Privacy Policy QUALI SONO I SINTOMI DEL CORONAVIRUS? | 9 Dicembre Forconi
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QUALI SONO I SINTOMI DEL CORONAVIRUS?

SONO SIMILI A QUELLI DELL’INFLUENZA STAGIONALE ED È PER QUESTO CHE CI SONO NUMEROSI FALSI ALLARMI: FEBBRE, TOSSE, DOLORI MUSCOLARI, DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE E PIÙ RARAMENTE DISTURBI GASTROINTESTINALI E DIARREA

SONO STATI SEGNALATI ANCHE MAL DI TESTA E CONFUSIONE MENTALE. NEI CASI PIÙ GRAVI, SE L’INFEZIONE SI DIFFONDE NEL BASSO TRATTO RESPIRATORIO, È POSSIBILE CHE COMPAIANO ANCHE LE…

Cristina Marrone per il “Corriere della Sera”

I sintomi dell’ infezione da parte del nuovo coronavirus assomigliano a quelli dell’ influenza e delle sindromi parainfluenzali che circolano in questa stagione e questo è il motivo per cui si creano molti falsi allarmi prima che le analisi di laboratorio consentano di arrivare a una diagnosi certa. Febbre, tosse, dolori muscolari, difficoltà respiratorie e più raramente disturbi gastrointestinali e diarrea sono i sintomi più diffusi.

turisti cinesi con la mascherina a roma 7TURISTI CINESI CON LA MASCHERINA A ROMA

Segnalati anche mal di testa e confusione mentale. Nei casi più gravi, se l’ infezione si diffonde nel basso tratto respiratorio, è possibile che compaiano gravi polmoniti (secondo le stime nel 15% dei casi) che possono portare a insufficienza respiratoria acuta. Il virus può diffondersi fino ai reni e causare così insufficienza renale. Non esiste un trattamento specifico per la malattia ma gli studi su potenziali terapie si moltiplicano. In una manciata di casi pazienti gravi sono stati trattati con successo con farmaci antivirali usati contro l’ Hiv ed Ebola.

CORONAVIRUS - TURISTE CINESICORONAVIRUS – TURISTE CINESI

In altre situazioni sono stati somministrati farmaci antimalarici, ma i ricercatori sono per ora cauti perché non esistono dati su larga scala. Quando la malattia provoca polmoniti virali particolarmente gravi si può prendere in considerazione l’ uso dell’ Ecmo, l’ ossigenazione extracorporea, una tecnica di rianimazione che supporta le funzioni vitali attraverso l’ ossigenazione del sangue (in Italia esistono 14 strutture ospedaliere che dispongono di questi dispositivi).

Il periodo di incubazione, cioè il tempo che intercorre tra l’ esposizione al coronavirus 2019-nCoV e il manifestarsi dei sintomi della malattia è stimato tra i 2 e i 14 giorni (con una media di 5,5), più lungo di una normale influenza (1-3 giorni). Questo significa che può essere difficile identificare e isolare i pazienti che hanno già contratto il virus ma che ancora non mostrano sintomi.

controlli sul coronavirus in africaCONTROLLI SUL CORONAVIRUS IN AFRICA

La maggior parte delle persone colpite dal coronavirus guarisce. I pazienti vengono dimessi quando i sintomi spariscono, la temperatura rientra in un range normale per almeno tre giorni e i test sono negativi per almeno due volte a distanza di 24 ore.

È però prematuro parlare di immunità persistente, cioè la sicura impossibilità di episodi di malattia successivi al primo. In genere dopo un’ infezione da virus vengono prodotti anticorpi con effetto protettivo. Tuttavia gli anticorpi potrebbero non durare così a lungo e i guariti potrebbero essere ancora a rischio di infezione. Sussiste poi l’ incognita di possibili mutazioni.

Domani in edicola, gratis con il Corriere della Sera , sarà disponibile un numero speciale di Corriere Salute interamente dedicato al coronavirus. Oltre alle informazioni di carattere tecnico (modalità di trasmissione, precauzioni per proteggersi, metodologie adottate per la diagnosi) sono stati realizzati servizi sulle prospettive per la realizzazione di vaccini o di farmaci per contrastare l’ epidemia, sulle strategie in materia di salute pubblica poste in essere dalle organizzazioni internazionali, a partire dell’ Organizzazione Mondiale della sanità, e nazionali.

Un approfondimento è dedicato al cosiddetti spillover , cioè il passaggio dei virus dagli animali all’ uomo, all’ origine di quasi tutte le epidemie più importanti, come per esempio quella dell’ Hiv. Diverse pagine sono state infine riservate al confronto fra l’ epidemia sostenuta da questo coronavirus e quelle precedenti, sia in termini medici (livello di contagiosità, indice di letalità eccetera), sia in termini economici, storici e culturali.

Viene analizzata, infine, la peculiarità della prima grande infezione «social» della storia.

