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Un programma per l’Italia

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L’Italia e l’Europa
L’Unione monetaria europea sta attraversando dallo scorso anno una
delle più gravi crisi della sua storia. La situazione attuale, meglio
conosciuta come la “crisi dell’euro”, causata dall’enorme debito
pubblico di alcuni paesi membri e del settore bancario, minaccia
l’integrazione europea nel suo insieme. E’ stato necessario salvare la Grecia(default pilotato), l’Irlanda, il Portogallo e ora la Spagna dalla
bancarotta, attraverso aiuti finanziari europei comuni, il cui
obiettivo era di garantire la solvibilità di questi stati ed evitare il
fallimento nazionale che avrebbe avuto ripercussioni imprevedibili per
lo spazio monetario europeo. L’Unione europea ha stanziato un aiuto

provvisorio per un totale di 750 miliardi di euro che, a partire dal
2013, dovrà portare alla creazione di un meccanismo europeo di
stabilità(MES). Era ed è un obbligo sostenere congiuntamente gli stati
europei colpiti da una grave crisi finanziaria e istituire un
meccanismo di protezione stabile dell’euro nel suo complesso. Le
misure di protezione ed i piani di salvataggio sono oggi ancora troppo
limitati e possono non essere sufficienti a fare uscire l’Europa e la
moneta unica fuori dalla crisi. Essi affrontano solo i sintomi ma non
cercano di capire e di contrastare le cause profonde delle crisi
finanziarie degli stati e delle banche. Bisogna dunque riformare in
profondità la politica economica, finanziaria e sociale europea nel
quadro di un governo economico europeo democraticamente legittimato e
dotato di ampi poteri di intervento. I capi di stato e di governo
europei, in maggioranza conservatori e liberali, e soprattutto la
cancelliera tedesca e il presidente Sarkozy, si sono rifiutati per
troppo tempo di discutere di una governance economica europea.
Non l’hanno saputa anticipare e hanno dimostrato di non avere quella
visione politica di cui l’Europa avrebbe avuto bisogno durante la
crisi. L’Europa
governata dai conservatori ha esitato troppo. Le decisioni assunte
all’ultimo Consiglio di Marzo 2011- riforma del patto di stabilità e di
crescita, accordo sui principi di un meccanismo di stabilità europeo
permanente e su un patto per l’euro – sono ben al di sotto del grande
slancio politico necessario ad attuare un vero governo economico
europeo. Sono iniziative incentrate sul rigore di bilancio,
sull’austerità, considerata come la via maestra per far uscire l’Unione
europea dalla crisi.
Si tratta di un approccio alquanto sbagliato e pericoloso. Riduce la
crisi monetaria europea ad una crisi di indebitamento dei paesi
membri e dimentica così totalmente la causa principale della crisi
attuale dell’euro: la crisi dei mercati finanziari internazionali
scatenata da un’enorme speculazione che ha costretto a più riprese gli
Stati membri dell’Unione europea ad indebitarsi per impedire il
crollo totale dei mercati finanziari.

Sono i contribuenti che alla fine pagheranno il conto della crisi.
Per colpa dei conservatori europei, le banche e gli speculatori, le cui
operazioni finanziarie rischiose hanno provocato la crisi stessa, ne
usciranno senza alcuna conseguenza. Questo non può essere né
economicamente né socialmente accettabile. Le iniziative e le riforme
attuali sono insufficienti perché prescrivono una via, quella
dell’austerità economica, come unico rimedio universale per tutti i
paesi membri. Esse dimenticano le disparità economiche e gli squilibri
esistenti tra gli stati membri dell’UE e, cosi facendo, rischiano di
accentuare le fratture economiche invece di sanarle. Un esempio: le
ricette economiche adottate in Grecia per risolvere la crisi sono assai
eloquenti di tale disfatta. La troika (ovvero la commissione europea
di Bruxelles, la Bce e il Fondo monetario internazionale) con la
ricetta di «sangue, lacrime e sudore» applicata all’economia greca ha
prodotto difatti risultati catastrofici sia nella sua società che nella
sua economia. Destino che sarà riservato a tutti gli stati membri
dell’Unione Europea, in tempi diversi, qualora continuassimo con tali
inutili e soprattutto dannosi provvedimenti.
Anche le stesse privatizzazioni sono state un completo fallimento per la collettività.
In Italia abbiamo svenduto ai privati (senza diminuire il debito
pubblico), le banche, le telecomunicazioni, le autostrade, l’energia
per citare solo alcuni dei casi più eclatanti. E che cosa abbiamo
ottenuto a distanza di un decennio dall’operazione di vendita? Che i
costi sono pesantemente aumentati! Non è quindi vero che i privati
gestiscono meglio e al costo più basso, ma abbiamo creato solo le
migliori opportunità a chi vuole vivere di rendita.
Hanno mandato a casa molti dipendenti, non hanno più investito sulle
loro attività ad eccezione del settore energetico, che è (guarda
caso) ancora controllato dallo stato italiano, e la maggior parte
delle aziende privatizzate sono piene di debiti ed impossibilitate ad
investire.

