Privacy Policy LA BCE DICHIARA LA POP. VICENZA E VENETO BANCA ''IN FALLIMENTO O COME FALLITE'' | 9 Dicembre Forconi
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LA BCE DICHIARA LA POP. VICENZA E VENETO BANCA ”IN FALLIMENTO O COME FALLITE”

24 giugno – Banche venete al centro della giornata di oggi. Il Governo, infatti, ha garantito in questo fine settimana un intervento finanziario con cui assicurare continuità operativa e tutela dei risparmiatori dopo che l’autorità di vigilanza della Banca Centrale Europea ha dichiarato che Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono in una condizione definita ”failing or likely to fail”. (fallite o come fallite).

Si attende quindi la riunione del Consiglio dei ministri. Intanto sono in 32 milioni gli italiani che si apprestano a partire per le ferie estive, e come si a le peggiori notizie finanziarie arrivano proprio quando la gente è distratta dalle vacanze, nel caso al mare, viste le temeprature. La notizia della dichiarazione di fallimento della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca fatta dalla Bce come certo gli italliani hanno ora scoperto, non è stata data con tutta la sua gravità.

Lunedì saranno aperti gli sportelli? E chi lo sa.

Fonte: qui

Bce: “Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono in fallimento o in probabile fallimento”

Si avvia così la procedura di cosiddetto “salvataggio” che dovrebbe portare Intesa Sanpaolo a rilevare la parte “sana” delle due banche

La Banca centrale europea ha dichiarato che la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono “in fallimento o in probabile fallimento”. E’ la formula standard utilizzata per avviare la procedura di risoluzione di un istituto e in sostanza è il calcio d’avvio per la procedura di cosiddetto “salvataggio” che dovrebbe portare Intesa Sanpaolo a rilevare la parte “sana” delle due banche, lasciando allo Stato italiano le attività in maggiore difficoltà come i prestiti in sofferenza e quelli con un certo grado di rischio.
Un’operazione che potrebbe costare alle casse pubbliche 10-12 miliardi di euro e che sta già suscitando molte polemiche. Dopo la pronuncia della Bce anche il Single Resolution Board ha deciso che le banche finiscano in liquidazione. Quest’ultima è la scelta che consente al governo italiano di chiedere alla Banca d’Italia di nominare un commissario liquidatore per ciascuna delle due banche.

Il governo interverrà nel fine Settimana a sostegno delle banche venete (sabato Consiglio dei Ministri), per assicurare la continua operatività e la tutela dei risparmiatori. Lo comunica il ministero dell’economia, sottolineando che “l’autorità di vigilanza della Bce ha dichiarato che Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono in una condizione definita ‘failing or likely to fail'”. “L’autorità europea – aggiunge il tesoro – responsabile delle decisioni di risoluzione bancaria (srb) ha deliberato che non sussistono tutti i requisiti previsti per una risoluzione“. Il governo quindi “si riunirà nel fine settimana per adottare le misure necessarie ad assicurare la piena operatività bancaria, con la tutela di tutti i correntisti, depositanti e obbligazionisti senior”.

La Banca centrale europea, spiega un comunicato, ha accertato che le due banche sono in dissesto o a rischio di dissesto, in seguito alla loro ripetuta violazione dei requisiti patrimoniali di vigilanza. Tale accertamento è stato disposto ai sensi del regolamento sul Meccanismo di risoluzione unico. Nonostante il tempo concesso dalla BCE per la presentazione dei piani patrimoniali, le due banche non sono state in grado di offrire soluzioni credibili per il futuro. Di conseguenza, la BCE ha considerato entrambe le banche in dissesto o a rischio di dissesto e ne ha dato debita comunicazione al Comitato di risoluzione unico, il quale è giunto alla conclusione che le condizioni per l’avvio di un’azione di risoluzione nei confronti dei due intermediari non erano soddisfatte.

Le banche saranno quindi liquidate in base alle procedure di insolvenza italiane.
Fonte: qui

Intesa salva Popolare Vicenza e Veneto Banca, il Tesoro ci mette 10 miliardi di euro

22 Giugno 2017

Intesa salva Popolare Vicenza e Veneto Banca, il Tesoro ci mette 10 miliardi di euro

Intesa Sanpaolo “salva” Popolare Vicenza e Veneto Banca, sì, ma a che prezzo?

Un euro, offerta simbolica, è quanto proposto dall’istituto che fu di Giovanni Bazoli e che oggi è diretto dal rampantissimo Carlo Messina per prendersi in carico “la parte buona” delle due sorelle pericolanti. Non è una provocazione, perché la liquidazione a una banca privata, l’unica davvero interessata a rilevare la “doppia bomba” veneta, è di fatto per il governo il solo modo per prevenire un caso finanziario e politico in grado di far saltare non solo il “sistema”, ma soprattutto poltrone. Tante poltrone.

Certo, in cambio della ricapitalizzazione promessa da Intesa (e imposta come condizione necessaria dalla Bce), il Tesoro (cioè lo Stato italiano, cioè noi) dovrà probabilmente mettere sul piatto 10 miliardi di euro. La parola d’ordine è evitare il bail in che scaricherebbe il peso del dissesto economico degli istituti sulle spalle anche dei correntisti con un deposito superiore ai 100mila euro. Invece, come spiega anche Repubblica, sarà burden sharing: ci rimetteranno azionisti e obbligazionisti che hanno sottoscritto i bond subordinati, la categoria più rischiosa.

