Privacy Policy L'effetto-Draghi è solo temporaneo. Le borse torneranno a scendere | 9 Dicembre Forconi
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L’effetto-Draghi è solo temporaneo. Le borse torneranno a scendere

dfd13a08dc3ad42eb053c0ebc0d3906dIl numero uno della BCE favorisce il rimbalzo tecnico delle borse europee, ma probabilmente non si tratta di una reale inversione del trend

La giornata di Giovedì ha premiato la voglia di rivalsa dei principali asset finanziari, sottoposti dall’inizio dell’anno a vendite incessanti da parte dei grandi investitori internazionali.

Il rimbalzo è stato favorito dalle parole di Mario Draghi, numero uno della BCE, che ha anticipato nuove imminenti mosse di politica monetaria ultra-espansive già a marzo. Il governatore dell’Eurotower potrebbe così rafforzare il piano di quantitative easing dagli attuali 60 miliardi di euro al mese e forse tagliare ulteriormente il tasso sui depositi presso la BCE su livelli ancor più negativi rispetto a quelli correnti. Difficile, invece, un taglio del tasso di interesse, che dovrebbe restare invariato al minimo storico dello 0,05%.

L’effetto-Draghi ha favorito la ripresa degli asset rischiosi, in quanto il banchiere italiano ha fatto intendere che la BCE è pronta a intervenire sui mercati per ristabilire la fiducia, nonostante abbia sottolineato che permangono rischi al ribasso per la crescita economica e il tasso di inflazione. Draghi ha ripetuto ancora una volta che non vi sono “limiti tecnici” all’ammontare delle misure potenzialmente applicabili per far risalire l’inflazione e sostenere la crescita. Il numero uno della BCE ha poi sottolineato che non emergono segnali di instabilità finanziaria e che il settore bancario continentale è molto più solido(?) rispetto a quando imperversava la crisi dell’euro e dei debiti sovrani europei.

Draghi ha favorito il rimbalzo delle borse europee, in particolare quella di Milano che ha messo a segno una variazione positiva superiore al 4%. Boom per i titoli del settore bancario, dove spicca la ripresa delle quotazioni di Banca Mps: le azioni dell’istituto di credito di Rocca Salimbeni hanno recuperato quasi il 50% del proprio valore in una sola seduta!

La crisi, però, non è finita e il rimbalzo di ieri potrebbe essere semplicemente un movimento di natura tecnica.

Il sentiment resta molto negativo, per cui è al dir poco prematuro parlare di una vera e propria inversione della tendenza considerando che gli indicatori principali del trend segnalano ancora elevate possibilità di ribasso nelle prossime settimane e considerando inoltre che gli importi dei crediti deteriorati che tengono in pancia, le principali  banche italiane, sono:

UBI:  13,838 miliardi di euro (sofferenze nette 4,187, crediti deteriorati netti 9,651)

Banco Popolare: 14,109 miliardi di euro (sofferenze 6,276, inadempienze probabili 7,493)

Unicredit: 52,143 (esposizione lorda)

MPS: 23,699 (crediti deteriorati)

Ogni banca usa termini leggermente diversi, ma la sostanza non cambia: queste 4 banche hanno da sole la bellezza di 103,789 miliardi di euro di crediti in decomposizione e non è che con le parole o iniettando altra liquidità si possono rimuovere le cause che hanno portato a questa degenerazione.

Bisogna fare tutt’altro per ripristinare il corretto funzionamento dell’economia di un paese, come Noi abbiamo proposto e presentato:

qui.