Privacy Policy LIMONOV: "IL CASO RUSSIA-LEGA? E’ TUTTO UN FAKE. 'BUZZFEED' E’ UNA TESTATA SCREDITATA." | 9 Dicembre Forconi
Crea sito

LIMONOV: “IL CASO RUSSIA-LEGA? E’ TUTTO UN FAKE. ‘BUZZFEED’ E’ UNA TESTATA SCREDITATA.”

“SALVINI NON ERA PRESENTE AL PRESUNTO INCONTRO ALL’HOTEL METROPOL, QUINDI NON GLI SI PUO’ RIMPROVERARE NULLA

DUGIN HA INCONTRATO PIU’ VOLTE SAVOINI? E QUALE IMPORTANZA HA SE SI SONO VISTI

TUTTO QUESTO GIOVA ALLE FORZE CONTRARIE AL RINNOVAMENTO IN ITALIA. BENE O MALE CHE SIA, SALVINI E’ UNA FORZA NUOVA…”

Rosalba Castelletti per la Repubblica

eduard limonov (2)EDUARD LIMONOV 

«Sì, ho letto tutto. Che dire? Innanzitutto BuzzFeed che ha pubblicato l’ audio è una testata screditata. Tradotta alla lettera, vuol dire “nutrirsi di voci”. In passato ha pubblicato articoli sul Russiagate smentiti dallo stesso Robert Mueller. Come si può prenderla sul serio? ». Eduard Limonov, 76 anni, diventato celebre grazie alla biografia romanzata di Emmanuel Carrère, risponde con gli stessi modi spicci con cui nella vita ha fatto tutto e il contrario di tutto. Come fondare il Partito nazional bolscevico, oggi fuorilegge, dalla bandiera nazista ma con falce e martello al posto della svastica, insieme ad Aleksandr Dugin, il politologo russo con cui Gianluca Savoini avrebbe trattato per ottenere finanziamenti per la Lega.

Per Limonov «è tutto un “fake”».

In Italia ne aveva già scritto L’ ESPRESSO

salvini savoini
SALVINI SAVOINI

«Innanzitutto, Matteo Salvini non era presente a questo presunto incontro all’ hotel Metropol, quindi non gli si può rimproverare nulla. I tre russi potrebbero essere chiunque, persino specialisti delle prese in giro…».

Uno dei tre dovrebbe chiamarsi Ilija Andreevich Jakunin. Le dice niente?

«Ho letto che sarebbe molto vicino a Vladimir Pligin. Ricordo che Pligin è stato deputato della Duma, adesso non so che cosa faccia. Non è mai stato in prima fila. Non conta niente e la sua implicazione non prova alcunché».

Ma Jakunin lo conosce?

«Ma che ne so. In Russia ci sono migliaia di Jakunin».

L’ audio come è uscito fuori?

salvini savoini
SALVINI SAVOINI

 «Attorno ai politici girano sempre dei “ragni”, personaggi-ombra, agenti dei servizi segreti. Un politico deve stare attento a chi incontra. Io cerco sempre di avere un dossier sulle persone che mi tocca incontrare. A chi non ha tanta esperienza in politica, possono capitare incidenti del genere».

Insinua che si sia trattato di una trappola?

«Penso solo che sia un “fake” di pessima qualità».

eduard limonov (1)EDUARD LIMONOV 

Perché ora?

«A chi giova tutto questo? Giova alle forze contro il rinnovamento in Italia.

Bene o male che sia, Salvini è una forza nuova. L’ anno scorso sono stato nella sua terra, la Lombardia, e ho conosciuto tanta gente. Mi hanno fatto tutti un’ ottima impressione».

Ha incontrato anche Gianluca Savoini?

«Non le dirò chi ho incontrato. Ho visto tanta gente. Però conosco l’ argomento, non è che parlo soltanto per parlare».

Ma è a conoscenza del fatto che Dugin ha incontrato più volte Savoini?

Perché quest’ interesse per la Lega?

