Privacy Policy ROMA, C’E’ UNA VORAGINE NEI CONTI DELL’AZIENDA TRASPORTI, ATAC, E LA MUNICIPALIZZATA PER LA RACCOLTA RIFIUTI, L’AMA, NON SE LA PASSA MEGLIO | 9 Dicembre Forconi
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ROMA, C’E’ UNA VORAGINE NEI CONTI DELL’AZIENDA TRASPORTI, ATAC, E LA MUNICIPALIZZATA PER LA RACCOLTA RIFIUTI, L’AMA, NON SE LA PASSA MEGLIO

LA RAGGI FA CRAC (I DEBITI DI ROMA CRESCIUTI DI 1 MILIARDO)

1 – ROMA STA PER FALLIRE CINQUESTELLE TRIONFA

Franco Bechis per “Libero Quotidiano”

Il Comune di Roma rischia ancora una volta la dichiarazione di stato di dissesto, che nell’amministrazione pubblica equivale al fallimento. Ad ammetterlo senza troppi giri di parole è stato lo stesso responsabile dei conti dell’amministrazione guidata da Virginia Raggi, l’ assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, in un colloquio pubblicato ieri mattina dal Sole 24 Ore: «Ho tenuto finché ho potuto», ha premesso, «ma per onestà intellettuale non posso più tacere. Sono il responsabile dei conti di Roma, devo governarli».

Il rischio default verrebbe proprio dalla situazione drammatica in cui versa una delle principali aziende controllate, quella Atac – l’azienda dei trasporti di Roma- da cui se ne è appena andato via con molte polemiche e in modo abbastanza inusuale per un manager il direttore generale, Bruno Rota, che veniva dal gruppo Atm di Milano.

Rota premeva per il concordato preventivo dell’ azienda, portando comunque i libri in tribunale, e lamentando un certo freno tirato su questa strada dalla amministrazione del comune di Roma, anche se formalmente la Raggi non gli aveva frapposto ostacoli. Solo che nessuno alla fine gli dava la spinta necessaria. Il perché lo ha spiegato proprio Mazzilo: «Il debito di Atac da 1,38 miliardi per il comune è un credito, che vale oltre 500 milioni. Se oggi la società fallisce, anche il comune ha serie difficoltà e rischia il dissesto, perché non riesco a coprire una svalutazione dei residui attivi di questa portata».

SCADENZE

L’assessore al Bilancio deve presentare per la prima volta entro il prossimo 30 settembre un consolidato che oggi è previsto dalle leggi di contabilità degli enti locali. E quindi dovrà essere consolidato il debito anche delle società controllate, iniziando quelle in cui il comune di Roma avrebbe una partecipazione totalitaria.

Secondo i calcoli del Sole 24 Ore, escludendo i conti della gestione commissariale che sta cercando di smaltire il maxi debito scoperto dopo l’addio di Walter Veltroni e causato da numerose amministrazioni precedenti, il consolidato del Comune di Roma oggi indicherebbe nuovi debiti di 2,5 miliardi di euro. E in questa somma quasi un miliardo si sarebbe aggiunto nell’ ultimo anno, anche se parte della cifra verrebbe assorbita da crediti vantati. Per queste ragioni la Raggi ha recentemente lanciato un appello al governo, auspicando lo stanziamento di «1,8 miliardi necessari per gli interventi urgenti» sulla capitale.

ATAC

Per altro ogni calcolo diventa davvero difficile, perché ad oggi l’unico bilancio 2016 di una società consolidabile nella contabilità del comune di Roma è quello di Ama, l’azienda dei rifiuti. I conti di Atac non sono noti a nessuno, e lo stesso Rota in tre mesi non deve averci capito un granché, visto che quando se ne è andato sbattendo la porta ha citato solo cifre contenute nel bilancio al 31 dicembre 2015, che potrebbe anche essere molto diverso da quello attuale.

DIFFERENZE

atac bATAC

Le cifre citate dall’assessore al bilancio sono lievemente più alte di quelle contenute nel bilancio consolidato 2015 di Atac, che indicava 477,2 milioni di debiti verso la controllante, che è appunto il Comune di Roma. Chiaro che quei debiti- che per il comune sono crediti- in caso di fallimento dell’azienda dei trasporti diventerebbero un buco nel bilancio di Roma. Però Atac nello stesso documento dice di vantare crediti da Roma per 381,4 milioni di euro, e quelli sarebbero un debito del comune capitolino che con il fallimento verrebbe congelato.

ANDREA MAZZILLO VIRGINIA RAGGIANDREA MAZZILLO VIRGINIA RAGGI

La differenza fra le due poste è quindi inferiore ai 100 milioni di euro. Di poco superiore a quella elasticità di bilancio che lo stesso Mazzillo dice di potere avere (gli spazi finanziari ammonterebbero a circa 70 milioni di euro) Il problema è che la contabilità delle municipalizzate romane è assai fantasiosa, e non si sa quale attendibilità possa avere.

La stessa Atac nel bilancio 2015 appena ricordato indica crediti verso la Regione Lazio per 553,2 milioni di euro relativi a contratti di servizio che risalgono ad anni lontanissimi indietro, e che la Regione non solo non ha pagato, ma nemmeno riconosce più non indicandoli in bilancio. Quasi nessuna delle altre società controllate ha ancora approvato il bilancio dell’ anno scorso, e in un caso- quello di Roma Metropolitane, si è fermi addirittura al bilancio 2014, quello del primo anno intero in cui era sindaco Ignazio Marino.

TRASPARENZA

RAGGI MAZZILLORAGGI MAZZILLO

L’azienda che sembra dare meno problemi finanziari (ma enormi nel servizio svolto), quella di raccolta rifiuti, indica nel 2016 una partita complicatissima debiti-crediti con il comune di Roma, sostenendo di dovere ricevere dal Comune 900,2 milioni di euro (erano 409 l’ anno precedente), ma anche di essere indebitato con la Raggi per 666,3 milioni di euro (erano 284 l’ anno precedente). Qualcosa non deve avere funzionato nei rapporti fra Ama e Comune di Roma l’anno scorso.

Ma qualcosa non funziona con evidenza in Ama e anche in chi la controlla a leggere la violenta e insolitamente biblica relazione del collegio sindacale che accompagna il bilancio 2016. Con accuse forti all’ azionista che avrebbe reso meno penetranti i controlli di gestione e la trasparenza, al management per una gestione non limpida e perfino qualche dubbio sulla certezza di continuità aziendale, che dipende tutta dalla possibilità di utilizzare i fidi bancari e dagli apporti di capitale di un azionista a sua volta in bolletta.

Fonte: qui