Fonte: qui

DUE CONIUGI DI TAIWAN PER DIECI GIORNI HANNO VIAGGIATO A ROMA E IN ITALIA E UNA VOLTA RIENTRATA IN PATRIA HANNO SCOPERTO DI ESSERE CONTAGIATI DAL CORONAVIRUS 

I DUE SONO STATI INFETTATI PRIMA DI ARRIVARE IN ITALIA E QUANDO ERANO NEL NOSTRO PAESE NON AVEVANO ANCORA I SINTOMI E DUNQUE LE POSSIBILITÀ CHE ABBIANO CONTAGIATO ALTRE PERSONE SONO BASSISSIME PERÒ…

Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

Per dieci giorni hanno viaggiato a Roma e in Italia, ma erano già stati contagiati dal coronavirus, anche se non lo sapevano. Quando sono tornati a casa, a Taiwan, sono stati ricoverati in ospedale, mentre a Roma, con discrezione, è iniziata la ricerca di tutti coloro che hanno incrociato la coppia. Quelli che hanno avuto contatti più stretti sono stati individuati e isolati. Cosa è successo?

TRAGITTO

Ricostruiamo la storia. I giornali di Hong Kong e di Taipei hanno riportato la notizia. Dimostra come arginare la diffusione del coronavirus di Wuhan sia complicato, in un mondo sempre più piccolo, in cui si viaggia, in cui si rimbalza dal punto A al punto C, magari passando per il punto B. Marito e moglie, età attorno ai 50 anni, con altri due membri della famiglia, partono da Taipei il 22 gennaio con destinazione Roma. Non scelgono un volo diretto con la compagnia taiwanese, ma preferiscono affidarsi a un collegamento in connessione con scalo a Hong Kong.

Quando atterranno in Italia stanno bene e cominciano la vacanza, organizzata chissà quando, magari con grandi aspettative perché Roma e le altre città d’arte rappresentano ancora una meta molto amata dai cittadini dell’estremo Oriente. Tornano in Italia il primo febbraio (sempre con un volo con scalo a Hong Kong), marito e moglie hanno la febbre, e il 4 febbraio vengono ricoverati in ospedale a Taiwan.

Risultano positivi al test: hanno una polmonite causata dal coronavirus 2019-nCoV, vale a dire quello il cui primo focolaio è stato registrato a Wuhan. A quel punto i medici di Taiwan iniziano a indagare perché c’è qualcosa che non torna, visto che l’isola – per ragioni storiche e politiche – ha limitatissime relazioni con la Cina. I due pazienti non hanno avuto contatti diretti con persone che erano state in Cina né tanto meno nella provincia di Hubei. Il 6 febbraio, nel corso di una conferenza stampa, il Centro sulle epidemie di Taiwan annuncia che ci sono due cittadini contagiati, ricoverati in ospedale, dopo un viaggio in Europa.

Il ministro della Salute, Chen Shih-chung, si sbilancia: «Dopo esserci consultati con gli esperti, siamo giunti alla conclusione che il luogo più probabile in cui è avvenuta l’infezione è a bordo dell’aereo da Hong Kong all’Europa, dove la coppia si trovava in uno spazio limitato». Il ministro parla di Europa, ma significa Italia, Roma.

E soprattutto se la ricostruzione degli esperti taiwanesi è esatta, la coppia è stata contagiata nel volo di andata e, dunque, durante la vacanza in Italia, inconsapevolmente, era già infetta. Se non avevano ancora i sintomi e che la febbre è arrivata successivamente quando sono atterrati a Taiwan, questo significa che quando erano in giro per Roma erano asintomatici; dunque le possibilità che abbiano contagiato altre persone sono bassissime. Però non si può sottovalutare questo allarme e, per fortuna, la macchina della sicurezza sanitaria internazionale ha funzionato e le autorità di Taiwan hanno comunicato il problema a quelle italiane.

SICUREZZA

A quel punto si è messa in moto la rete della sicurezza, anche grazie alla task force dei medici al nono piano della Regione Lazio che sta vigilando su tutti i casi sospetti di coronavirus: sono stati individuati i soggetti che hanno avuto contatti con la coppia e sono stati posti in isolamento. Questa storia non deve alimentare paura e irrazionalità, ma in qualche modo può rassicurarci perché comunque dimostra che i sistemi di prevenzione e di comunicazione stanno funzionando.

Il meccanismo è lo stesso che si era messo in moto per i primi due casi di contagiati segnalati in Italia, vale a dire i due turisti di Wuhan atterrati a Malpensa e poi arrivati fino a Roma, passando per Parma, Verona e Firenze. Anche per questi pazienti, c’è stata al ricostruzione di tutti i contatti: partendo da chi ha viaggiato con loro in aereo per finire con l’autista della macchina che hanno noleggiato nel tragitto tra Parma, Firenze e Roma. Tutti sono risultati negativi, compresi anche i dipendenti degli hotel dove hanno soggiornato. Questo significa che il contagio non è comunque automatico. L’Italia ha di recente bloccato tutti i voli per e da Hong Kong e Taipei, un provvedimento che in particolare è stato molto criticato dal governo di Taiwan.

