Privacy Policy Pd scandalo emiliano | 9 Dicembre Forconi
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Pd scandalo emiliano

img_14954-300x223Da sempre l’Emilia è un feudo del Pd, in tutte le sue declinazioni, dal Pci ad oggi, anzi di più, una proprietà.

L’intreccio tra partito, sindacato e cooperative ha dominato per anni la vita economica della Regione, in un vortice di porte girevoli, dove i dirigenti passavano dal partito al sindacato, da lì, alla cooperazione e ritorno, nel giro erano ovviamente comprese le numerose società pubbliche o partecipate.

Anche oggi le cose stanno così, la giunta di Reggio Emilia, ad esempio, presenta numerosi assessori di derivazione cooperativa.

Ora il giocattolo, non diciamo che si è rotto, ma presenta numerose crepe, molte coop sono fallite, mangiandosi in parte o del tutto il prestito dei soci, altre sono in bilico, molte sono indagate per il sospetto di aver pagato tangenti, né più né meno degli imprenditori privati.

Le indagini sulle mafie, ben radicate in Emilia, hanno portato alla luce intrecci con le cooperative medesime. Il consumo del territorio è stato per anni il carburante che ha consentito a molte coop di diventare dei giganti. Tutte cose viste e seppur con discrezione, descritte sui giornali.

Eppure, nonostante tutto questo, fa sensazione che la magistratura stia indagando diversi esponenti politici e amministratori del Pd, per aver “minacciato” una loro collega, Isabella Conti, sindaco di S Lazzaro di Savena, nel bolognese, che ha cancellato una colata di cemento di 600 villette, autorizzata dal suo predecessore Aldo Bacchiocchi, oggi indagato assieme al sindaco di Castenaso, Sermenghi, che nella sua giunta ha chiamato la sorella del Premier Renzi, al direttore della Lega coop di Bologna. Gamberoni e altri.

Tra i costruttori delle 600 villette, la coop Cesi di Imola e la Coopcostruzioni.

Se vere, le accuse sono gravi, non tanto penalmente, ma perché portano alla luce il fatto che il sistema di potere sopra descritto è intatto e non accetta deviazioni.

Se c’è un potere così condizionante, ci chiediamo a cosa servano le elezioni, se i piani regolatori e commerciali vengono scritti altrove.

Al momento il premier ha telefonato ad Isabella Conti, vedremo se la rottamazione avverrà o si fermerà a S Lazzaro.

Anche se è difficile che venga rottamato un sistema che porta voti e sponsorizzazioni, siamo più propensi a pensare che al prossimo giro elettorale, la signora Conti perderà la sua carica e non ne sentiremo più parlare. Pronti a chiedere venia se accadesse il contrario.

Fonte: qui