Privacy Policy Incendio Pomezia e nube tossica a Roma, la Procura conferma: bruciato amianto | 9 Dicembre Forconi
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Incendio Pomezia e nube tossica a Roma, la Procura conferma: bruciato amianto

L’amianto nella copertura dell’Eco X c’era. La conferma ufficiale arriva dalla procura di Velletri, che oggi ha riportato i primi dati della Asl di Roma 6, a quattro giorni dall’incendio che ha devastato l’impianto di rifiuti sulla Pontina.

Quello che ancora non si può fare è misurarne l’entità e il grado di inquinamento eventualmente generato: “Non abbiamo subito lanciato l’allarme per motivi tecnici”, spiega il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. “I valori oggi sono rientrati – aggiunge – per la diossina e l’amianto per valutare eventuali danni al terreno e alla filiera alimentare serviranno alcuni giorni per le verifiche. Nel caso ci saranno misure interdittive“.

Nel frattempo, l’Arpa Lazio sta svolgendo altre verifiche sulla presenza nell’aria di particolato, di diossina e di idrocarburi. Già venerdì 12 si potranno avere i primi dati significativi. La Asl 6 assicura che l’attività di monitoraggio è partita “già dalle ore successive all’incendio”. Secondo le norme vigenti la Asl Rm 6 ha invitato il sindaco di Pomezia ad emettere atti e ordinanze nei confronti dell’azienda che permettano, in caso di inerzia, di mettere in sicurezza l’area coinvolta.

In mattinata si è svolta, nella sede dell’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, una riunione per fare il punto della situazione. All’incontro hanno partecipato l’assessore Mauro Buschini, il sindaco di Pomezia, l’Arpa Lazio, i vigili del fuoco, la Asl Roma 6. È nel corso della riunione che l’Arpa ha consegnato agli altri enti il modello che individua le aree nelle quali con più probabilità potrebbero esservi state ricadute di sostanze inquinanti. È qui che bisogna concentrare le analisi di suoli, acque e prodotti della filiera agroalimentare.

Domani i parlamentari di Sinistra Italiana-Possibile interrogheranno il Governo durante il question time. “Monta la preoccupazione per la salute tra i cittadini di una vasta area che non comprende solo Pomezia – scrivono -, ma anche il quadrante sud di Roma, e si fa pressante la richiesta di notizie certe e di azioni a tutela della salute a seguito della nube di fumo sprigionata dal maxi incendio che distrutto la “Eco X” di Pomezia e dell’impatto delle emissioni nocive nell’aria e sul suolo, scrivono i deputati della Sinistra nell’interrogazione”. Quella di venerdì è una tragedia che la Cgil ha definito come “annunciata”. “Un’azienda ad alto rischio ambientale come la Eco X andava necessariamente monitorata per prevenire quanto è accaduto – hanno commentato i dirigenti nazionali Claudio Iannilli, responsabile Politiche amianto, e Domenico Di Martino, dell’Area Sviluppo e territorio – La possibile esposizione all’amianto peggiora ulteriormente il bilancio di un episodio che si sarebbe potuto evitare. Ora ognuno si assuma le proprie responsabilità”. Secondo i dirigenti sindacali “non ci si può limitare a manifestare sgomento, occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità: chi doveva controllare e non ha controllato, chi doveva sapere e non ha voluto sapere, chi doveva intervenire per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini e dei lavoratori”.

Fonte: Il Tempo

Eco X Pomezia, veleni anche 4.000 volte sopra i limiti. Dati shock dell’Arpa

Sforamenti dei veleni anche di quasi 4.000 volte in più rispetto al limite massimo consentito. È uno dei dati shock rilevati nei pressi del rogo di Pomezia. A riferirli è stato il dottor Marco Lupo, direttore generale dell’Arpa Lazio, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Li ha snocciolati a voce nel corso della conferenza stampa di oggi pomeriggio in Procura a Velletri anche davanti alla stampa e ai Tg nazionali.

Ecco cosa dice la prima batteria di risultati dei campionamenti effettuati fra il 5 e 6 maggio nel raggio di 200 metri dal luogo del disastro.
Diossine: 77,5 picogrammi al metrocubo, a fronte di un “fondo naturale” di 0,1 picogrammi al metrocubo. Cioè 775 volte in più rispetto al fondo naturale. Limite consentito è quello che prevede che questi pericolosi inquinanti non vi siano affatto.
Idrocarburi: ne hanno trovati 9,1 nanogrammi per metrocubo. Una quantità clamorosa, se consideriamo che è stata rilevata nel giro di soli due giorni e che il limite massimo è di 1 nanogrammo per metrocubo all’anno, riferito cioè a 365 giorni.
Addirittura per i PCB, ossia i policlorobifenili, altamente nocivi anch’essi per la salute, il dato è di 394 picogrammi per metrocubo rilevati. Significa quasi 4.000 volte in più, o altrimenti detto il 394mila % in più rispetto al limite di 0,1 picogrammi per metrocubo previsto dalla normativa.

Ricordiamo che l’impianto di trattamento rifiuti era gestito dalla Eco Servizi per l’Ambiente srl, subentrata alla Eco X nell’ottobre 2014. Da questa seconda società, l’autorizzazione era stata passata con determina della Regione Lazio all’altra società oggi titolare del sito. «Ma in sostanza c’è una continuità tra le due», ha detto nella conferenza stampa di oggi pomeriggio il Procuratore della Repubblica Francesco Prete, che coordina le indagini sul disastro, affiancato dal sostituto Luigi Paoletti. «Per altri dati sui campionamenti effettuati in luoghi oltre il raggio di 200 metri dal sito incendiato occorrerà un altro po’ di tempo», ha annunciato il direttore dell’Arpa, Lupo.

Fonte: qui