«Che importanza ha se si sono visti?

Ho fondato un partito insieme a Dugin. Che significa? Che Dugin sia un Satana con gli zoccoli? Che c’ è di strano se Dugin è interessato alla Lega? Conosce benissimo l’ italiano per cui non c’ è niente di strano nel fatto che abbia contatti con politici italiani. Io, per esempio, conosco Alain de Benoist, ma non vuol dire niente».

matteo salvini vladimir putin gianluca savoiniMATTEO SALVINI VLADIMIR PUTIN 

Molti in Occidente definiscono Dugin “l’ ideologo di Putin”. È d’ accordo? In che rapporti è con il Lo scrittore bolscevico presidente Putin?

Eduard LimonovEDUARD LIMONOV

«Quello che si dice in Occidente non mi interessa affatto. I complottisti vedono nemici in ogni cespuglio. È una malattia. Sono sicuro che Dugin e Putin non si siano mai visti.

Aleksandr Gelievich è uno studioso puro. Parla cinque lingue e ne legge nove. È un “uomo da libro”, lo definirei così. Tutte le sue iniziative in politica però di solito sono un fallimento».

Stando all’ audio, sarebbe direttamente implicato nella trattativa per finanziare la Lega.

Che cosa pensa del suo coinvolgimento?

«La politica italiana è diventata una cosa vergognosa, simile alla politica russa. Fruga nel gossip».

Dugin è molto vicino a Konstantin Malofeev che Savoini pare conosca bene. Che interessi può avere Malofeev?

«Penso che sia una cavolata, scusi l’ espressione, ma la scriva, per favore.

Scriva che Limonov ha riso in modo antipatico e ha detto che pensa sia una balla».

Nell’ audio, Savoini parla di un asse tra Lega, Fpö in Austria, Afd in Germania, l’ ex Fn Francia. Che ne pensa?

«Vogliono creare una sorta di “Internazionale degli euroscettici”.

limonov e carrereLIMONOV E CARRERE

Alle parlamentari europee hanno guadagnato voti. Tutto cambia: il vecchio non si vuole arrendere, il nuovo vuole vincere. Io sto sempre con il nuovo».

Marine Le Pen ha ricevuto soldi da una banca russa. È possibile che i suoi alleati vengano finanziati da Mosca?

«Penso di no. Sono cauti, sanno che sarebbe rischioso. Gli basta che la borghesia abbia capito che sono il futuro. Salvini di certo ha un futuro.

Milano è una città ricca, si vede che lì la gente ha i soldi. Gli basta, a che gli servirebbero i soldi del Cremlino? Il denaro è dappertutto, non solo qui».

Fonte: qui

P.S. Eduard Limonov, in russoЭдуард Лимонов?, pseudonimo di Eduard Veniaminovič Savenko, Эдуард Вениаминович Савенко, (Dzeržinsk22 febbraio 1943), è uno scrittore e politico russo.

Poeta, autore di romanzi auto-biografici che hanno riscosso successo in FranciaRussia e altri Paesi, guerrigliero nella Guerra civile jugoslava al fianco dei serbi, fondatore con Alexander Dugin e leader del Partito Nazional Bolscevico (successivamente messo al bando), si descrive come un nazionalista moderato, socialista “della linea dura” e attivista dei diritti costituzionali. Come avversario politico di Vladimir Putin e alleato dell’ex campione mondiale di scacchi Garri Kasparov, Limonov è uno dei leader del blocco politico L’Altra Russia.

Lo pseudonimo deriva dal vocabolo russo лимон (traslitterazione: limonlimone) ed è correlato a лимонка (limonka, espressione gergale per la bomba a mano), e gli venne dato dagli amici artisti per il suo stile corrosivo, a tratti esplosivo.[1]

Fonte: qui

Lega e fondi russi: «Savoini nella delegazione Salvini», ma per lo staff del vicepremier è falso. 