In breve i costi dei servizi privatizzati aumentano per il semplice fatto che i privati
richiedono il profitto a differenza dello Stato che lo trascura, ma
soprattutto lo Stato investe cosa che i privati stentano troppo spesso
a fare, perché tendono ad impiegare il minor denaro possibile
nell’attività.
In definitiva mancando gli investimenti abbiamo un servizio peggiore
al costo più alto. Quindi basta alle privatizzazioni inutili e
controproducenti per la collettività.
La nostra Proposta?
Questa non è solo una crisi monetaria e finanziaria, ma prima di
tutto è industriale e sociale visto le enormi quantità di energia che
consumiamo per far funzionare le nostre società. Energie che cominciano
a scarseggiare e diventano giorno dopo giorno sempre più costose. Non
possiamo non tener conto che è questo fattore, in realtà, quello
scatenante la crisi.Pertanto non ci può essere crescita senza investire
in maniera cospicua nella ricerca per avere altre fonti di energia che
abbiano la stessa economicità ed abbondanza che ha avuto il petrolio
negli ultimi 100 anni. Per far ripartire la crescita è quindi
impensabile parlare di un rilancio dei consumi, processo che
richiederebbe lo sfruttamento delle risorse naturali del pianeta, già
ampiamente sovra sfruttate e non più economicamente disponibili a
partire dalla fine degli anni Settanta. Infatti, da allora in poi,
tutti i tentativi volti a riprendere il cammino della crescita
economica hanno comportato più costi che benefici.
Pertanto indichiamo due percorsi da fare parallelamente nell’immediato:

  • un piano ventennale per portare il 50% dell’energia attualmente
    consumata ad essere prodotta da fonti completamente rinnovabili;
  • investimenti ingenti nella ricerca di nuovi modi per produrre energia con attenzione alle rinnovabili e alla fusione nucleare.

Contemporaneamente al tema energetico, occorrerà sviluppare un piano per la ricerca della piena occupazione grazie a:

  • una rilocalizzazione sistematica delle attività utili(agricoltura, industria, ecc … )
  • una riconversione progressiva delle attività non più utili
    o nocive come ad esempio il nucleare (fatto con la fissione
    dell’atomo)
  • una diminuzione di spesa per gli armamenti
  • una riduzione programmata e significativa dell’orario di lavoro.