Fonte: qui

WUHAN: PERSONE TRASCINATE FUORI CASA DA AGENTI IN TUTE ANTISETTICHE E POI RINCHIUSE IN CAMPI DI QUARANTENA, UNA DONNA PRESA PER I PIEDI FUORI DA UN SUPERMERCATO PERCHÉ SORPRESA SENZA MASCHERINA PROTETTIVA E MESSA IN ISOLAMENTO, STRADE DESERTE, STRANE DISINFESTAZIONI: ECCO COSA ACCADE NELL’EPICENTRO DELL’EPIDEMIA DI CORONAVIRUS

Da www.ilmessaggero.it

In un video pubblicato dal “DailyMail” si vedono persone portate a forza fuori da casa a Wuhan e rinchiuse in campi di quarantena da agenti in tute antisettiche, come anche una donna trascinata per i piedi fuori da un supermercato perché sorpresa senza mascherina protettiva e messa in isolamento.

Fonte: qui

L’origine misteriosa del coronavirus di Wuhan

La Cina continua a rifiutare di pubblicare i dati dei test di campionamento degli animali

Sono passati due mesi dallo scoppio del coronavirus a Wuhan e la sua diffusione non ha mostrato segni di rallentamento in Cina. Più di 35 città cinesi sono state bloccate dalle autorità cinesi nel tentativo di isolare casi confermati e sospetti. Le vite di milioni di persone sono in pericolo poiché il virus mostra segni di diffusione ulteriore sia in Cina che a livello internazionale.

Vi sono significative lacune nelle indagini ufficiali sulle origini del romanzo Coronavirus.  Per contenere il virus, è necessario prima capire come un virus che avrebbe avuto origine negli animali ha trovato la sua strada nell’uomo. Perché ciò avvenga, le autorità cinesi devono rilasciare i dati e i campioni relativi alla sperimentazione sugli animali. I risultati dei test sui campioni di animali raccolti negli epicentri darebbero importanti spunti su ciò che gli animali potrebbero servire come ospiti intermedi per il nuovo coronavirus.

Questo è fondamentale per il contenimento dell’epidemia. Ad esempio, se i topi sono gli host intermedi di questo virus, sarebbe inutile chiudere le città per limitare i movimenti delle persone mentre i topi infetti si muovono ancora liberamente. I risultati di campioni di animali potrebbero anche guidare le decisioni politiche che ridurrebbero il rischio di un altro focolaio.

Un’origine animale del virus

Studi scientifici basati sull’analisi filogenetica hanno studiato la sequenza del nuovo coronavirus, lo hanno confrontato con altre sequenze di coronavirus e hanno scoperto che probabilmente ha avuto origine nei pipistrelli. I ricercatori del Wuhan Institute of Virology hanno scoperto che il genoma del virus riscontrato nei pazienti era identico al 96% a quello di un coronavirus di pipistrello esistente, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature. Ma ci sono state anche altre teorie. Uno studio cinese ha suggerito, ad esempio, che i serpenti fossero la fonte di trasmissione agli umani. Tuttavia, molti scienziati ritengono che i rettili siano una fonte meno probabile e che mammiferi come ratti e maiali, e alcuni uccelli, siano stati il ​​serbatoio principale per i coronavirus.

Tenendo presente questo, gli studi filogenetici delle sequenze del genoma virale devono essere supportati da studi sugli animali per confermare l’origine dell’infezione e per determinare se esiste un ospite intermedio.

Non è facile per un virus stabilire una trasmissione zoonotica e i coronavirus raramente saltano dall’infezione animale a quella umana con elevata trasmissibilità . Vi sono ancora meno possibilità di vedere un coronavirus saltare direttamente dai pipistrelli agli umani. Per infettare nuovi ospiti, è necessario che si verifichino mutazioni con le proteine ​​della superficie virale e / o l’inviluppo e i geni strutturali, in modo che i virus mutati possano legarsi ed entrare nelle cellule di nuove specie e completare efficacemente i cicli di replicazione nei nuovi ospiti.

Alcuni scienziati hanno sostenuto che i coronavirus possono saltare direttamente all’uomo, senza mutare o passare attraverso una specie intermedia. Tuttavia, era chiaramente necessario un ospite intermedio per stabilire la trasmissione zoonotica all’uomo nei precedenti focolai di coronavirus. Molti studi hanno suggerito che il coronavirus del pipistrello è saltato dai suoi pipistrelli ospiti naturali agli zibetti e poi agli umani durante l’epidemia di SARS del 2003, e è passato dai pipistrelli ai cammelli e poi agli umani per l’epidemia di MERS. Quindi, zibetti e cammelli servirebbero da ospiti intermedi per la trasmissione zoonotica.

Poiché i pipistrelli non erano venduti al mercato huanan di Wuhan, l’epicentro dell’infezione, al momento dell’epidemia, ciò suggerisce l’esistenza di un altro ospite intermedio che potrebbe aver trasferito il virus sull’uomo.

