La fine del buonismo.

LA SETTIMANA CHE CAMBIÒ LA STORIA POLITICA ITALIANA: DOPO LO SGOMBERO DI PIAZZA INDIPENDENZA E LO STUPRO DI RIMINI NON SI TORNA INDIETRO. E I GIORNALONI CAMBIANO ROTTA

OGGI PERSINO ‘REPUBBLICA’ SPARA: ‘OGNI GIORNO 11 STUPRI. E SU 4 CASI SU 10 L’AUTORE È STRANIERO’. LA NOTIZIA L’AVEVA DATA ‘IL GIORNALE’ 4 GIORNI FA, MA MARIO CALABRESI NON POTEVA RIPRENDERLA: IN HOMEPAGE AVEVA IL VIDEO DI SAVIANO IN DIFESA DELL’IMMIGRAZIONE

IL ‘CORRIERE’ E’ STATO IL PRIMO A CHIAMARE PER NOME ‘I QUATTRO MAGHREBINI’ DI RIMINI, E ‘LA STAMPA’ HA PARLATO DEL MARCIO DENTRO AL PALAZZO DEI PROFUGHI INVECE DI DIFENDERLI

NASCONDERE LE NOTIZIE PER RISPETTARE LA LINEA-BOLDRINI FA PERDERE COPIE E CLIC

‘IL GIORNALE’ SCRIVEVA 4 GIORNI FA I NUMERI SUGLI STRANIERI (4 SU 10) COLPEVOLI DI VIOLENZA SESSUALE. OGGI CI ARRIVA PURE ‘REPUBBLICA’ (MA NON SPIEGA CHE, ESSENDO GLI STRANIERI SOLO L’8% DELLA POPOLAZIONE, QUEL ‘4 SU 10’ È GRAVISSIMO), ilgiornale.it

OGNI GIORNO 11 STUPRI. IN QUATTRO CASI SU DIECI L’AUTORE È STRANIERO

Vladimiro Polchi per ‘La Repubblica

REPUBBLICA SUGLI STUPRATORI STRANIERIREPUBBLICA SUGLI STUPRATORI STRANIERI

Quasi 11 stupri al giorno, quattromila ogni anno. Più di un milione di donne colpite in Italia. «È un reato orribile che resta purtroppo opaco, spesso consumato in famiglia e in cui le denunce sono ancora troppo poche». Fotografare la piaga delle violenze sessuali alla luce dei dati ufficiali non è facile: «Il fenomeno è in gran parte sommerso», avvertono gli esperti. Ma una cosa è certa: i numeri che circolano sono impressionanti.

stupro riminiSTUPRO RIMINI

Secondo l’Istat, un milione e 157mila donne avrebbero subito una violenza sessuale nel corso della vita, tra stupri e tentati stupri. Eppure, nelle denunce degli ultimi anni, si registra una lieve flessione: 6% in meno tra il 2014 e il 2015 e 13% in meno dal novembre 2015 al novembre 2016. Quanto agli autori, in maggioranza sono italiani, ma quasi quattro denunciati su dieci sono stranieri.

Nonostante il ripetersi di fatti di cronaca con al centro violenze sulle donne, anche gli ultimi dati del Viminale confermano la diminuzione delle denunce per stupro: le violenze sessuali tra gennaio e luglio 2017 sono state 2.333, contro le 2.345 denunciate nello stesso periodo dell’anno scorso. Chi sono gli autori?

Crescono gli italiani denunciati: 1.534 nei primi sette mesi del 2017 contro i 1.474 dello stesso periodo del 2016. Ma resta altissima l’incidenza degli immigrati su questo reato, sia come autori che come vittime: gli stranieri denunciati per violenza sessuale sono infatti 904 da gennaio a luglio 2017, poco meno dei 909 dello stesso periodo del 2016.

A fotografare il fenomeno nel suo complesso aiuta una recente indagine realizzata dall’istituto Demoskopika: nel corso degli ultimi anni, denunce e arresti hanno interessato in maggioranza gli italiani (61% dei casi), seguiti da romeni (8,6%), marocchini (6%), albanesi (1,9%) e tunisini (1,3%).

Anche le vittime sono principalmente donne di nazionalità italiana (68% dei casi), seguite da romene (9,3%) e marocchine (2,7%). E ancora: ogni quattro casi di violenza sessuale in Italia, almeno uno coinvolge un minorenne. Mentre Lombardia e Lazio detengono il triste record dei territori dove avvengono, in valore assoluto, il maggior numero di reati.

Il fenomeno però è lontano dall’essere fotografato con chiarezza. «A differenza di altri reati, come quelli contro il patrimonio — spiega Marzio Barbagli, sociologo, esperto di sicurezza e criminalità — le denunce per stupro non raccontano adeguatamente la realtà. Le violenze sessuali denunciate sono infatti solo una piccola parte di quelle davvero compiute. Molte violenze avvengono in famiglia per opera del partner o comunque di una persona conosciuta e questo è un fenomeno che resta in gran parte sommerso. Ancora meno sappiamo degli stupri di immigrati a danno di donne loro connazionali ». Non solo. «È vero che in base ai dati ufficiali le denunce sono in calo, ma attenti: si ragiona su un arco temporale ancora troppo breve».