Naturalmente, questo programma è più facile da enunciare che
da realizzare. Questo programma, in principio, seppur di leggera
decrescita non pretende di fare economia di sangue, di lacrime e di
sudore, ma di aprire la porta della speranza. In fondo, questo
corrisponde a quanto proponevano Enrico Berlinguer, Aldo Moro e Giorgio
Almirante già nel 1977 sotto il nome di austerità, che si deve però
intendere nel senso della nostra abbondanza frugale: “Per noi
l’austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del
superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e
di fondo, non congiunturale, di quel sistema i cui caratteri
distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di
particolarismi e dell’individualismo più sfrenato, del consumismo più
dissennato” ». Non a caso era un pensiero comune di tre rappresentanti
che ideologicamente non avevano niente in comune se non il benessere
del popolo italiano.
Come lo attuiamo?
Per fare tutto questo è necessario il ricorso all’emissione di
cartamoneta e quindi a un’inflazione controllata (diciamo circa il 3
per cento all’anno) rivedendo pertanto gli accordi comunitari.
Vogliamo una maggiore integrazione europea, ma dei POPOLI e non
delle banche, come è adesso. Pertanto chiediamo di modificare i
trattati firmati anche dall’Italia per permettere agli stati membri,
con certi vincoli, di esercitare la sovranità monetaria sulla carta
moneta e promuovere non i consumi, ma solo gli investimenti
infrastrutturali. Come? Riprendendoci l’emissione delle banconote da
parte dello stato, modificando i trattati europei al fine di:
“Consentire l’emissione monetaria diretta da parte di ciascun stato
aderente all’Euro a fronte di investimenti in infrastrutture, per un
ammontare massimo pari al 3% del Pii, in modo da non generare una
consistente inflazione monetaria. Rimarrebbe inalterato il vincolo al
deficit di bilancio previsto dal trattato di Maastricht, e ciò
comporterebbe il pareggio di bilancio per tutti gli stati membri,
mentre l’emissione della carta moneta da parte dei singoli stati
avverrebbe solo sotto stretto controllo della BCE, per le sole spese in
infrastrutture. AI mancato rispetto del suddetto vincolo, seguirebbero
immediate sanzioni da parte della BCE attraverso la limitazione, fino
all’azzeramento, delle successive emissioni monetarie statali.”

Se non fosse possibile fare una vera integrazione europea dei popoli è
evidente che non rimane altro che rimettere in doppia cicolazione la
nostra moneta, la Lira, effettuando le seguenti operazioni:

  • nazionalizzazione delle funzioni di banca centrale
  • emissione a credito della nuova Lira per pagare gli investimenti effettuati dello stato

Vi ricordiamo che lo stato italiano possiede tutt’ora una
struttura bancaria ben radicata nel territorio quale è le Poste Italiane
S.p.A.

Le operazioni, prima citate, sono funzionali a liberare le risorse
per la seconda fase che è quella che ci permetterà di sviluppare il Programma per lItalia:


Stato e Cittadini

L’organizzazione attuale dello Stato è burocratica, costosa e
inefficiente, vogliamo una profonda e completa riforma del modo di
operare dello stato, iniziando dal Parlamento che non rappresenta più i
cittadini che non possono scegliersi il candidato, ma solo il simbolo
del partito.
Siamo promotori di una rivoluzione culturale e sociale che porti ad una maggiore tutela di tutti i cittadini.
Vogliamo eliminare ogni forma di differenza nei territori italiani;
non devono esistere cittadini di serie A e altri di serie B, per nessun
motivo; i servizi devono essere efficienti in tutto il paese da nord a
sud da Bolzano a Lampedusa.
Difendiamo il cittadino che non ha un lavoro o che vive di sola
pensione, chi non è assistito dalle istituzioni e chi viene emarginato
per qualunque motivo.
Siamo per il rispetto, pari dignità ed opportunità, bandiamo pietismo e menefreghismo.
Siamo promotori di leggi a favore dell’assunzione (per diritto) di
cittadini diversamente abili e vogliamo il totale abbattimento di tutte
le barriere architettoniche e strutturali ed infine, ma non per
importanza nella nostra scala di valori, migliori politiche sociali ed
assistenziali, per poter finalmente raggiungere l’obiettivo di difendere
i sacrosanti diritti ed una decorosa esistenza per ogni portatore di
“diversa abilità” (invalidità civile) e pensionati.

  • Attuare la Costituzione
  • Abolizione delle province

  • Ridurre il numero degli onorevoli della Camera a 300.

  • Ridurre il numero dei Senatori a 150.

  • Superare il bicameralismo perfetto, trasformando il Senato in Camera delle autonomie locali

  • Dimezzare il finanziamento pubblico ai partiti

  • Ridurre ad un terzo il numero dei consiglieri regionali e comunali

  • Dimezzare il numero dei dirigenti pubblici

  • Eliminazione dell’immunità Parlamentare, tutti i cittadini devono essere uguali davanti alla legge
  • Abolizione del Lodo Alfano

  • Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica

  • Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, quali indennità, vitalizi e pensioni privilegiate

  • Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato

  • Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)

  • Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati

  • Sistema elettorale della proporzionale secca con sbarramento al 5 % con premio di maggioranza sia per camera che per senato.

  • Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato

  • Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action

  • Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare

  • Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria

  • Semplificare le procedure amministrative e ridurre gli oneri amministrativi del 30% entro il 2014

  • Velocizzare gli iter burocratici

  • Eliminazione delle auto blu, lasciarle solo alla prime 4 cariche dello Stato

Giustizia

Processo civile:

  • Prevedere ampie possibilità conciliatorie

  • Ampliare i poteri di ufficio del giudice, con l’obiettivo di completare ogni singolo grado di giudizio nell’arco di un anno

  • Introdurre la figura del giudice monocratico per i processi civili di appello

Meno formalismi, più efficienza:

  • Snellire le procedure sia in ambito penale che in ambito civile.
    Informatizzare i processi per quanto riguarda notifiche, copie di atti,
    verbalizzazioni

  • Introdurre filtri per il ricorso in Cassazione

  • Depenalizzare i reati più lievi per consentire all’autorità giudiziaria di concentrarsi su quelli più gravi

  • Aumentare gli organici dei magistrati nelle regioni ad alta incidenza criminale

  • Proibire ai magistrati consulenze ed arbitrati

  • Rafforzare la normativa sulla cooperazione giudiziaria internazionale e sulle rogatorie

  • Garantire trasparenza nell’assegnazione dei fondi pubblici italiani ed europei

Perché chi delinque paghi davvero:

  • Inasprire il regime carcerario per i mafiosi

  • Migliorare la normativa sui collaboratori di giustizia, ampliando il
    termine entro cui poter rendere dichiarazioni all’autorità
    giudiziaria

  • Individuare pene certe e processi più rapidi, con la possibilità di applicazione ella pena dopo il secondo grado di giudizio

  • Difendere la possibilità di utilizzare il fondamentale strumento delle intercettazioni telefoniche ed ambientali

  • Sospendere la prescrizione dei reati dopo il rinvio a giudizio

  • Prevedere ampie forme di azioni collettive a tutela dei diritti dei cittadini

  • Reintrodurre il delitto di falso in bilancio ed appesantire le pene nei casi in cui ci sono generano gravi dissesti finanziari

  • Rendere più incisiva la legge contro il voto di scambio

  • Introdurre il reato di auto-riciclaggio, per agevolare l’accertamento e la confisca dei beni frutto di attività criminosa

  • Inasprire le sanzioni a carico degli evasori fiscali

Sicurezza

Più attenzione alle forze dell’ordine:

  • Aumentare gli organici e razionalizzarne l’impiego sul territorio

  • Suddividere le competenze tra polizia giudiziaria e chi svolge attività di prevenzione e controllo sul territorio

  • Adeguare i salari delle forze dell’ordine. Razionalizzare le spese
    di rappresentanza ( esempio di Roma dove nel 2012 sono state acquistate
    60 auto nuove per giunta di marca tedesca da 70.000 euro ognuna per i
    primi dirigenti) quando le auto di servizio, obsolete, stanno ferme
    in riparazione da 6 mesi per mancanza di pezzi di ricambio.

  • Negli uffici amministrativi della polizia di stato meno poliziotti più impiegati civili

  • Istituzioni nelle grandi città di piccoli commissariati ( posti di
    polizia ) con pochi agenti ma diffusi sul territorio ( presenza dello
    stato ) in aggiunta alle stazioni dei Carabinieri.

  • Incremento del numero delle telecamere non solo nel centro città.

  • Istituzione dfinitiva del poliziotto di quartiere.

Economia, Lavoro e Impresa, Energia

  • Utilizzo dei contratti di solidarietà
  • Diminuire la cassa integrazione ordinaria fino a un max di 26
    settimane e contemporaneamente utilizzare il denaro risparmiato in
    corsi di riqualificazione professionale o sgravi fiscali alle società
    che reimpiegano il cassaintegrato

  • Riconoscere gli ammortizzatori sociali ai precari ed a tutti coloro che ne sono privi.

