Privacy Policy IL PRINCIPE EREDITARIO MOHAMMED BIN SALMAN APRE A ISRAELE (“LO STATO EBRAICO HA DIRITTO DI ESISTERE”) ... | 9 Dicembre Forconi
Crea sito

IL PRINCIPE EREDITARIO MOHAMMED BIN SALMAN APRE A ISRAELE (“LO STATO EBRAICO HA DIRITTO DI ESISTERE”) …

PER AVERE UN ALLEATO IN PIU’ CONTRO I COMUNI NEMICI: IRAN, FRATELLI MUSULMANI E TERRORISTI

LA “MODERNIZZAZIONE” DELL’ARABIA E’ FUMO NEGLI OCCHI: LA FAMIGLIA REALE RESTA IN SELLA SOLO CON IL POTERE ASSOLUTO

LO SFOTTO’ AL FILO-IRANIANO OBAMA

Carlo Panella per “Libero Quotidiano”

Mohammed Bin Salman ha 33 anni, è il vero re dell’Arabia Saudita e ha tutte le intenzioni di modernizzarla. Con lentezza, ma con decisione. In teoria MBS (così è chiamato) ne è solo il principe ereditario (e il ministro della Difesa), ma in realtà il re Salman Bin Abdulaziz, suo padre, è malato, malatissimo, incapace di reggere il regno e tutto il potere reale è nelle mani del giovane principe ereditario.

Nessun dubbio che sia così, come ha dimostrato il golpe di palazzo del novembre scorso nel quale MBS ha fatto arrestare una decina di principi e decine di alti funzionari, rilasciati, dopo una prigionia d’oro in un hotel e 5 stelle, solo dopo che avevano versato un riscatto di ben 80 miliardi di dollari nelle casse del regno, pur non riuscendosi a scrollarsi di dosso l’accusa infamante di essere corrotti.

CONTRO GLI SHEIKH

Non solo, con decisione, ma con lentezza, MBS ha anche iniziato a insidiare frontalmente il potere ideologico degli Sheikh, i discendenti del teologo Mohammed Wahab che sino alla sua ascesa al potere detenevano il monopolio della ideologia di Stato e dell’islam saudita e che sta via via emarginando, con inusuali aperture sia alle altre «scuole sunnite» che – addirittura – agli sciiti.

Non basta, MBS accusa anche «alcuni» sauditi «di avere finanziato organizzazioni terroristiche», un’ammissione clamorosa – di nuovo diretta ad alcune Fondazioni Religiose controllate dagli Sheikh – che dimostra la sua volontà di far cessare una politica di sostegno a gruppi terroristici che si dispiega da anni in Afghanistan, Siria e Iraq.

La strategia di MBS a tutto punta fuorché a riforme radicali, soprattutto politiche: sa benissimo che il suo potere reggerà solo se manterrà nelle sue mani i poteri assoluti nel Regno, magari succedendo rapidamente al padre infermo diventando il più giovane re saudita.

Ma è una strategia che sul piano estero rivoluziona il Medioriente, che ha un impatto violento su tutti gli equilibri della regione. A partire da una svolta tanto cruciale quanto radicale: il riconoscimento della piena dignità e del pieno diritto a esistere di Israele, una posizione giudicata addirittura blasfema da non pochi maggiorenti sauditi.

In una lunga intervista a The Atlantic, in occasione della sua visita in corso negli Usa – durante la quale è andato non a caso a Hollywood, giudicata dagli Sheikh «la sentina del peccato» – MBS ha infatti detto cose mai udite da un dirigente saudita: «Credo che ogni popolo, non importa dove, abbia il diritto di vivere nella sua nazione pacifica. Credo che gli Israeliani e i Palestinesi abbiano il diritto di avere la propria terra. Ma dobbiamo avere un accordo di pace per assicurare la stabilità per tutti e avere relazioni normali».

E MBS – che ha incontrato recentemente in segreto altissimi dirigenti israeliani, fatto mai avvenuto nella storia – sta appunto costruendo tali «relazioni normali» con Israele, sino a concepire un piano che obblighi il riluttante Abu Mazen a firmare un accordo di pace con Gerusalemme abbandonando la sua posizione oltranzista.

Un apertura di credito a Israele funzionale peraltro a combattere quello che MBS definisce «il Triangolo del Male», che ricorda volutamente l’«Asse del Male» di George W. Bush, composto dagli stessi nemici: l’Iran degli ayatollah, la Fratellanza Musulmana e i terroristi islamici. L’attacco all’Iran di MBS è di inusitata violenza e sfida qualsiasi protocollo diplomatico, perché attacca direttamente la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, che «fa sembrare buono Hitler» e che è l’«Hitler del Medioriente».

IL NUOVO CALIFFATO

Con discreta capacità d’analisi, MBS accomuna i tre vertici del «Triangolo del Male», iraniani, Fratelli Musulmani e terroristi islamici, nella stessa aspirazione totalitaria: «Vogliono costituire un nuovo Califfato, un governo Universale sotto il loro esclusivo dominio a detrimento della libertà della nazioni». Per questo sono il nemico da battere da un fronte largo nel quale MBS non disdegna affatto di includere Israele.

È l’esatto capovolgimento della strategia di Barack Obama, al quale MBS riserva una velata ironia per il suo Deal con l’Iran e la sua incredibile benevolenza nei confronti dei Fratelli Musulmani, in Egitto e altrove. Insomma, un partner d’elezione per Donald Trump. E per Israele.

Fonte: qui