La cosa più sconcertante è che non ci sono stati rapporti sui test di campioni animali raccolti in alcun epicentro a Wuhan, in particolare nel mercato ittico huanano, per identificare quali animali potrebbero essere l’ospite o gli ospiti intermedi di questo nuovo coronavirus di Wuhan.

Scienziati cinesi hanno recentemente pubblicato un rapporto su Lancet in cui si afferma che “la maggior parte dei primi casi comprendeva un’esposizione al mercato all’ingrosso dei frutti di mare di Huanan” e che i pazienti avrebbero potuto essere infettati attraverso esposizioni zoonotiche o ambientali. Un altro rapporto su Lancet degli scienziati cinesi del CDC ha affermato che “sulla base dei dati attuali, sembra probabile che il 2019-nCoV che ha causato l’epidemia di Wuhan potrebbe essere inizialmente ospitato da pipistrelli e potrebbe essere stato trasmesso all’uomo attraverso animali selvatici attualmente sconosciuti (s) venduti al mercato del pesce di Huanan. “

Tuttavia, finora, non sono state divulgate informazioni sulla quantità e sulle specie di animali selvatici presenti al mercato ittico huanano alla chiusura; né su come gli animali sono stati gestiti o eliminati quando il mercato è stato chiuso il 1 ° gennaio 2020. E non è stata rilasciata alcuna informazione su quanti campioni di animali sono stati testati per SARS-CoV o Wuhan Coronavirus tramite metodi di test dell’acido nucleico virale.

L’agenzia di stampa ufficiale dello stato cinese Xinhua ha riferito il 26 gennaio che 33 campioni su 585 campioni ambientali raccolti nel mercato dei frutti di mare dell’Huanan erano positivi per gli acidi nucleici del nuovo Coronavirus, suggerendo che il virus proveniva da animali selvatici o scorte vendute lì. Tuttavia, questi campioni provenivano dall’ambiente, non dagli animali.

Sarebbe un grande fallimento della Commissione per la salute pubblica di Wuhan e del CDC cinese se nessun campione di animale fosse raccolto e testato prima o al momento della chiusura del mercato del pesce di Huanan, dove all’epoca venivano venduti molti animali dello scoppio. Sarebbe simile a condurre un’indagine su un focolaio di una malattia di origine alimentare senza prelevare campioni di cibo da ristorante relativi all’epidemia, e invece prendere i tamponi di superficie del tavolo da pranzo per testare.

Sfondo della chiusura del mercato dei frutti di mare di Huanan

Il 2019-nCoV ha causato una rapida infezione in Cina e si è diffuso in altri paesi al di fuori della Cina, il che ha portato a una crisi sanitaria globale.

Il mercato del pesce di Huanan è  noto per essere uno dei principali punti vendita per la raccolta e la distribuzione di animali selvatici vivi e morti. Questi includevano lupi vivi, ricci, cervi, uccelli, serpenti, capre, lepri e cinghiali che erano venduti e disponibili nella parte est del mercato del pesce.

Un comitato medico e sanitario di Wuhan ha identificato molteplici casi di polmonite associati al mercato dei frutti di mare di Huanan, che sono stati annunciati il ​​31 dicembre 2019. Il mercato dei frutti di mare è stato chiuso dal governo di Wuhan il 1 ° gennaio.

I giornalisti medici cinesi hanno visitato il mercato il 31 dicembre 2019, la sera prima della sua chiusura il 1 ° gennaio, dove hanno osservato scarsa igiene e corpi e organi di animali selvatici smaltiti in modo non organizzato. Ciò ha suggerito che una quantità relativamente grande di animali selvatici era ancora presente sul mercato alla chiusura forzata.

Nessuna informazione sugli animali selvatici al mercato del pesce è stata divulgata

Tuttavia, non sono state rese disponibili informazioni sulla quantità e sulle specie di animali presenti al momento della chiusura, su quanti animali sono stati testati per il Coronavirus e su come gli animali sono stati gestiti o eliminati alla chiusura del mercato il 1 ° gennaio. Media cinesi il punto vendita, Yicai, ha chiesto informazioni sul risultato degli animali selvatici venduti al mercato e ha confermato che il governo di Wuhan non ha rivelato nulla. 

Il dott. Guan Yi, attuale direttore (affari della Cina) dello State Key Laboratory for Emerging Infectious Diseases dell’Università di Hong Kong, ha visitato Wuhan il 21 gennaio con l’obiettivo di identificare la fonte animale. In un’intervista mediatica ha menzionato che i locali hanno rifiutato di collaborare con lui. Ha sottolineato che con il mercato ormai chiuso, sarebbe difficile indagare sull’origine del virus. Ha detto che “il mercato del pesce di Huanan è stato pulito dopo la chiusura,” la scena del crimine “era sparita e come si può risolvere un caso senza prove?”

Gao Fu, direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie , ha dichiarato: “è chiaro che la fonte dell’infezione proveniva da animali selvatici, ma non sappiamo quali specie a causa della chiusura del mercato del pesce”.