La Procura sentirà il «secondo uomo»

«Savoini faceva parte della delegazione di Salvini in veste di membro dello staff del ministro». Lo scriveva il 17 luglio 2018 Gianluca Savoini in una email inviata a Buzzfeed, che oggi il sito pubblica online, ma lo staff di Salvini smentisce categoricamente: «Non era nella lista ufficiale né a luglio né ottobre 2018».

© Fornito da CED Digital & Servizi S.R.L.

Lo staff di Salvini: «Non era nella lista ufficiale né a luglio né ottobre 2018». «Lunedì scorso (il 16 luglio, ndr) Savoini faceva parte della delegazione di Salvini in veste di membro dello staff del ministro». Lo scriveva il 17 luglio 2018 Gianluca Savoini in una email inviata a Buzzfeed, che oggi il sito pubblica online. Il riferimento è alla visita di Salvini a Mosca del 16 luglio 2018. Ma lo staff del ministro smentisce categoricamente: «Savoini non era nella delegazione ufficiale del ministro dell’Interno partita dall’Italia. Idem il 17 e 18 ottobre 2018», date della successiva visita a Mosca.

Russia e Lega: Salvini e Savoini insieme a conferenza stampa del 2018, poi gli sguardi si incrociano (Corriere TV)

Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)

«Non ho ufficio a ministero ma collaboro direttamente con Matteo Salvini a seconda delle sue richieste. Conoscendoci da sempre». È il testo di una mail pubblicata da Buzzfeed e che il giornalista Alberto Nardelli(GIORNALISTA??? CLICCA QUI) spiega di aver ricevuto da Gianluca Savoini il 17 luglio 2018. In risposta alle domande del sito di informazione, in un’altra email che sarebbe stata scritta in terza persona, lo stesso giorno, dallo stesso Savoini, si legge: «Il dottor Savoini collabora da sempre con il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, essendo iscritto al partito dal 1991».

«Ha collaborato – prosegue il testo, pubblicato da Buzzfeed senza l’indirizzo email del mittente – all’organizzazione di tutte le visite del sen. Salvini in Russia come si può vedere in rete e sul profilo dell’associazione culturale Lombardia Russia, in quanto a nostro parere (e anche secondo il presidente Trump, visto il vertice di Helsinky con il presidente Putin) la Russia è un partner fondamentale per tutte le nazioni democratiche nella lotta al terrorismo internazionale».

«Savoini ha quindi incontrato insieme a Salvini non soltanto il presidente Putin, ma anche il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, il responsabile per le relazioni internazionali di Russia Unita Sergey Zheleznyak, il presidente della Duma (anno 2014) Sergey Narishkin e ha attivamente lavorato per organizzare le conferenze stampa di Salvini in Russia», prosegue l’email. «Lunedì scorso – si legge ancora – Savoini faceva parte della delegazione del Ministro Salvini in veste di membro dello staff del Ministro, così come ha sempre fatto parte dello staff di Salvini quando era soltanto segretario politico senza incarichi di governo».

La Procura sentirà il presunto «secondo uomo». Prima dovranno essere effettuati alcuni accertamenti per capire se sia davvero lui il ‘secondo uomo’ presente lo scorso ottobre alla presunta trattativa sulla compravendita di petrolio all’Hotel Metropol di Mosca. Dopodiché nei prossimi giorni sarà convocato in Procura a Milano non si sa, in quanto deve ancora essere deciso, se come indagato o come persona informata sui fatti.

È quel che dovrebbe accadere a Gianluca Meranda, il legale che oggi, con una lettera pubblicata sul quotidiano La Repubblica, ha spiegato di essere lui uno dei due italiani che, accanto a Gianluca Savoini, il presidente leghista dell’associazione LombardiaRussia indagato per corruzione internazionale, ha partecipato all’incontro con altri russi nel quale, come emerge da un audio agli atti dell’inchiesta, si è parlato di un ‘affarè sul petrolio per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega. Nella lettera l’avvocato ha spiegato che la trattativa «ci fu, ma alla fine non si perfezionò». 

Fonte: qui