Una strada obbligata, perché dopo il salvataggio di Montepaschi e Banca Etruria, due istituti molto vicini per storia e altre ragioni al Pd, non si poteva applicare la regola europea ben più dura, a maggior ragione in un territorio a forti tinte leghiste. Si sarebbe rischiato un tracollo di voti, visto che tra l’altro il caso esploderà a ridosso delle elezioni politiche o comunque diventerà un argomento fortissimo in campagna elettorale.

Fonte: qui

VIA LIBERA DA PARTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI INTESA SANPAOLO ALL’ACQUISIZIONE DELLE GOOD BANK DELLE BANCHE VENETE

IL CDA DELL’ISTITUTO, RIUNITOSI IN TARDA MATTINATA, HA CONFERITO MANDATO ALL’AMMINISTRATORE DELEGATO, CARLO MESSINA, PER CHIUDERE L’OPERAZIONE

25 Giugno 2017

(ANSA) – Via libera da parte del consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo all’acquisizione delle good bank delle banche venete. Il Cda dell’istituto, riunitosi in tarda mattinata, ha conferito mandato all’amministratore delegato, Carlo Messina, per chiudere l’operazione. È quanto confermano alcune fonti a conoscenza della situazione all’ANSA.

Banche venete, il Governo approva il decreto per il salvataggio. Gentiloni: “Ora il Parlamento ci sostenga”

Riunione lampo del Consiglio dei ministri, durato venti minuti

Ansa – Via libera del consiglio dei ministri al decreto per il salvataggio delle banche venete. Il provvedimento, approvato in una riunione lampo del consiglio dei ministri, crea la cornice normativa per la ‘liquidazione ordinata’ (liquidazione coatta amministrativa) di Veneto Banca e Popolare Vicenza, con il conseguente passaggio della parte sana delle due venete a Intesa Sanpaolo.

L’approvazione del decreto, ha detto il premier, Paolo Gentiloni, in una conferenza stampa al termine del CdM, “è una decisione molto importante, molto urgente, e necessaria e io confido che questa decisione avrà in Parlamento il sostegno che merita, cioè il più ampio possibile”.  La crisi delle banche venete, ha detto ancora Gentiloni, risale a prima della crisi economica e “ha raggiunto livelli che hanno reso necessario un intervento di salvataggio, per evitare i rischi evidenti a tutti di un fallimento disordinato”.

LA DIRETTA

Il governo con il decreto “mobilizza risorse fino a 17 miliardi”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, spiegando che le risorse aggiuntive servono “per la copertura del rischio di una retrocessione di crediti che non risultino in bonis al termine della due diligence, per un ammontare massimo 6 miliardi e 300 milioni“. L’altra voce è una “garanzia fino a 4 miliardi per crediti attualmente in bonis ma ad alto rischio”. Il ministro ha spiegato, comunque, che “l’esborso effettivo dello Stato” per le banche venete “sarà di circa 5 miliardi: cifre che non impattano sull’indebitamento”.

Gia nella notte tra sabato e domenica sarebbe stato raggiunto l’accordo con il gruppo guidato da Carlo Messina, che ha poi avuto dal Consiglio di Amministrazione il mandato a concludere l’operazione.

E’ una corsa contro il tempo quella per salvare le banche venete e garantire che lunedì mattina gli sportelli riaprano regolarmente, dopo che la Bce le ha dichiarate ‘fallite’. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è stato per tutto il pomeriggio di sabato con il suo staff a Palazzo Chigi, un lavoro febbrile per definire tutti i dettagli ‘in punta di diritto’, in modo da ‘blindare’ l’operazione. Ed è così slittato di un giorno il Consiglio dei ministri che ha varato decreto con la ‘cornice’ di regole. Il gruppo guidato da Carlo Messina potrà ora acquistare al prezzo simbolico di 1 euro le attività di Veneto Banca e Popolare Vicenza dopo la separazione delle ‘attività malate’ dei due istituti, garantendo allo stesso tempo gli obbligazionisti senior e i depositanti.

“In Europa c’è chi vuole i licenziamenti” ha detto il segretario della Fabi, Lando Maria Sileoni. Altro nodo è il ‘no’ di Intesa alla richiesta del governo di partecipare al rimborso dei titolari di bond subordinati, che saranno praticamente azzerati insieme agli azionisti. C’è poi la necessità, per Intesa, di avere la certezza che vi sarà corrispondenza fra il decreto e la legge in cui verrà convertito. Il governo ha fatto presente che può garantire il suo impegno e che i tempi saranno veloci, ma non risulta che ci siano tecnicismi normativi in grado di blindare il testo. Intanto, i cda delle venete hanno fatto il punto della situazione in due riunioni lampo, nel pomeriggio.

“Tutti adesso pensano basti un euro – ha detto Gianni Mion, presidente della Popolare di Vicenza a margine di un evento a Milano – Io non posso valutare la proposta, non mi posso lamentare dei professori, io sono stato bocciato. È stato bocciato tutto, le persone, il piano e pure io”. Fiducioso il presidente emerito di Intesa, Giovanni Bazoli, secondo il quale l’offerta di Ca’ de Sass “avvia il problema verso una soluzione finale e rapida del problema, che è quello che tutti ci auspichiamo”. Anche per il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, l’offerta “è buona”. Quindi, ha aggiunto, “accontentiamoci pragmaticamente di un’offerta e di una grande banca senza la quale avremmo avuto molti più problemi”.