Privacy Policy LA PROCURA CHIEDE 11 ANNI PER DENIS VERDINI PER IL CRAC DEL CREDITO FIORENTINO | 9 Dicembre Forconi
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LA PROCURA CHIEDE 11 ANNI PER DENIS VERDINI PER IL CRAC DEL CREDITO FIORENTINO

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“IL SENATORE VERDINI NE FECE IL SUO BANCOMAT PER I SUOI AMICI”

L’ACCUSA E’ DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E TRUFFA ALLO STATO

CHIESTA LA CONFISCA DI 23 MILIONI DI EURO

Franca Selvatici per “la Repubblica”

Verdini Denis
Verdini Denis

Il senatore di Ala Denis Verdini ha diversi conti in sospeso con la giustizia ma il rischio più alto lo corre a Firenze, la sua città, dove ieri i pm Luca Turco e Giuseppina Mione ne hanno chiesto la condanna a 11 anni per associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, reati bancari e truffa ai danni dello Stato per i quasi 23 milioni di contributi pubblici ricevuti dal Giornale della Toscana, inserto locale del Giornale della famiglia Berlusconi, oltre che da altre testate.

credito cooperativo fiorentino
CREDITO COOPERATIVO FIORENTINO

Il processo – nato da una costola delle indagini dei carabinieri del Ros sulla cricca del G8 e sulla Scuola Marescialli – riguarda da un lato il Credito Cooperativo Fiorentino di Campi Bisenzio, la banca di cui Verdini è stato presidente dal 1990 al 2010, e dall’altro le sue iniziative editoriali. Gli imputati sono in tutto 43 e ieri i pm hanno chiesto la prescrizione per 10 e la condanna a pene comprese fra 1 e 11 anni per gli altri 33, fra cui gli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei (9 anni ciascuno è la richiesta) e l’onorevole Massimo Parisi, “luogotenente” di Verdini nell’editoria, per cui sono stati chiesti 6 anni.

Girolamo Guicciardini Strozzi
GIROLAMO GUICCIARDINI STROZZI

Fra gli imputati anche il principe Girolamo Strozzi, già presidente della Società toscana di edizioni che pubblicava il Giornale della Toscana. Per lui la procura chiede una condanna a 2 anni e 6 mesi. Secondo i pm, Verdini gestiva la banca di cui era presidente «come un bancomat» per i suoi amici e per gli imprenditori Fusi e Bartolomei, praticando una politica creditizia «palesemente in contrasto con le normative e le prassi vigenti nel sistema bancario» e in tal modo distraendo «ingenti somme di denaro» e «compromettendo gli equilibri economico-finanziari della banca», che nel 2010 è stata commissariata da Bankitalia, nel 2012 dichiarata insolvente e infine assorbita da Chianti Banca.

CREDITO COOPERATIVO FIORENTINO
CREDITO COOPERATIVO FIORENTINO

I consiglieri di amministrazione e i sindaci revisori erano «tutti uomini del presidente » – secondo la procura – e nessuno si opponeva alle sue decisioni, anche a fronte di richieste di fido del tutto prive di adeguate garanzie, come alcune di quelle presentate da Riccardo Fusi, «sempre alla disperata ricerca di soldi».

RICCARDO FUSI
RICCARDO FUSI

Quanto all’editoria, Verdini è accusato di aver promosso la costituzione di «un simulacro di cooperativa» che nel 2001 acquisì il 51% delle quote della Società toscana di edizioni, consentendo in tal modo al Giornale della Toscana di ricevere i contributi pubblici riservati alle testate il cui capitale fosse detenuto in maggioranza da cooperative, fondazioni o enti morali senza scopo di lucro.

Una pura finzione, secondo l’accusa, che abbinata ad altri artifizi ha consentito al Giornale della Toscana e ad altre testate del gruppo di ricevere contributi pubblici per quasi 23 milioni fra il 2006 e il 2010.

Somme che ora devono tornare allo Stato, sostiene l’accusa. A tal fine viene chiesta la confisca per equivalente dei beni degli imputati accusati di concorso nella truffa.

Fonte: qui