DI GRENFELL TOWER A LONDRA

La Baley, 56 anni, ha negato di essere a conoscenza dei lavori alla Grenfell Tower, rilasciando un commento dietro il cancello elettrico, insistendo che non c’era niente da dire. Bailey era direttore della Harley Curtain Wall, la moglie sempre con la qualifica di segretaria, che nel 2015 fallì per un milione di debiti; un cliente chiese 428.000 sterline per un lavoro discutibile e la cifra arrivò a 1,18 milioni di sterline.

La Harley Curtain Wall fu poi acquistata, per 24.900 sterline, dalla Harley Facades Ltf, l’altra società di Bayley che secondo l’ultimo bilancio, lo scorso anno avrebbe realizzato 299 mila sterline di profitto.

la villa di raymond baileyLA VILLA DI RAYMOND BAILEY

L’azienda, che ha installato, ma non fabbricato, i pannelli della Grenfell Tower, in un comunicato ha dichiarato che sono un “prodotto comunemente usato per le ristrutturazioni“. “E’ un tragico incidente. I nostri pensieri vanno ai residenti, alle loro famiglie che hanno subito una così grave perdita. Sosterremo e collaboreremo pienamente con le indagini ma, al momento non risulta ci siano legami tra l’incendio e il rivestimento esterno del grattacielo”, ha affermato Bailey.

la signora baileyLA SIGNORA BAILEY

Alla Grenfell Tower, era stato applicato il rivestimento come parte di un progetto di ristrutturazione dei costruttori Rydon, il cui capo all’epoca insisteva che il lavoro doveva “soddisfare tutte le richieste del controllo edilizio”.

incendio alla grenfell tower di londra la dinamicaINCENDIO ALLA GRENFELL TOWER DI LONDRA LA DINAMICAlondra grattacielo in fiamme 3LONDRA GRATTACIELO IN FIAMME londra grattacielo in fiamme 2LONDRA GRATTACIELO IN FIAMME

la grenfell tower dopo il restauroLA GRENFELL TOWER DOPO IL RESTAURO

Fonte: qui

Almeno 30 i morti accertati Londra.

Confermata la morte di Gloria e Marco nel rogo della Grenfell Tower

La conferma ufficiale arriva dalla legale della famiglia Trevisan, contattata dalla Farnesina: “Ora si spengano microfoni e telecamere e si rispetti il dolore delle due famiglie”

Arriva la conferma ufficiale della morte di Gloria Trevisan e del fidanzato, Marco Gottardi, nel rogo della Grenfell Tower a Londra. A comunicarla è l’avvocato della famiglia Trevisan, Maria Cristina Sandrin, contattata dalla Farnesina. “Chiediamo a questo punto che vengano spenti i microfoni e le telecamere su questa vicenda e che venga rispettato il dolore di queste due famiglie”, ha detto la legale.

Farnesina: i due italiani nell’elenco delle vittime A quanto si apprende da fonti del ministero degli Esteri, “per le autorità britanniche la lista dei dispersi è ormai divenuta la lista delle vittime e i nomi di Gloria Trevisan e Marco Gottardi risultano nell’elenco”.  I due archietetti erano a Londra da 3 mesi Gloria Trevisan, 27 anni, di Camposampiero (Padova) e Marco Gottardi, anche lui 27enne, di San Stino di Livenza (Venezia), abitavano al 23esimo piano del grattacielo che è andato distrutto nell’incendio divampato nella notte tra mercoledì e giovedì. I due ragazzi, entrambi architetti, si erano trasferiti a Londra da appena tre mesi per motivi di lavoro.

La drammatica testimonianza del padre di Gottardi Il giorno dopo il disastro il papà di Marco Gottardi aveva raccontato di essere stato fino all’ultimo istante al telefono con il figlio bloccato nell’appartamento. “Alle 3.45 mi ha chiamato la madre di Gloria per dirmi che la figlia l’aveva contattata spiegandole che c’era questo incendio nel grattacielo dove i ragazzi vivevano”, dice Giannino Gottardi. “Ci siamo subito messi in contatto con Marco, che minimizzava l’accaduto. Penso facesse così per tranquillizzare Gloria e anche mia moglie”. “Ci sono state una serie di telefonate convulse, nelle quali – sottolinea – continuava a garantirci che i soccorsi stavano arrivando e che la situazione si poteva risolvere”.  “Alle 4.07 – conclude – c’è stato l’ultimo drammatico contatto nel quale ci ha informati che il loro appartamento era invaso dal fumo e che la situazione diventava di emergenza. Da quell’istante non abbiamo avuto più alcun contatto e il telefono non era più raggiungibile”.

