LA FED STA UCCIDENDO L’ECONOMIA AMERICANA!

Come abbiamo visto nell’analisi di fine settimana di Machiavelli, in Europa si stanno preparando le basi per una nuova crisi, stile Grecia o 2011, anche se non è detta l’ultima parola, molto dipenderà da come si porrà questa volta l’America. Per il momento, mentre media e opposizione urlano alla catastrofe un giorno si e un’altro ancora, per coprire i loro fallimenti, le dinamiche restano contenute.

Stiamo entrando piano, piano in una finestra davvero interessante per quanto riguarda i nostri titoli di Stato, ma di questo ne abbiamo parlato in più occasione nei mesi scorsi.

Solo alcuni brevi flash sulle notizie di fine settimana, la solita Merkel, l’onda d’urto che spazza via i tecnocrati in Lettonia e soprattutto la solita letterina in arrivo dall’Europa, mentre Savona si illude che Draghi, il carnefice della Grecia, tolga le castagne dal fuoco…

Il nulla, con la morale intorno, crollato dal 21 al 6 % il partitino di questo inutile burocrate, un assaggio di come a Maggio scompariranno tutti questi pericolosi personaggi intrisi di conflitti di interesse…

La Germania che pensa di scaricare come pacchi postali migliaia di migranti in Italia con i voli charter, ma soprattutto il solito Juncker che alla domanda del perchè un diverso trattamento per la Francia in tema di deficit, la risposta è semplicemente… “La Francia è la Francia…”

Qui una sintesi per ricordare a tutti da dove viene il debito, soprattutto ai giovani.

L’ultima frase nell’intervista di Savona ieri alla stampa internazionale, fa sorridere, Draghi anche questa volta non interverrà, perché lo ha già fatto in occasione della crisi greca, togliendo ossigeno alle loro banche e accadrà nuovamente, mai si era vista una simile dinamica di fronte ad una finanziaria, senza conoscerne i risvolti e le implicazioni, qui si chiede solo rigore e austerità, ma la storia ha già decretato il fallimento di queste ricette…

Nel frattempo, l’idolo degli euroeuforici, Manu Macron, tenta disperatamente un rimpasto del suo governo, dopo aver perso un ministro dietro l’altro, e aver scoperto che altri quattro sono coinvolti in varie inchieste, come le foglie che in autunno cadono.

Metafore dei nostri giorni, dedicate a chi due anni fa esultava per l’avvento di questo spregiudicato e arrogante banchiere.

Sarà inoltre interessante osservare il risultato del movimento AFD alle prossime elezioni tedesche in Baviera, domenica 14 ottobre(ma così non è stato!).

Ma veniamo a quello che oggi ci interessa più di tutto, ovvero questa bellissima intervista a John Williams, apparsa su USA Watchdog nel fine settimana, nulla di nuovo, ma una sintesi perfetta…

Fed Killing the Economy – John Williams

L’economista John Williams afferma che i recenti rialzi dei tassi significano che “la Fed sta uccidendo l’economia”.Williams dice: ” Ho sentito il presidente Trump fare alcuni commenti in tal senso, e ha ragione …”

” La Fed sta cercando di aumentare i tassi, l’idea è che se si ottengono tassi più alti, le banche saranno in grado di ottenere maggiori profitti dai loro prestiti e incoraggerà anche i prestiti bancari , ma purtroppo, da parte dei consumatori, solleva il costo del prestito aumenta man mano che i tassi di interesse aumentano, rendendo i mutui più costosi, rendendo i prestiti più costosi, i mutui salgono, le persone non comprano più case.

Quello che state vedendo in questo momento è effettivamente una recessione nel mercato immobiliare, nel settore delle costruzioni, Le vendite di case esistenti sono diminuite per sei o sette mesi consecutivi, e diminuiscono di anno in anno “.

Cartone animato del giorno: Columbus Day - 10.08.2018 Columbus Day cartoon

Ci sono implicazioni non indifferenti nella recente mossa della Cina di tagliare i coefficienti di riserva delle banche per liberare oltre 175 miliardi di liquidità sui mercati, si certo, la guerra commerciale non sta facendo alcun danno, la prossima recessione globale metterà fine a qualunque lamentela sui deficit.

Il Fondo Monetario Internazionale sta declassando le sue prospettive per l’economia mondiale, citando l’aumento dei tassi di interesse e le crescenti tensioni sul commercio.

Nel fine settimana, insieme a Machiavelli vi abbiamo spiegato per quale motivo, il recente aumento dei tassi accelererà la prossima crisi, a partire dal mercato immobiliare americano.

Via Financial Time,

L’economia degli Stati Uniti è incandescente. La fiducia dei consumatori è superiore a quella degli anni ’90. La disoccupazione ha toccato il livello più basso dal 1969. Usando un linguaggio sorprendentemente audace per un banchiere centrale, il presidente della Federal Reserve statunitense Jay Powell afferma di essere “molto felice” per la visione “straordinariamente positiva” che prevede possa continuare “per un bel po ‘di tempo”. Quindi perché, tra tutte queste buone notizie, il mercato immobiliare statunitense sta rallentando?

È una domanda estremamente importante, perché la casa è ancora dove la maggior parte degli americani detiene la maggior parte della loro ricchezza, ed è stata una pietra miliare tradizionale per le tendenze economiche.

