Privacy Policy Perché il pareggio di bilancio significa catastrofe economica | 9 Dicembre Forconi
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Perché il pareggio di bilancio significa catastrofe economica

arton41009-b973aPerché il pareggio di bilancio imposto dall’autorità porta ad una catastrofe economica.

Questa è la traduzione di un articolo uscito su Forbes che, con altri che posteremo, descrive un punto di vista differente rispetto a quello tradizionale. In questo caso, differente da quello improntato alla mera austerità calata dall’alto, con il pareggio di bilancio, e presentata come una necessità ineluttabile.

Sembra che quelli a Washington si stiano preparando, ancora una volta, a rendere la nostra situazione economica anche peggiore di come sia già. Abbiamo navigato tra il baratro fiscale, il sequestro, e altri tentativi di rendere il governo fiscalmente “responsabile”, e abbiamo schivato una pallottola solo pochi giorni addietro rispetto alla chiusura dell’Homeland Security. Ma ci sono molti – tra i responsabili politici ed il pubblico in generale – che sono convinti che una delle nostre priorità, nel breve termine, debba essere la riduzione della spesa pubblica.
Anche Chuck Norris ha deciso di prendere una posizione nell’arena politica relativamente al pareggio di bilancio. Pronti per una nuova assemblea costituzionale americana?

Questa è a dir poco follia. Non c’è assolutamente alcun dubbio che muovendosi per cercare di equilibrare il bilancio si incontrerà lo stesso successo che si ebbe nel 1937, quando il risultato fu di aumentare la disoccupazione dal 14% al 19%.

Ho già scritto relativamente a questo argomento molte volte, quindi oggi mi limiterò a fare solo tre considerazioni:

1. È impossibile che gli Stati Uniti possano essere costretti a fare default sul debito. Questa non è un’opinione o una previsione, è un fatto. Il nostro debito non è in pesos, euro o yen, è in una moneta che possiamo stampare – dollari. Stampare dollari può avere altre conseguenze (anche se in un’economia ad un livello inferiore alla piena occupazione, probabilmente non ne avrebbe), ma significa pure che non possiamo mai rimanerne senza. Linea di fondo: che gli Stati Uniti possano essere costretti ad un default sul debito è logicamente impossibile. Dovrebbe essere completamente fuori dal tavolo come argomento di discussione e chi crede altrimenti, semplicemente, non capisce i fondamenti economici. (Per approfondire, si veda il perché non è possibile fare default per gli Stati Uniti.)

2. Il settore privato ha bisogno della spesa governativa (perché il settore privato necessità che il governo spenda denaro). Il driver primario dell’economia è la spesa per investimenti fisici, oppure le spese che le aziende intraprendono per aumentare la loro capacità (si veda, per esempio, il perché avvengono le recessioni).

Sfortunatamente, gli investimenti sono molto instabili e perciò ci troviamo a lottare per raggiungere il livello del PIL che creerà abbastanza lavoro per impiegare tutti quelli che vorrebbero lavorare.

Questo è particolarmente vero quando si prova a recuperare da una recessione, dacché quelli che potrebbero spendere nel settore privato hanno, giustamente, troppa paura per farlo. Questo lascia un gap che solo un ente può colmare: il governo.

A differenza degli affari, il governo non deve generare profitti.

Infatti, noi non vogliamo questo, perché quando il governo ha un profitto significa che noi abbiamo sopportato una perdita!

È un fatto inconfutabile di contabilità che se qualcuno guadagna più di quanto spende, poi altri devono spendere più di quanto guadagnano. Quando il governo federale degli Stati Uniti è in disavanzo, il resto di noi è in avanzo. E quando il governo riduce il suo disavanzo, come molti sostengono dovrebbe fare, il nostro avanzo si riduce con quello.

3. Non abbiamo bisogno di guardare troppo lontano in termini di esperienze recenti per vedere che questo si è già verificato. L’ufficio nazionale della ricerca economica ha datato la fine della recessione causata dalla crisi finanziaria nel secondo trimestre del 2009. Questo è stato ventidue trimestri fa. Da allora, la crescita è stata lenta, con una media annuale di crescita del PIL (indicizzato all’inflazione) del 2.37%. In generale, calcoliamo che l’economia abbia bisogno di crescere circa del 2.5%-3.0% per rimanere stabile in termini di occupazione e redditi.

Ora guardate sotto come i cambiamenti nella spesa governativa influenzano questa prestazione.

Non solo il nostro tasso medio di crescita è significativamente più alto quando la spesa aumenta, ma diminuisce in ogni singolo caso dei nostri quattro peggiori trimestri.

  • Crescita media del PIL quando la spesa governativa aumenta: 3.37%
  • Crescita media del PIL quando la spesa governativa diminuisce: 1.90%

Non è una differenza da poco.

Detto questo, non sto sostenendo che ci sia una relazione precisa di uno a uno tra la spesa governativa e la crescita economica, ma la correlazione è chiaramente molto forte.

Prendendo in considerazione il contributo più importante del settore privato, per es. la spesa per investimenti fisici, diventa anche più forte.

I dati sotto mostrano la somma dei tassi di crescita della spesa per investimenti e quella del governo e rivelano chiaramente i ruoli assolutamente fondamentali di questi due componenti del PIL.

  • Crescita media del PIL quando la spesa governativa più gli investimenti fisici aumentano: 3.16%
  • Crescita media del PIL quando la spesa governativa più gli investimenti fisici diminuiscono: 0.66%

Concludendo, muoversi per ridurre la spesa governativa non ha nessun senso non solo da una prospettiva teorica. Infatti, possiamo proprio vedere quanto sia stata dannosa dalla prova dei sei anni passati. Quelli a Washington ed il pubblico in generale che credono altrimenti, ci stanno spingendo sull’orlo del disastro. Il resto di noi deve spingere indietro – disperatamente.

Fonte: Forbes (Autore: John T. Harvey)

Fonte: qui