Non tutti i corpi saranno identificati Non tutte le vittime dell’incendio della Grenfell potranno essere identificate. Lo ha spiegato il capo della polizia della città, Stuart Cundy, mentre i soccorritori non sperano più di trovare persone ancora in vita, fra le decine considerate ancora disperse. Fino a ora, il numero dei morti accertati è almeno 30 (secondo l’ultimo bilancio della polizia), diversi dei quali sono stati identificati. La speranza è che “non si arrivi alle tre cifre”, ha precisato Cundy, spiegando anche che “c’è tristemente il rischio che non saremo in grado di identificare tutte le vittime”. “L’edificio è in condizioni pericolose” ha aggiunto in una conferenza stampa, nel corso della quale ha chiarito che la polizia fornirà soltanto dati dei quali è assolutamente certa.

Esperti diedero l’allarme già un anno fa su rivestimento E si susseguono ora le analisi e le rivelazioni sulle cause dell’incendio. Uno degli elementi sui quali si sta più puntando il dito è quello dei pannelli isolanti che sono stati collocati attorno alla copertura della torre e che avrebbero amplificato le fiamme. Il Guardian, in particolare, sostiene oggi che già un anno fa esperti di sicurezza avevano lanciato l’allarme su questo elemento. In un rapporto, il Building Research Establishment, un organismo tecnico che lavora per il Dipartimento delle comunità e degli enti locali, aveva spiegato che i tentativi di aumentare l’efficienza energetica di questi edifici avvolgendoli in pannelli isolanti stava “accrescendo il volume di materiali potenzialmente combustibili che vengono utilizzati. Diversi esperti di sicurezza hanno notato come il rivestimento della Grenfell Tower possa aver contribuito a trasmettere le fiamme. Altri, invece, stanno puntando il dito contro i tubi del gas installati recentemente dalla National Grid e che non sarebbero stati isolati con materiali ignifughi, nonostante le rassicurazioni.

Elisabetta e William sul luogo del disastro La regina Elisabetta è stata questa mattina alla Grenfell Tower, il grattacielo andato a fuoco a Kensington, per visitare la scena del rogo. Elisabetta ha incontrato i soccorritori e i volontari, oltre alle famiglie delle vittime. Al fianco della regina Elisabetta nel corso di tutta la visita è rimasto il nipote William, Duca di Cambridge. Insieme hanno incontrato i vigili del fuoco e i volontari del servizio di sicurezza, i residenti e la comunità. Elisabetta ha elogiato “il coraggio” dei soccorritori che hanno affrontato il fuoco e “l’incredibile generosità” delle tante persone che stanno aiutando i feriti e le loro famiglie.

May dai feriti in ospedale E dopo la pioggia di critiche, la premier si è recata stamattina in ospedale per fare visita ad alcuni dei feriti nell’incendio. La polemica è scoppiata ieri dopo che May, in sopralluogo alla Grenfell Tower, non ha incontrato gli inquilini superstiti e la comunità locale, a differenza di quanto fatto dal leader laburista Jeremy Corbyn e dal sindaco Sadiq Khan (e oggi anche dalla regina e dal principe William). May presiederà più tardi una riunione interministeriale dedicata alle misure da prendere in seguito alla tragedia, sulla scorta dell’inchiesta annunciata ieri: “Questa terribile tragedia va indagata in modo adeguato”, ha detto riferendosi alle polemiche e agli interrogativi che montano sulla sicurezza della torre e di altri edifici simili, nonchè sulla mancata prevenzione. May ha anche garantito che decine di famiglie rimaste senza un tetto a causa della sciagura saranno “rialloggiate a Londra” con l’aiuto delle autorità. Ma, soprattutto, ha cercato di rassicurare sulla volontà di affrontare le molte questioni irrisolte che l’episodio ripropone e le denunce che restano inevase da anni. “La gente adesso vuole risposte – ha ammesso – e ha assolutamente ragione di volerle”. “E’ per questo che oggi ho ordinato un’inchiesta pubblica, a tutto campo, su questo disastro”, ha insistito. “Dobbiamo capire – ha concluso Theresa May – cosa sia accaduto, dobbiamo avere una spiegazione su questo. Lo dobbiamo alle famiglie, alle persone che hanno perso i loro cari, a chi ha perduto degli amici o la casa in cui viveva”.

