Privacy Policy LE IMPRESE CHE SONO RIUSCITE AD AGGIUDICARSI L'APPALTO CONSIP FM4 DA 2,7 MILIARDI DI EURO AVREBBERO GODUTO DI NUMEROSI FAVORITISMI | 9 Dicembre Forconi
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LE IMPRESE CHE SONO RIUSCITE AD AGGIUDICARSI L’APPALTO CONSIP FM4 DA 2,7 MILIARDI DI EURO AVREBBERO GODUTO DI NUMEROSI FAVORITISMI

“PRESSIONI POLITICHE” (DA PARTE DI CHI?) PER FAVORIRE LA SPARTIZIONE DEI LAVORI TRA ALCUNE DITTE

LUIGI MARRONI HA GIA’ CONFERMATO DI AVER SUBITO “CONDIZIONAMENTI”

Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

luigi marroniLUIGI MARRONI

Le imprese che sono riuscite ad aggiudicarsi l’appalto Consip Fm4 da 2,7 miliardi di euro avrebbero goduto di numerosi favoritismi. E l’aggiudicazione dei lotti sarebbe stata ritardata proprio per consentire loro di mettersi in regola. È una delle circostanze che emerge dalle verifiche effettuate dall’Autorità anticorruzione.

Riscontrata anche dalla Procura di Roma, che indaga sul possibile accordo illecito stipulato da tre aziende – consorzio Cns, Manutencoop, Kuadra – ipotizzando la turbativa d’asta.

Senza escludere che questo patto abbia poi coinvolto altre aziende, in modo da garantirsi che la spartizione dei lotti per la manutenzione degli edifici istituzionali (la parte più consistente della gara) andasse a buon fine.

ALFREDO ROMEOALFREDO ROMEO

Anche perché le dichiarazioni rilasciate da testimoni e indagati interrogati nelle ultime settimane nell’ inchiesta che ha portato all’ arresto di Alfredo Romeo lasciano ipotizzare l’esistenza di pressioni esercitate a livello politico proprio per favorire la spartizione dei lavori tra alcune ditte, escludendo chi aveva requisiti migliori e offerte più basse, come potrebbe essere accaduto con la Manital.
In particolare, quelle dell’ ex amministratore delegato Luigi Marroni che di fronte ai magistrati ha confermato di aver subito condizionamenti proprio nel tentativo di orientare le scelte relative al l’ assegnazione dei lavori .

RAFFAELE CANTONERAFFAELE CANTONE

Le verifiche del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, che nelle scorse settimane hanno acquisito molti documenti presso la sede della Centrale pubblica di acquisti, si intrecciano con quelle disposte dall’ Anac. E si concentrano innanzitutto sull’operato dei vertici della Consip che entro trenta giorni dovranno presentare le proprie controdeduzioni all’ Autorità guidata da Raffaele Cantone. Ma dovranno anche chiarire il proprio operato di fronte ai pubblici ministeri.

CONSIPCONSIP

Tra le contestazioni c’ è quella che riguarda i ritardi. Scrivono gli «investigatori» di Anac: «Si registra come la gara in questione con scadenza per la presentazione delle offerte fissata al 7 luglio 2014, a tre anni di distanza abbia condotto all’ aggiudicazione provvisoria soltanto di due lotti di gara essendo per gli altri ancora in corso la formalizzazione della congruità delle offerte anomale».
In particolare l’ Anticorruzione contesta «verifiche carenti sia sulla “moralità professionale” dei concorrenti» che è invece prevista dalla legge. Ma anche numerose anomalie nella compilazione dei fascicoli relativi alle diverse aziende partecipanti, tanto che nel maggio scorso, dopo precise contestazioni notificate da Anac, «Consip aveva comunicato che avrebbe provveduto a sanare le irregolarità contestate».