Gli enormi rischi di non identificare gli ospiti animali originali o intermedi

Il Center for Disease Control (CDC) degli Stati Uniti ha affermato che ” non si sa molto su come si diffonda il 2019-nCoV, un nuovo coronavirus “. Finora la comprensione è che la via principale dell’infezione del 2019-nCoV è la trasmissione delle goccioline respiratorie e il contatto dall’uomo agli umani.

Guan Yi e Kwok-yung Yuen dell’Università di Hong Kong (HKU) et. al. hanno identificato la sindrome respiratoria acuta grave coronavirus (SARS-CoV) da zibetti di palma in gabbia dai mercati di animali vivi in ​​Cina nel 2003. I loro studi hanno portato al successivo divieto di vendita di zibetti e alla chiusura di tutti i mercati di animali selvatici nel Guangdong e hanno contribuito a confinare la SARS epidemico.

In genere, se un animale viene identificato come ospite o fonte di diffusione della malattia, le autorità e il CDC inizierebbero misure di prevenzione e controllo come una campagna di sensibilizzazione, una corretta quarantena degli animali malati e lo smaltimento delle carcasse, oltre a monitorare la potenziale via la malattia si diffuse zoonoticamente.

I roditori sono noti per infestare i mercati del pesce. Ad esempio, si prevede che decine di migliaia di roditori saranno scatenati in Giappone poiché un grande mercato del pesce è chiuso.

Il mercato del pesce di Huanan è anche infestato dai roditori. Se i roditori fossero considerati un potenziale ospite per il coronavirus, il rischio di ratti infestati oltre l’attuale zona di quarantena persiste. Dato che il coronavirus è stato rilevato da feci di pazienti di Shenzhen e che ceppi di virus simili a SARS di pipistrello sono stati isolati da feci di pipistrello, la possibile via fecale-orale della trasmissione 2019-nCoV in aggiunta alla trasmissione di goccioline respiratorie porterebbe a un ragionevole preavviso per le persone per evitare il contatto con animali come i ratti. Pertanto, se i roditori sono effettivamente una fonte o un ospite dell’infezione 2019-NCoV, la contaminazione da roditori di cibo o acqua è un potenziale modo per diffondere la malattia, che deve essere portato alla consapevolezza della comunità internazionale.

Allo stesso modo, se gli uccelli o altre specie erano ospiti del 2019-nCoV nel mercato dei frutti di mare, anche le informazioni relative alla specie, alla quantità, al tipo di virus, alle reazioni biologiche e alle potenziali vie di diffusione del virus devono essere identificate o segnalate a il mondo affinché possano essere prese adeguate misure di prevenzione.

Sarebbe grave incompetenza e malfattanza se le autorità cinesi non tentassero di raccogliere campioni di sangue, feci e sangue da animali e uccelli venduti al mercato del pesce. Testare campioni di animali rivelerebbe informazioni molto importanti riguardanti le vie di trasmissione zoonotica, le tendenze delle mutazioni virali in questo focolaio e le scappatoie nelle attuali contromisure.

C’erano altri epicentri oltre al mercato del pesce di Huanan?

Il CDC cinese ha diffuso dati da campioni ambientali provenienti dal mercato ittico e ha suggerito che “è originato da animali selvatici con specie incerte”.

Un team che includeva il Dr. Feng del CDC cinese ha pubblicato un rapporto  intitolato “Early Transmission Dynamics a Wuhan, Cina, della polmonite infettata da un nuovo coronavirus”, nel New England Journal of Medicine il 29 gennaio 2020. Il documento affermava che “Sebbene la maggior parte dei primi casi fosse collegata al mercato all’ingrosso di frutti di mare di Huanan e i pazienti avrebbero potuto essere infettati attraverso esposizioni zoonotiche o ambientali … la maggior parte dei primi casi includeva un’esposizione al mercato all’ingrosso di frutti di mare di Huanan, ma c’era un esponenziale aumento del numero di casi non collegati a partire da fine dicembre. 

The Possibility 2019-nCoV è nato da Bat SARS-Like Virus (Bat-SL-CoV)

Un recente rapporto di Lancet del 29 gennaio 2020, intitolato “Caratterizzazione genomica ed epidemiologia del romanzo coronavirus 2019: implicazioni per le origini dei virus e il legame con i recettori”, ha affermato che “Una ricerca esplosiva sui genomi completi del 2019-nCoV ha rivelato che il più vicino i virus correlati disponibili su GenBank erano bat-SL-CoV-ZC45 (identità sequenza 87,99%; copertura query 99%) e un altro betacoronavirus simile a SARS di origine pipistrello, bat-SL-CoV-ZXC21 (numero di accesso MG772934; 23 87,23%; “” In particolare, i ceppi 2019-nCoV erano meno geneticamente simili a SARS-CoV (circa il 79%) e MERS-CoV (circa il 50%). “

Questo messaggio potrebbe essere interpretato come 2019-nCoV essendo biologicamente più vicino correlato al betacoronavirus simile alla SARS di origine Bat e i pipistrelli potrebbero essere l’host originale di questo virus. Tuttavia, gli autori non hanno affermato che l’unico host di 2019-nCoV sia un pipistrello.

