Privacy Policy LA GUARDIA DI FINANZA SCOPRE UN’EVASIONE FISCALE IN ITALIA DA 130 MILIONI DELLA SOCIETA’ DI JEFF BEZOS SU UN GIRO D’AFFARI DI 2,5 MILIARDI IN CINQUE ANNI | 9 Dicembre Forconi
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LA GUARDIA DI FINANZA SCOPRE UN’EVASIONE FISCALE IN ITALIA DA 130 MILIONI DELLA SOCIETA’ DI JEFF BEZOS SU UN GIRO D’AFFARI DI 2,5 MILIARDI IN CINQUE ANNI

A GOOGLE LA GDF CONTESTA TASSE NON PAGATE PER 300 MILIONI

APPLE HA PAGATO 318 MILIONI SU UNA PRESUNTA EVASIONE DI 800 MILIONI

Emilio Randacio per la Repubblica

AMAZON DIEGO PIACENTINI
AMAZON DIEGO PIACENTINI

Dopo Apple e Google, la Guardia di Finanza ha accertato una presunta evasione fiscale a carico del colosso dell’e-commerce Usa, Amazon. Nel quinquennio fino al 2014, su un giro di affari da 2,5 miliardi di euro, Amazon, che come sede legale fino al 2015 aveva l’Irlanda, è accusata di aver evaso tasse in Italia per circa 130 milioni.

La somma risulta inferiore rispetto a quanto contestato alle altre due società – Google ed Apple – semplicemente perché i margini di guadagno sulle vendite, sono inferiori.

IL PM DI MILANO FRANCESCO GRECO AL CELLULARE
IL PM DI MILANO FRANCESCO GRECO AL CELLULARE

La società a marzo dello scorso anno è finita anche nel mirino della procura di Milano, guidata da Francesco Greco. Proprio ieri sera il gruppo ha comunicato i dati trimestrali: nei primi tre mesi dell’anno gli utili si sono attestati a quota 724 milioni di dollari, in rialzo del 41% dai 513 milioni di dollari dello stesso periodo del 2016. Dopo aver chiuso la decima seduta record del 2017, ieri Amazon ha raggiunto un nuovo massimo nel dopo mercato a Wall Street successivamente alla pubblicazione dei dati superiori alle attese degli analisti.

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Il caso di Amazon e il Fisco non è tuttavia il primo in Italia. A Google, a fine gennaio 2016, era stato consegnato il “verbale di accertamento” con la contestazione di un’evasione da 300 milioni di euro e successivamente il pubblico ministero milanese Isidoro Palma aveva iscritto nel registro degli indagati per “omessa dichiarazione dei redditi” (articolo 5 del Testo delle imposte sui redditi), tre manager della Google Ireland Limited per cinque annualità, tra il 2008 e il 2013.

Apple invece ha adottato una strategia collaborativa e ha versato 318 milioni di euro al fisco italiano per definire la partita. L’accusa parlava anche in questo caso di “omessa dichiarazione dei redditi” dal 2008 fino al 2013. Circa 880 i milioni di euro in tutto, di Ires (l’imposta sui redditi delle società) evasa.

tim cook apple
TIM COOK APPLE

La cifra versata da Apple è stata pari a quanto richiesto nei verbali di accertamento. La società ha quindi accettato tutti i rilievi delle ispezioni che ha visto impegnati l’Anti-frode, l’Ufficio grandi contribuenti e il ruling delle Entrate. E la formalizzazione dell’accordo ha creato un precedente importante, visto che proprio Apple ha aperto altre pendenze in Paesi Ue.

Fonte: qui