CONSIP CARABINIERICONSIP CARABINIERI

L’ indagine si concentra sull’ operato interno a Consip, da parte dei vertici, ma anche su ciò che hanno svolto all’ esterno della centrale pubblica le imprese protagoniste del presunto patto illecito. Che a parte eventuali accordi spartitori sui vari lotti della gara, divisi per valore economico e per collocazione geografica, potrebbero aver ricevuto «soffiate» sull’atteggiamento da tenere per non essere danneggiate, ma anzi favorite nell’aggiudicazione.
Una riguarda l’ offerta presentata dalla Manutencoop, per la quale l’ Anac «rileva come la stessa, partecipante a cinque lotti di gara, sia risultata – per effetto di un’ offerta economica competitiva – prima in graduatoria per quattro lotti attraverso l’ applicazione di ribassi significativi e identici per tutti e quattro i lotti, mentre per il lotto 11 abbia presentato ribassi dell’ ordine della metà di quelli offerti per gli altri lotti».

lotti in senato per la mozione di sfiduciaLOTTI IN SENATO PER LA MOZIONE DI SFIDUCIA

L’altra coinvolge l’Ati Cns che il 29 marzo 2016 «decise di non confermare le offerte in data immediatamente successiva al provvedimento emanato dall’ Antitrust» che aveva accertato e sanzionato l’ esistenza di un «cartello» illecito tra la stessa Cns, Manutencoop, Kuadra e Roma Multiservizi per l’ appalto sulle «scuole belle» da un miliardo e 600 milioni di euro.
Indicativa e degna di approfondimenti viene ritenuta da Anac e pm anche la procedura che coinvolge Manital, per vedere se e in che modo si inserisce nell’ eventuale spartizione. L’azienda, vincitrice di quattro lotti, viene esclusa il 4 aprile 2016 per alcune contestazioni di tipo fiscale.
Analogo trattamento aveva ricevuto nel corso della procedura di gara per le «scuole belle». Assistita dall’ avvocato Gianluigi Pellegrino, presenta ricorso al Tar e vince. Viene dunque riammessa, e all’ apertura delle buste la sua offerta risulta la più vantaggiosa, con un prezzo che consentirebbe un risparmio per lo Stato di ben 25 milioni di euro.
Tuttavia Consip decide di appellarsi contro la decisione dei giudici amministrativi di primo grado, e all’ indomani dell’ esito della gara si rivolge al Consiglio di Stato, che il 23 febbraio scorso accoglie il ricorso: Manital è definitivamente esclusa. L’ indagine giudiziaria riguarda anche quest’ ultimo passaggio, dopo che il legale del Consorzio ha depositato l’ intero fascicolo in Procura sollecitando nuove verifiche.

Fonte: qui

UN FALLIMENTO CHIAMATO CONSIP

LE INDAGINI DELLE PROCURE E DEL TAR, I RILIEVI DI CORTE DEI CONTI, ANTITRUST E ANAC STANNO TRAVOLGENDO LA SOCIETÀ NATA PER FAVORIRE TRASPARENZA

APPALTI MONSTRE, ALTI COSTI, CORRUZIONE E BOOM DEI CONTENZIOSI: NEL 2015 DUE MILIONI E MEZZO DI SOLE SPESE LEGALI

Giuliano Foschini e Fabio Tonacci per “La Repubblica”

L’ inchiesta della procura di Roma sul maxi appalto per il Facility Mangement non è il solo faro che la magistratura ha acceso su Consip, la centrale unica degli appalti nata per favorire risparmi e trasparenza.
Ma che si è trasformata, invece, in una fabbrica che produce appalti miliardari e pochi, e soliti, vincitori. I magistrati romani, sempre loro, hanno appena chiuso un’ indagine su un appalto, vinto da imprese che avrebbero fatto cartello, per la pulizia nelle scuole.

luigi ferrara consipLUIGI FERRARA CONSIP

Le procure del centro Italia stanno cercando di capire chi sono i sub appaltatori che stanno realizzando le casette per i terremotati. Mentre Tar e Consiglio di Stato, così come Anticorruzione e Agcom, sono intervenuti in più occasioni per stigmatizzare il lavoro di Consip in altri grandi affari. Ma davvero, come ha detto ieri a Repubblica l’ avvocato Gianluigi Pellegrino, l’ esperienza della centrale unica degli appalti è da «considerarsi un fallimento?».

INCHIESTA CONSIP - I PIZZINI DI ALFREDO ROMEOINCHIESTA CONSIP – I PIZZINI DI ALFREDO ROMEO

La Corte dei Conti, analizzando i bilanci del 2015, ha scritto due mesi fa, al proposito, parole durissime. A partire dalla costruzione degli appalti da parte di Consip, fortemente stigmatizzata anche dall’Anac. «È necessario – hanno messo nero su bianco i giudici contabili – avviare approfondimenti in ordine alla impostazione delle gare “Facility”».