  • Favorire con sgravi fiscali, le assunzioni a tempo indeterminato abbattendo il costo del lavoro

  • Prevedere la copertura nei periodi di maternità, malattia e infortunio per le partite Iva con reddito inferiore ai 20.000 euro

  • Rimodulare le aliquote fiscali, contemporaneamente all’eliminazione
    dei meccanismi anomali delle deduzioni fiscali e completo taglio dei
    fondi incentivanti le imprese in modo che a regime si abbia la seguente
    tassazione sia per i lavoratori che per le imprese contemporaneamente
    alla rimodulazione delle aliquote fiscali eliminazione dei meccanismi
    anomali delle deduzioni fiscali e completo taglio dei fondi
    incentivanti le imprese:

  1. fino a 7.000 E totalmente esente

  2. fino a 15.000 al 15%

  3. fino a 25.000 al 25%

  4. oltre al 30%

  • Stop al processo delle privatizzazioni, perchè inutile e sul lungo
    periodo comporta solo un aumento dei costi insostenibile alla
    collettività

  • Ricostruire aziende di stato che hanno il compito di creare
    occupazione nel paese e creazione di un circuito interno basato sul
    made in italy che si batta per la produzione, la promozione di prodotti
    di qualità e la rilocalizzazione delle attività produttive.
  • Stop alle agevolazioni alla grande impresa

  • Abolizione dell’Irap
  • Aumentare le agevolazioni all’agricoltura per consentire una migliore gestione del territorio

  • Sviluppo dell’autostrada digitale a fibra ottica e fornire la banda
    larga almeno al 95% della popolazione e contemporaneamente sviluppare
    il telelavoro, l’e-learning, l’e-government, l’impresa – la sanità –
    la giustizia – la sicurezza digitale e la gestione energetica
    intelligente.

  • Sviluppo delle ferrovie al Sud e potenziamento di quelle per il trasporto regionale
  • Sviluppo delle infrastrutture di base: strade, ferrovie, scuole, asili laddove il paese è più carente
  • Eliminare l’anticipo d’imposta, prevedere il versamento dell’lva a pagamento avvenuto

  • Accelerare i pagamenti della Pubblica Amministrazione ed i rimborsi d’imposta

  • Vietare agli imprenditori ed alle società ad essi collegate, se
    condannati in via definitiva per delitti associativi e di corruzione,
    di partecipare alla gare per la fornitura di opere e servizi pubblici

  • Semplificare le procedure amministrative e gli iter burocratici

  • Favorire i processi di aggregazione delle PMI

  • Ridurre ulteriormente il carico fiscale alle imprese che investono
    in ricerca, innovazione, risparmio energetico ed assumono personale a
    tempo indeterminato

  • Aumentare gli investimenti per lo sviluppo delle energie rinnovabili
  • Investire ingenti risorse sulla ricerca nella fusione nucleare sia calda che fredda
  • Le royalties pagate al governo italiano dalle multinazionali
    petrolifere, per la ricerca e lo sfruttamento sia terrestre che
    marittimo vengano portate dall’attuale 4%all’80 %uniformandosi cosi’ ai
    paesi europei

  • Venga assolutamente vietata la ricerca di idrocarburi in presenza di aree marine e terrestri protette

  • Considerato l’alto potenziale di rischio dell’adriatico, essendo un
    mare chiuso, sia attuato il divieto assoluto di ricerca di idrocarburi e
    prospezioni geosismiche

Pensioni

  • Cancellare l’ultima riforma delle pensioni perché complessivamente
    iniqua e contemporaneamente riduce la produttività del lavoro, non
    consentendo il necessario turn-over fra le generazioni

  • Ricalcolare con l’indennità pensionistica con l’ultimo meccanismo di
    calcolo contributivo per le indennità pensionistiche superiori ai
    100.000 Euro lordi annui.

