Privacy Policy Il petrolio avanza (di nuovo): si teme shock energetico | 9 Dicembre Forconi
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Il petrolio avanza (di nuovo): si teme shock energetico

Il prezzo del petrolio è tornato ad avanzare sopra la soglia dei $79 al barile grazie non soltanto al progressivo raffreddamento delle tensioni USA-Cina, ma anche in virtù delle notizie provenienti dal Venezuela.

La vittoria alle elezioni di Nicolas Maduroha fatto nuovamente parlare di possibili sanzioni in arrivo dagli USA, sanzioni che potrebbero andare ad abbattersi sulla primaria fonte di sostentamento di Caracas, il greggio, con ovvie ripercussioni sullo stesso prezzo del petrolio.

Quest’ultimo pare ormai essersi lasciato alle spalle quella fase di mercato ribassista che ha depresso le quotazioni per svariati anni. Sia il Brent che il Wti si sono riportati sui massimi del 2014 ed entrambi hanno continuato ad avanzare velocemente, sostenuti anche dalle più recenti tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran, con Trump che ha scelto di uscire dallo storico accordo sul nucleare.

L’ipotesi di un congelamento della produzione della Repubblica islamica ha fornito nuovo supporto al prezzo del petrolio che, come accennato, è tornato ad avanzare non senza suscitare le preoccupazioni di quanti stanno ora parlando di shock energetico in dirittura d’arrivo.

Dietro il prezzo del petrolio il rischio di shock

A tornare sull’argomento è stata anche una recente analisi de La Repubblica, che ha trovato ragion d’essere proprio in alcuni degli elementi già citati. Sia le sanzioni in arrivo sul Venezuela, sia quelle già reintrodotte sull’Iran potrebbero determinare un vero e proprio shock energetico sul mercato.

Con particolare riferimento alle sanzioni statunitensi sulla Repubblica islamica, gli esperti hanno stimato che queste potrebbero privare il mercato di una somma consistente di greggio, più o meno dai 400 mila a 1 milione di barili al giorno su un output totale di 2,4 milioni.

Da “eccessivamente basso”, il prezzo del petrolio è tornato ad essere considerato come “troppo caro” e dunque capace di limitare la domanda da parte dei consumatori occidentali. Ma non è tutto. Secondo gli esperti la risalita delle quotazioni avrà un impatto negativo anche su alcuni mercati emergenti tra cui l’India.

Allo stesso tempo, però, un costante aumento del prezzo del petrolio potrebbe fornire supporto ad altre economie più sensibili come quella saudita.

Gli esperti hanno già appellato l’attuale momento di mercato come una “fase di tensione” sulle quotazioni che, al momento della scrittura stanno continuando a guadagnare terreno. Il Brent sta salendo dello 0,28% su quota $79,44, mentre il prezzo del petrolio Wti sta scambiando con un rialzo dello 0,32% su quota $72,58.

Fonte: qui