Questo perché sono di «difficile gestione per il loro dimensionamento, in quanto eccessivamente articolate». E perché non sembrano essere vantaggiose: «La base d’asta è sempre maggiore della omologa gara precedente», addio, dunque, come è accaduta nella gara sul Facility Management, ai risparmi.
«Questo – si legge ancora nella relazione – allunga i tempi di aggiudicazione oltre all’emergere di intese anticoncorrenziali tra le imprese dominanti».
Per questo i giudici parlano di un rischio «di generare condotte antigiuridiche, persino di rilevanza penale, a causa del pregiudizio che potrebbe subire un’ impresa che dovesse mantenersi estranea a logiche spartitorie».

In sostanza, quindi, secondo la Corte dei Conti gli appalti, così come sono stati strutturati fino a ora in Consip, non hanno portato alcun risparmio alla pubblica amministrazione.

Al contrario, ha creato «inefficienze» per le pubbliche amministrazioni che vi si sono rivolte. Ha aperto la strada ai cartelli di imprese, che hanno tagliato fuori le piccole e medie imprese. In più, hanno creato un aggravio economico alla stessa Consip.

Sono cresciuti infatti i contenziosi (+32 per cento nel 2015) con un aumento di spese legali, che sono passate da un milione e 800mila euro a due milioni e mezzo.

Un dato che, sempre la Corte dei Conti, definisce «non coerenti »: «Consip – dicono – ha una “Direzione servizio legale e societario” i cui compiti appaiono in parte sovrapponibili perlomeno ad alcuni servizi tra quelli esternalizzati più sopra evidenziati ».

La posizione della Corte dei Conti è la stessa di Agcom e Anac che in queste settimane hanno inviato le loro relazioni sull’ appalto del Facility Management, al centro dell’ inchiesta Romeo, alla procura di Roma. Ieri da piazzale Clodio hanno sottolineato come il provvedimento inviato dagli uomini di Cantone sia andato a rendere più voluminoso un fascicolo che già c’ era e che conteneva già il dossier dell’ Autorithy Anticorruzione e la stessa relazione dei giudici contabili. D’ altronde la procura di Roma il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi avevano da tempo messo nel radar il sistema “cartello” che si aggiudica gli appalti Consip.
MARRONI CANTONE
MARRONI CANTONE
In estate hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini a sei persone per l’ appalto “Scuole belle”, valore 1,6 miliardi. Secondo il pm Palazzi. Cns, Manutencoop e Roma Multiservizi avrebbero fatto cartello. «Si coordinavano per la loro partecipazione alla gara» su 8 dei 13 lotti, si legge nell’ avviso di conclusione delle indagini, «scambiandosi reiteratamente informazioni sulle strategie da seguire».

Alfredo Romeo esce dal carcereALFREDO ROMEO ESCE DAL CARCERE

Il sistema era semplice: Roma Multiservizi, il cui 49 per cento è nelle mani di Manutencoop, lasciava il campo a Cns che, in cambio, gli permetteva di essere comunque della partita attraverso i sub appalti. «Ma ora abbiamo adottato tutte le misure di prevenzione affinché non accada più» dice Cns. «C’ è stato – spiegano – un integrale cambiamento dell’ organo di gestione e l’ adozione di un programma di compliance antitrust in linea con le migliori pratiche europee».

tiziano renzi luca lottiTIZIANO RENZI LUCA LOTTI

A giugno, nel pieno dello scandalo Romeo, anche Consip – così come tra l’ altro suggerito dalla Corte dei conti – aveva annunciato un cambio di rotta. Dicendo addio ai maxi appalti miliardari. Ma il problema sembra non essere soltanto di sistema. La procura di Roma indaga anche sulle modalità di affidamento degli appalti, e sul comportamento della commissione aggiudicatarie, così come segnalato proprio dall’ Anac nella relazione sull’ Fm4.

È bene ricordare che la gara arriva dopo quella “sfortunatissima” dell’ Fm3, bandita nel 2010, che Consip ha dovuto riassegnare dopo le sentenze di Tar e Consiglio di Stato a lei sfavorevoli. A credere all’ Anac anche nell’ assegnazione del nuovo appalto sono state commesse una serie di irregolarità procedurali che riguardano tempi e modalità con cui sono state valutate le offerte.

«Mancano i verbali della commissione nella fase della valutazione delle offerte, mancano i verbali delle sedute pubbliche». E la Commissione non ha effettuato una valutazione comparativa delle offerte: «Così – dicono – si premia soltanto il prezzo e non la componente tecnica dell’ offerta». Dunque, la qualità.

Fonte: qui