  • Divieto di cumulo qualora una indennità o più indennità superino i 150.000 Euro lordi annui

  • Tutte l’indennità pensionistiche vanno annualmente rivalutate al tasso dell’inflazione

Famiglia, diritti della persona, welfare

  • Riconoscere alle giovani coppie agevolazioni sull’acquisto della prima casa

  • Forte incremento all’edilizia popolare con la prospettiva di riscatto dopo 15 anni

  • Istituire sussidi mensili alle famiglie numerose, in proporzione al numero ed all’età dei figli

  • Prevedere un sistema di diritti e doveri per le coppie di fatto

  • Garantire, in tema di testamento biologico, libertà e rispetto delle scelte individuali

  • Tutelare le lavoratrici madri

Cultura, Scuola, Università, Sport

  • Ridurre il numero degli alunni per classe nella scuola dell’obbligo, anche in funzione degli spazi fisici disponibili

  • Informatica e lingua inglese tra le materie obbligatorie sin dalla scuola dell’infanzia

  • Stabilizzare il corpo docente ed i precari con eventuali misure di prepensionamento del personale in eccesso

  • Applicare l’articolo 33 della Costituzione, consentendo ad enti e
    privati di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per
    lo Stato

  • Garantire il pieno diritto allo studio agli alunni diversamente abili, con il sostegno di insegnanti specializzati

  • Aumentare i finanziamenti per la manutenzione degli edifici scolastici e l’adeguamento alle norme antisismiche

  • Revisione del sistema delle carriere e di reclutamento dei docenti

  • Mantenere scuole dell’infanzia e primarie anche nei piccoli centri e garantire

  • Collegamenti pubblici gratuiti per le scuole secondarie accentrate nei comuni maggiori

  • Ridefinire la governance delle università e le competenze dei
    diversi organi, distinguendo i compiti di indirizzo da quelli di
    controllo e di gestione

  • Promuovere la formazione tecnico-scientifica in relazione alle
    energie rinnovabili, la fusione nucleare, il riciclo dei rifiuti

  • Raddoppiare gli investimenti nella ricerca

  • Bloccare la moltiplicazione delle sedi e dei corsi di laurea

  • Abbassare il costo delle tasse universitarie

  • Agevolare le esperienze di scambio europeo

  • Riaprire il reclutamento di giovani ricercatori

Sanità

  • Aumentare le risorse per gli ospedali pubblici, con aumento delle
    strutture ed il numero dei posti letto per unità di popolazione,
    potenziamento del pronto soccorso

  • Promuovere campagne di informazione preventiva

  • Promuovere iniziative che favoriscano centri pubblici / privati per
    l’assistenza in lungo degenza per malati in età geriatrica.

  • Individuare percorsi di sicurezza per ridurre il rischio di errori in campo sanitario

  • Sviluppare progetti di educazione scolastica sui rischi collegati al fumo, all’alcool, alle droghe, alla cattiva alimentazione

  • Definire la progressione di carriera, i concorsi, le nomine e gli
    incarichi a livello ospedaliero, universitario e delle ASL – secondo
    criteri esclusivi di merito e professionalità

  • Razionalizzazione intelligente sui territori cittadini dei posti di pronto soccorso e poliambulatori.

  • Istituzioni di visite periodiche di controllo sulla gestione
    ospedaliera da parte del Ministero della Salute congiuntamente alle
    organizzazioni di rappresentanza dei movimenti civici.

Ambiente

  • Impedire il ritorno al nucleare da fissione

  • Difendere l’acqua come patrimonio pubblico

  • Favorire l’edilizia biocompatibile e la bioarchitettura con incentivazioni e sgravi fiscali

  • Dare piena esecuzione agli impegni assunti con il Protocollo di Kyoto sul riscaldamento globale ed il clima

  • Incentivare il riciclo dei rifiuti portando la raccolta
    differenziata all’90%, ridurre gli smaltimenti in discarica e negli
    inceneritori

  • Introdurre nel codice penale specifici reati ambientali, con sensibile aggravamento delle pene

Immigrazione

  • Avviare una politica comune europea sull’immigrazione

  • Nuova normativa che non preveda il reato di immigrazione clandestina

  • Norme di controllo più severe sul mercato del lavoro clandestino

  • Stipulare trattati internazionali che permettano di far scontare le
    pene, in condizioni di reciprocità, nei paesi di origine dei
    condannati

  • Riconoscere alle famiglie residenti ed in regola il diritto al voto amministrativo

  • Favorire la scolarizzazione dei figli degli immigrati

  • Incoraggiare l’imprenditorialità degli stranieri