Grattacielo costruito negli anni ’70. In corso ristrutturazione Il grattacielo Grenfell Tower è stato costruito nel 1974. Si trova nel quartiere di North Kensigton, nell’ovest della capitale. Ospita 120 alloggi ripartiti su 24 piani. La torre, da cui si alza ancora una colonna di fumo nel pomeriggio, è completamente calcinata. L’immobile è di proprietà del municipio di Kensington e Chelsea ed è gestito dalla Kensington and Chelsea Tenant Management Organisation, la struttura che amministra tutti gli alloggi popolari del quartiere londinese. A maggio 2016 si era conclusa un’opera di ristrutturazione da 8,6 milioni di sterline (9,8 milioni di euro). L’impresa Rydon, incaricata dei lavori, ha garantito che la ristrutturazione “risponde a tutte le esigenze in termini di normativa antincendio, sicurezza e costruzione”. Ma il comitato di quartiere aveva da tempo denunciato la mancanza di sicurezza “che solo una catastrofe potrà dimostrare”. L’inchiesta servirà per capire se e quale impatto abbiano avuto sulla sicurezza i lavori di risistemazione condotti sull’edificio, in particolare la pericolosità dei rivestimenti di materiale plastico.

Fonte: www.rainews.it

Londra, almeno 58 morti nel rogo della Grenfell Tower. Dopo le proteste autocritica della May

I morti nell’infermo della Grenfell Tower non potranno essere meno di 58, ma certamente saranno molti di più e ci vorranno settimane se non mesi per identificarli. Un trauma per la Gran Bretagna la cui oscura e spaventosa forza ha investito in pieno la premier Theresa May, obbligandola oggi ad un cambio di passo, un po’ tardivo, di fronte allo shock delle contestazioni e della rabbia e del risentimento montanti, strappandole l’ammissione che l’aiuto alle famiglie colpite dalle fiamme «è stato insufficiente» e la promessa di una «inchiesta pubblica aperta e trasparente».

La figura nera della torre ha fatto da sfondo all’amaro compleanno della regina Elisabetta, che per i suoi 91 anni `ufficiali´ ha cercato di mettersi in sintonia con «l’umore cupo» della nazione, dopo la successione delle stragi dell’Isis a Manchester e a Londra e poi il dramma dell’incendio. Il capo delle operazioni di Scotland Yard, Stuart Cundy, è stato costretto ad arrendersi ancora una volta all’incertezza: 58 persone sono ancora disperse e si presume quindi che siano morte, con un balzo di 28 in più da ieri. I morti recuperati trasportati all’obitorio sono già 16. «La nostra attenzione si è concentrata su quanti erano nella Grenfell Tower. Tuttavia – ha ricordato il comandante Cundy – potrebbero esserci persone che erano presente là quella notte senza che altri lo sapessero «ed è prioritario stabilire chi fossero».

«Oggi – è l’incipit del messaggio della sovrana alla nazione – è un giorno tradizionalmente di celebrazioni. Quest’anno, tuttavia, è difficile sfuggire al cupo umore della nazione. Nei mesi scorsi abbiamo assistito a una sequela di terribili tragedie». «Messo alla prova, il Regno Unito si è mostrato determinato di fronte alle avversità», ha proseguito Elisabetta, che ha osservato poi un minuto di silenzio prima dell’inizio di un `mesto´ Trooping the Colour, la parata in alta uniforme davanti a Buckingham Palace.

Ma la sintonia col Paese che la regina oggi ha cercato l’ha decisamente persa in questi giorni la premier Theresa May, che si appresta a iniziare i difficili negoziati per la Brexit alla guida di un Paese diviso, senza un governo, confuso e ora anche pieno di risentimento. A ricordarglielo oggi un migliaio di persone ha marciato verso Downing Street urlando «May must go!» (May se ne deve andare), rimproverandole di aver gestito con freddezza, senza empatia e tardivamente la tragedia dello spaventoso incendio di North Kensington. Una freddezza che il pubblico ha notato anche in un’intervista, con risposte «da politico», alla trasmissione della Bbc `Newsnight´.

AFP

Mentre la gente protestava, May, nel suo ufficio al numero 10, riceveva una delegazione di persone sopravissute alle fiamme e al fumo e di volontari, al termine di una riunione della task force, da lei presieduta, alla quale ha partecipato anche il sindaco della metropoli, Sadiq Khan. Risultato: lo stanziamento di un fondo di 5 milioni di sterline e la promessa di rialloggiare chi ha perso la casa, all’interno del municipio di Kensington e Chelsea. May ha promesso un’inchiesta pubblica e aperta e trasparente, con le spese legali delle vittime e delle famiglie delle vittime pagate dal governo. «È stato deciso – ha concluso la premier – che l’inchiesta pubblica farà capo a me personalmente e sarò io responsabile nel renderne effettive le conclusioni».

Fonte: qui