Il documento affermava che “Tuttavia, nonostante l’importanza dei pipistrelli, diversi fatti suggeriscono che un altro animale sta fungendo da ospite intermedio tra pipistrelli e umani. Innanzitutto, l’epidemia è stata segnalata per la prima volta alla fine di dicembre 2019, quando la maggior parte delle specie di pipistrelli a Wuhan sono in letargo. In secondo luogo, non sono stati venduti o trovati pipistrelli nel mercato ittico di Huanan, mentre erano disponibili per l’acquisto vari animali non acquatici (compresi i mammiferi). In terzo luogo, l’identità della sequenza tra 2019-nCoV e i suoi parenti stretti bat-SL-CoVZC45 e bat-SL-CoVZXC21 era inferiore al 90%, il che si riflette nel ramo relativamente lungo tra di loro. Pertanto, bat-SL-CoVZC45 e bat-SL-CoVZXC21 non sono antenati diretti di 2019-nCoV. In quarto luogo, sia in SARS-CoV che in MERS-CoV, i pipistrelli fungevano da serbatoio naturale, con un altro animale (zibetto di palma mascherato per SARS-CoV35 e cammelli dromedari per MERS-CoV) che agisce come ospite intermedio, con umani come ospiti terminali. Pertanto, sulla base dei dati attuali, sembra probabile che il 2019-nCoV che causa l’epidemia di Wuhan potrebbe anche essere inizialmente ospitato da pipistrelli e potrebbe essere stato trasmesso agli esseri umani tramite animali selvatici attualmente sconosciuti venduti al mercato ittico di Huanan “.

Hanno detto che la maggior parte dei pipistrelli di Wuhan vanno in letargo e che nessun pipistrello viene venduto al mercato del pesce di Huanan. Pertanto, la possibilità di un contatto fisico da parte dei pipistrelli per diffondere il virus all’uomo o agli animali a Wuhan è altamente improbabile.

Studi dall’Istituto di virologia di Wuhan su Bat SARS-Like CoV.

Zheng-Li Shi e diversi altri ricercatori dell’Istituto di virologia di Wuhan hanno pubblicato un articolo su Nature nel 2013  intitolato “Isolamento e caratterizzazione di un coronavirus simile a SARS di pipistrello che utilizza il recettore ACE2”.

In quello studio, il loro team ha raccolto da tamponi anali o campioni fecali di pipistrelli e ha trovato 2 ceppi di sequenze di Bat SARS-Like CoV che sono stati definiti RsSHC014 e Rs3367. Elaborano l’identità della sequenza nucleotidica al 95% con il ceppo SARS-CoV Tor2 umano.

L’isolamento di un nuovo virus del pipistrello in uno studio pubblicato sul Journal of Virology il 30 dicembre 2015, intitolato “Isolamento e caratterizzazione di un nuovo coronavirus di pipistrello strettamente correlato al progenitore diretto della sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus”, ha scoperto che il virus , chiamato SL-CoV-WIV1, era quasi identico a Rs3367 con identità di sequenza del genoma del 99,9%. I ricercatori hanno identificato che WIV1 può utilizzare ACE2 umano come recettore di ingresso e ha il potenziale di infettare le cellule umane in questo studio. Successivamente, lo stesso gruppo di ricerca ha isolato un altro virus pipistrello che può utilizzare ACE2 e infettare le linee cellulari umane in laboratorio nel 2015.

Inoltre, il gruppo del Dr. Shi ha condotto un altro studio nel 2018 per affrontare la questione se alcuni virus di pipistrello possano infettare l’uomo usando ACE2 umano, senza la necessità di un ospite intermedio. Ma fino alla data del loro studio, “non è stata segnalata alcuna trasmissione diretta di CoVs di tipo SARS dai pipistrelli alle persone”.

Hanno raccolto siero da 218 residenti che vivono vicino alle caverne di pipistrelli con pipistrelli che trasportano i virus. Quelle grotte erano i luoghi in cui il gruppo Shi aveva raccolto i campioni di virus. Quindi sono stati condotti test ELISA per rilevare gli anticorpi per il SARS-CoV di pipistrello, poiché l’esistenza di anticorpi suggerirebbe una precedente esposizione al coronavirus di pipistrello. Hanno scoperto che solo 6 su 218 (2,7%) soggetti hanno mostrato sieropositività, il che ha suggerito probabili infezioni a pipistrello SARS-CoV o virus correlati. Nessun sintomo clinico si è manifestato nelle 6 persone positive negli ultimi 12 mesi. Come controllo, hanno raccolto 240 campioni da donatori di sangue casuali a Wuhan, a 1000 km dallo Yunnan, nessuno dei campioni di sangue di Wuhan ha mostrato positività per battere CoV simile alla SARS.