…. i permessi di vendita e di costruzione sono in calo. Diversi mercati una volta in ascesa, tra cui New York City, l’area di San Francisco e Denver, si sono ammorbiditi. Anche l’attività di costruzione sta rallentando, il che è preoccupante dato il ruolo sproporzionato che la costruzione della casa gioca nella crescita economica degli Stati Uniti.

Il problema è, ironia della sorte, la crescita del mercato immobiliare stesso, che è stato biforcato e ha superato la capacità della maggior parte dei consumatori di pagare per il ricovero.

Se si considera l’indice Case-Shiller a 20 città dei prezzi delle case nel suo complesso, sembra che ci siano pochi motivi di preoccupazione: è solo il 2,4 per cento superiore al suo picco del 2006. Eppure, c’è un’enorme divisione tra i vincitori e i perdenti. Dieci città hanno stabilito nuovi massimi e i loro prezzi sono in media del 23% più alti. La città dove i prezzi sono cresciuti di più. Denver, è un enorme 54 percento al di sopra del suo picco di pre-recessione. Nel frattempo, i prezzi in 10 città ritardate sono in media dell’11 per cento al di sotto dei picchi pre-recessione. Negli alloggi, come in tutto il resto, gli Stati Uniti sono incredibilmente divisi.

“Ho vissuto quattro cicli economici, e non ho mai visto un crollo come quello che stiamo vedendo nel mercato di New York che non si è diffuso nel resto del paese”, dice il banchiere  Daniel Alpert, che insegna alla Cornell University.

Non si prevede che un più ampio calo dei prezzi delle case causi un collasso sistemico del 2008, poiché la maggior parte dei mutui sono ora prestati a tassi fissi e ai mutuatari è richiesto di mostrare più prove che possono rimborsare i loro prestatori.

Se qualcuno crede davvero che non ci siano state nuove frodi o alchimie finanziarie, si sbaglia di grosso, lo vedrete nei prossimi anni, l’Australia insegna.

Se la caduta che stiamo osservando ora è al di sopra degli spread di mercato, l’impatto potrebbe essere piuttosto significativo. La crescita delle attività, piuttosto che il reddito, ha guidato così tanto l’economia americana negli ultimi anni. Un nuovo documento accademico che sarà presentato in una conferenza sulla proprietà della casa alla Fed di questa settimana, rileva che i problemi di indebitamento nel mercato immobiliare statunitense sono ancora molto vivi.

Quattro decenni fa, un calo del 20% dei prezzi delle case avrebbe creato ricchezza domestica negativa pari a circa l’1% del reddito complessivo. Oggi, lo stesso calo sarebbe pari al 5%, o circa 600 miliardi di dollari in azioni negative.

Stiamo a vedere cosa accadrà senza alcuna fretta, tanto oggi le banche centrali hanno tutto sotto controllo.

Concludo con un pezzo di una nostra vecchia conoscenza, uscito ieri e quindi non condivisibile all’interno della nostra ultima e dettagliata analisi dal titolo, Machiavelli “Il visionario.”

Solo alcuni spunti, il resto, i sostenitori di Machiavelli, sanno dove poterlo leggere…

Con l’espansione economica a soli nove mesi dall’essere la più lunga nella storia degli Stati Uniti, la curva dei rendimenti quasi piatta e gli indicatori del mercato immobiliare che hanno toccato il picco all’inizio di quest’anno, non ci vuole molta immaginazione per vedere le prospettive: una recessione e un calo del tasso di interesse – cioè, un mercato toro del Tesoro degli Stati Uniti. Questo articolo studia la storia di questi cicli e offre una tabella di marcia per il prossimo.

La storia

Ci sono stati tre principali mercati rialzisti del Tesoro degli Stati Uniti in coincidenza con le recessioni negli ultimi 30 anni (aree in arancione nella seguente tabella). Sembrano tutti molto simili e i periodi che li hanno preceduti assomigliano molto a oggi.

Quello che a noi interessa è che il mercato toro dei bond inizia sempre almeno, 1,8 anni prima di una recessione, visto che in molti dicono che la recessione ci sarà solo nel 2020.

 Questo è importante perché molti commentatori e banche  (Ray Dalio, Ben Bernanke, Nouriel Roubini, Mark Zandi, Société Générale, JP Morgan)  avvertono di una recessione nel 2020 . Questa media di 1,8 anni combinata con una recessione a metà del 2020 suggerirebbe un mercato toro del Tesoro degli Stati Uniti a partire da ora.

Ora sedetevi e non preoccupatevi,

La prossima recessione sarà cugina della recessione del 1937/38, la prima recessione dopo la Grande Depressione che ha scioccato tutti con la sua ferocia.

È controintuitivo, ma i mercati rialzisti del Tesoro USA iniziano quando il clima economico è più soleggiato. Succede quando il tasso di disoccupazione è il più basso e la fiducia dei consumatori e dell’industria è la più alta. Nel momento in cui una recessione è ovvia, avrà luogo una buona parte della mossa con tassi inferiori. Certo, non ci sono regole ferree per fare soldi in finanza, ma nella misura in cui “questa volta  non è  diverso”, ora è il momento di prepararsi per una grande opportunità nel mercato del Tesoro degli Stati Uniti.

Nel frattempo, mentre negli ultimi tre anni, in media i rendimenti degli asset, esclusa la bisca statunitense, hanno reso zero o poco meno, qualcuno ha continuato ad incassare cedole. La verità è figlia del tempo e questa è l’ultima grande scommessa.

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9 Ottobre 2018

Fonte: qui

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