STUPRO RIMINISTUPRO RIMINI

Anche Lella Palladino dell’associazione “Donne in Rete contro la violenza”, a cui aderiscono 80 centri antiviolenza in tutta Italia, invita a leggere i dati con cautela: «Attenti al sommerso, cioè alle violenze tra le mura di casa, che arrivano raramente a livello di denuncia. Tra le donne che si rivolgono ai nostri centri, gli episodi di violenza domestica si rivelano infatti nell’80% dei casi anche episodi di violenza sessuale. E qui parliamo di situazioni in cui vittime e stupratori sono in stragrande maggioranza italiani».

STUPRATORI, IL DATO CHOC: STRANIERI QUATTRO SU DIECI

Stefano Zurlo per ‘Il Giornale’ di lunedì scorso

I dati sembrano essere fatti apposta per rovinare il presepe del politicamente corretto, ma i numeri non possono essere ignorati.

scontri a piazza indipendenza 1SCONTRI A PIAZZA INDIPENDENZA

 Le statistiche criminali, anche se incomplete e in ritardo, ci dicono che quasi 4 stupri su 10 sono commessi da stranieri. Tanti, tantissimi, ancora di più se si pensa che i non italiani rappresentano solo l’8 per cento della popolazione. Inutile voltarsi dall’altra parte e fingere di non vedere: la realtà è lì con tutto il suo peso a travolgere facili teorie buoniste, ingenue come le favole.

Non si tratta di un atto d’accusa, ma di riflettere su un Paese che si sta slabbrando per tante ragioni, non ultima un’immigrazione senza griglie e controlli che sta regalando frutti avvelenati.

scontri a piazza indipendenza 2SCONTRI A PIAZZA INDIPENDENZA

L’ indagine condotta da Demoskopika, elaborando le tabelle del Viminale, compone un quadro purtroppo inquietante: nel quinquennio 2010-2014 il 39 per cento delle violenze sessuali è stato compiuto da stranieri contro il 61 per cento opera di italiani. Dal punto di vista delle proporzioni qualcosa non quadra, anzi stride: nel 2014 risiedevano nel nostro Paese 60,8 milioni di persone e di queste il 91,9 per cento era italiano e solo l’8,1, circa 4,9 milioni, veniva da fuori.

Le quote non sono in linea. Anzi. Denunce e arresti si sono moltiplicati in quella direzione. Su 22.864 casi segnalati nel quinquennio (il numero vero delle violenze resta naturalmente sconosciuto) molto spesso gli investigatori hanno messo nel mirino individui con passaporto non tricolore: romeni, anzitutto, e poi albanesi e marocchini.

gli appartamenti nel palazzo occupatoGLI APPARTAMENTI NEL PALAZZO OCCUPATO

Sia chiaro, non si tratta di assolvere frettolosamente i nostri connazionali: sappiamo benissimo che tante donne subiscono angherie, soprusi e molestie di ogni genere fra le mura domestiche: gli autori sono mariti, fidanzati, ex che non ne vogliono sapere di alzare bandiera bianca. E sappiamo altrettanto bene che la lista degli autori di questi crimini efferati, dallo stalking fino al femminicidio, comprende nomi che suonano e ci sembrano familiari. Dunque non pericolosi, secondo un’equazione che invece non torna.

piazza indipendenza 5PIAZZA INDIPENDENZA

Ma questo è solo un capitolo del libro nero: poi c’è l’altro che ha a che fare, gira e rigira, con la qualità di chi arriva. L’Italia è diventata, anche se non è elegante sottolinearlo, una sorta di Bengodi per ceffi e delinquenti in fuga dai loro Paesi e convinti, come ha scritto un giudice, che qui sia possibile fare quel che si vuole. Nella più completa impunità.

Poi c’è il nodo di un’immigrazione fuori controllo, regolata con superficialità o peggio, come per la Romania, sottovalutando sconsideratamente le obiezioni all’ingresso di Bucarest nella Ue. Ci sono pure paesi in cui la donna vale poco o niente e questo inevitabilmente non è un elemento neutrale. Tanti problemi che si sommano, quelle cifre sconfortanti da mettere in fila. I romeni sono solo l’1,8 per cento dei residenti, ma vengono loro addebitati l’8 per cento degli stupri. Numeri pesanti anche per albanesi, tunisini, marocchini.

il palazzo occupato a piazza indipendenzaIL PALAZZO OCCUPATO A PIAZZA INDIPENDENZA

Nessuna generalizzazione, ci mancherebbe, e nemmeno distribuzione di patenti di primogenitura. È che il nostro Paese ha una politica criminale che fa acqua: si difende poco e male e cosi tutela ancora meno le donne, italiane e non.

La terribile vicenda di Rimini, la caccia al branco che viene da fuori, riapre una ferita mai chiusa. E che tocca tanti nodi: il controllo impossibile del territorio, l’effettività della pena, gli ingressi senza semaforo e le mancate espulsioni, la lentezza e la farraginosità della nostra giustizia. Non e’ con qualche formuletta multietnica che si affrontano questi temi, come non è con una legge a costo zero e con la solita retorica delle buone intenzioni che si può fermare la mattanza che insanguina le nostre case da troppo tempo.

il palazzo occupato a piazza indipendenzaIL PALAZZO OCCUPATO A PIAZZA INDIPENDENZA

badge piazza indipendenzaBADGE PIAZZA INDIPENDENZA

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Fonte: qui

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