Questi dati suggeriscono che la probabilità che il virus del pipistrello infetti l’uomo è molto bassa, <2,9% se possibile, e senza evidenti sintomi negli esseri umani che vivono molto vicino alle caverne di pipistrelli. Nessuna infezione da un pipistrello a un essere umano è stata segnalata a Wuhan dal 2018.

[ZH: febbraio 2020, il suo team ha pubblicato un articolo su Nature che mostra che remdesivir, un farmaco sperimentale di proprietà di Gilead Sciences, ha avuto un effetto positivo sull’inibizione del virus in vitro e ha richiesto un brevetto per il farmaco in Cina per conto del WIV .]

Track record del Wuhan Institute of Virology sull’ingegneria CoV di tipo SARS da pipistrello “Gain-of-Function”.

Il gruppo di Zhengli Shi presso l’Istituto di virologia di Wuhan è riuscito a isolare da pipistrelli due cloni infettivi di pipistrello SARS-like CoV: SL-CoV-WIV1 e WIV16. Nei loro ulteriori studi, hanno scoperto che queste proteine ​​SL-CoV Spike (proteina S) “[erano] incapaci di usare una delle tre molecole ACE2 come recettore; In secondo luogo, SL-CoV non è riuscito a entrare nelle celle che esprimono il pipistrello ACE2; In terzo luogo, il chimerico S che copre il dominio di legame del recettore precedentemente definito ha acquisito la sua capacità di entrare nelle cellule tramite ACE2 umano, sebbene con diverse efficienze per diversi costrutti; In quarto luogo, una regione di inserto minima (aminoacidi da 310 a 518) è risultata sufficiente per convertire SL-CoV S dal legame non ACE2 al legame umano ACE2. “

Pertanto, il gruppo di Shi ha scoperto in uno studio  pubblicato sul Journal of Virology  nel febbraio 2008 che il coronavirus del pipistrello naturale non può usare il recettore ACE2 umano per infettare l’uomo. Tuttavia, quando inserito con alcuni amminoacidi dalla posizione 310 a 518 per la sequenza proteica CoV S del pipistrello, il CoV pipistrello chimerico può usare il recettore ACE2 umano.

Nel frattempo, un altro gruppo di ricerca guidato dal Dr. Li ha pubblicato la loro scoperta nel 2013 che 5 siti di aminoacidi sulle proteine ​​dei picchi di CoV sono cruciali per rendere il legame con ACE2 umano sul virus SARS (tali posizioni sono Y442, L472, N479, D480, T487) . Questi 5 siti si trovano solo nella regione che il gruppo Shi ha notato essere importante sopra.

Successivamente, Li e Shi hanno condotto congiuntamente uno studio sul guadagno di funzione  pubblicato nel Journal of Virology nel settembre 2015 sul virus MERS e un virus di pipistrello (ceppo HKU4) nel 2015. Poiché il virus MERS può entrare nelle cellule umane ma HKU4 non può, hanno introdotto 2 singole mutazioni nella proteina del picco HKU4 e hanno scoperto che la nuova proteina S mutante può consentire a HKU4 di entrare nelle cellule umane. Se hanno mutato 2 siti nel picco di MERS, lo pseudovirus (virus sperimentale) risultante non può più entrare nelle cellule umane.

Inoltre, il gruppo di Shi si è unito a un gruppo internazionale per generare un virus chimerico con il virus pipistrello SHC014 che hanno raccolto nello Yunnan. Poiché sanno che è improbabile che SHC014 si leghi all’ACE2 umano, hanno “sintetizzato il picco SHC014 nel contesto del backbone SARS-CoV adattato al mouse competente per la replica”. Quindi, questo è un virus ingegnerizzato in laboratorio con spina dorsale adattata per mouse SARS-CoV (MA15) ma con picco SHC014.

Con loro sorpresa, il virus chimerico (SHC014-MA15) può usare il picco SHC014 per legarsi al recettore ACE2 umano ed entrare nelle cellule umane. SHC014-MA15 può anche causare malattie nei topi e causare anche la morte. I vaccini esistenti per la SARS non possono proteggere gli animali dall’infezione SHC014-MA15. Pertanto, questi studi sui virus chimerici possono portare alla generazione di ceppi CoV più patogeni e mortali nei modelli di mammiferi.

A causa della pausa del governo degli Stati Uniti sugli studi sul guadagno di funzione (GOF), questa ricerca internazionale non è proseguita ulteriormente in quel momento. Tuttavia, non ci sono prove che il gruppo di Shi in Cina abbia interrotto ulteriori studi sulla strada dell’introduzione delle mutazioni GOF nel CoV. Ed è chiaro che il gruppo di Shi ha già padroneggiato la tecnologia di ingegneria inversa che è sufficiente per introdurre la mutazione nell’attuale SARS-CoV o SARS-Like CoV per creare coronavirus infettivo mutante.

