Privacy Policy MERKEL E MACRON: INIZIA LA FINE DELL’EURO! | 9 Dicembre Forconi
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MERKEL E MACRON: INIZIA LA FINE DELL’EURO!

Premesso che da tempo conosciamo il trasporto di Emmanuel Macron per le donne di una certa età…

… il presunto feeling ritrovato tra Francia e Germania a scapito dell’Italia raggiunge la perfezione, quasi studiato nei minimi particolari per provocare il nuovo governo.

Tralasciamo per un attimo il goffo tentativo di fare passare un bozza di accordo semplicemente demenziale nella quale si imponeva di respingere tutti i migranti economici verso il Paese di primo approdo con contorno di amenità varie.

ignoriamo pure le affermazioni di un signore che la psicopatologia definirebbe ad essere buoni disturbato, definire lebbrosi coloro scelti dalla maggioranza del Paese significa far finta di capire che la vera lebbra di questa epoca, i veri lebbrosi sono i banchieri come lui, coloro che hanno impestato l’economia reale con l’ingegneria finanziaria.

Il video di cui sopra, la sua reazione al saluto alla mano di un adolescente è davvero sopra le righe.

In realtà a noi interessa a sottolineare cosa i due signori ingenuamente avevano i mente di fare per salvare le loro banche imbottite di derivati, le più pericolose d’ Europa…

Macron e Merkel mettono all’angolo le banche italiane sui crediti deteriorati ma si scordano dei derivati tedeschi e francesi

“Per i nuovi npl, sosteniamo la proposta della Commissione europea e della Bce sugli accantonamenti”. Il riferimento è alla proposta, che ha incontrato una netta opposizione dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, di svalutare al 100% in due anni i crediti deteriorati non garantiti. Per gli npl garantiti, invece, è previsto che la copertura avvenga nell’arco di otto anni. “Faremo tutti gli sforzi possibili affinché la proposta della Commissione europea venga adottata entro la fine del 2018″, scrivono Francia e Germania nel documento congiunto.

“Per gli stock di npl già esistenti:

Dovrebbe essere introdotto un obiettivo del 5% degli npl lordi (sul totale dei crediti lordi della banca, ndr) e del 2,5% degli npl netti (sul totale dei crediti netti della banca, ndr) per tutte le banche. Le autorità competenti definiranno strategie individuali per la riduzione degli stock di npl da parte degli istituti di credito di dimensioni rilevanti.
Dovrebbe esserci un appropriato monitoraggio da parte dell’Ssm (Single supervisory mechanism, il nuovo meccanismo unico di vigilanza operativo dal 2014, ndr) e dell’Eba (European Banking Authority, ossia l’Autorità bancaria europea, ndr) per verificare i progressi fatti.
Gli Stati membri/banche che non raggiungeranno questi obiettivi dovranno fare sforzi specifici anche nella cornice delle norme che disciplinano le insolvenze per raggiungere gli obiettivi in un breve lasso di tempo.

Chiaro ora cosa hanno tentato di fare?

Per fortuna questa volta non ci riusciranno abbiamo potere di veto ovunque o il loro giocattolo preferito, l’euro salta.

Intanto iniziamo da qui dalle banche di credito cooperativo, mentre la Germania chiede di escludere dalla supervisione della BCE tutto il suo sistema finanziario pubblico, sparkassen, landesbanken e raiffeisen…

Fonte: qui