[ZH: Nel febbraio 2020, il South China Morning Post ha riferito che il lavoro decennale di Shi per costruire uno dei più grandi database al mondo di virus relativi ai pipistrelli ha dato alla comunità scientifica un “vantaggio” nella comprensione del virus. Lo SCMP ha anche riferito che Shi è stato al centro degli attacchi personali nei social media cinesi che hanno affermato che la WIV era la fonte del virus, portando Shi a pubblicare: “Lo giuro sulla mia vita, [il virus] non ha nulla a che fare con il laboratorio “ , e quando gli è stato chiesto dallo SCMP di commentare gli attacchi, Shi ha risposto: ” Il mio tempo deve essere dedicato a questioni più importanti “.

Caixin ha riferito che Shi ha rilasciato ulteriori dichiarazioni pubbliche contro “percepite teorie del cappello di carta stagnola sulla fonte del nuovo virus” , citandola come dicendo:

“Il romanzo coronavirus 2019 è la natura che punisce la razza umana per mantenere abitudini di vita incivili. Io, Shi Zhengli, giuro sulla mia vita che non ha nulla a che fare con il nostro laboratorio” ]

È interessante notare che il gruppo di Shi ha pubblicato su bioRxiv il 23 gennaio 2020 che un nuovo coronavirus di pipistrello che hanno rilevato nello Yunnan, chiamato BatCov RaTG13, condivide l’identità della sequenza genomica complessiva del 96,2% con 2019-nCoV. Tuttavia, questo virus non è mai stato menzionato o pubblicato nelle loro ricerche prima.

Nelle informazioni sulla sequenza fornite da loro nella sezione materiale e metodo supplementari, 3 sequenze sono condivise tra il 2019-nCoV che hanno raccolto e il virus RATG13, ma non in nessuna delle altre famiglie SARS o Bat SARS-Like CoV nel documento elencato. Le 3 sequenze si trovano vicino al terminale N della proteina spike, sono GTNGTKR, NNKSWM, RSYLTPGD.

Possibilità di un ospite animale del 2019-nCoV al mercato del pesce di Huanan 

Un recente articolo di Lancet intitolato “Caratterizzazione genomica ed epidemiologia del nuovo coronavirus del 2019: implicazioni per le origini dei virus e il legame con i recettori”, ha riferito che “come un tipico virus RNA, il tasso evolutivo medio per i coronavirus è di circa 10⁴ sostituzioni nucleotidiche per sito all’anno, con mutazioni che insorgono durante ogni ciclo di replicazione. È quindi sorprendente che le sequenze di 2019-nCoV di diversi pazienti qui descritte fossero quasi identiche, con un’identità di sequenza superiore al 99,9%. Questa scoperta suggerisce che 2019-nCoV ha avuto origine da una fonte in un periodo molto breve ed è stato rilevato in modo relativamente rapido. ” 

Con le mutazioni in ogni ciclo, è altamente improbabile che pipistrelli diversi ospitino virus con la stessa sequenza. Se i pipistrelli da soli non bastano per la trasmissione del virus, è necessario un altro animale come ospite intermedio e la possibilità che il virus sia identico è ancora più sottile. Poiché il mercato ittico non è l’unica fonte dell’epidemia, è ragionevole ipotizzare che se un altro animale è l’ospite intermedio del virus, quell’animale deve avere contatti con i pipistrelli, consentire al coronavirus di pipistrello di proliferare in essi e, infine, , l’animale deve avere la capacità di trasmettere virus agli esseri umani che potrebbero o meno avere contatti con il mercato ittico huanano.

Pertanto, ci sono state serie domande sul fatto che questo focolaio di coronavirus di Wuhan fosse dovuto a una perdita o alla cattiva gestione degli animali da laboratorio utilizzati negli studi sul coronavirus. Questa è un’indagine pubblica ragionevole sulla fonte dell’epidemia e garantisce un’indagine trasparente da parte delle autorità cinesi e degli esperti di controllo delle malattie straniere e di operazioni di laboratorio. Non si tratta solo della responsabilità dell’etica medica o delle operazioni di sicurezza in laboratorio, è direttamente correlato agli attuali sforzi per contenere l’epidemia di virus.

Mentre l’ospite animale di 2019-nCoV deve ancora essere identificato, i dati e le informazioni da possibili ospiti animali e potenziale infezione zoonica sono indispensabili per la prevenzione e il controllo delle malattie su scala internazionale.

Il mercato del pesce di Huanan ha un alto potenziale di ospitare l’ospite animale. I dati sugli animali e i risultati della profilazione sul mercato ittico huanano devono essere immediatamente comunicati dalle autorità cinesi anche se si tratta di risultati negativi. È indispensabile che i funzionari statunitensi della CDC e dell’OMS chiedano alle autorità cinesi di rilasciare le informazioni sui dati relativi ai test sugli animali.

Se le autorità cinesi rifiutassero di divulgare i dati dei test per i campioni di animali, ciò potrebbe implicare un insabbiamento intenzionale della vera origine dell’epidemia 2019-nCoV.

Autore di Xiang Zhang tramite The Epoch Times