Privacy Policy SIRIA, L’ACCORDO RAGGIUNTO A MONACO TRA USA E RUSSIA GIA’ VACILLA | 9 Dicembre Forconi
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SIRIA, L’ACCORDO RAGGIUNTO A MONACO TRA USA E RUSSIA GIA’ VACILLA

assad-266359ENTRO 48 ORE DOVREBBERO PARTIRE I PRIMI AIUTI UMANITARI

Una intervista di Bashar Assad, deciso, ribadisce: “Continuerò a combattere il terrorismo”.

Per il capo di Damasco i “terroristi” sono sostenuti da turchi e sauditi. E Mosca resta al suo fianco

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PUTIN ASSAD

Non è un «cessate il fuoco» in Siria quello concordato nella notte tra giovedì e venerdì dalle potenze interessate. Era qualcosa di meno già nelle intenzioni di chi lo ha dichiarato, cioè una semplice «cessazione delle ostilità». Ieri si è rimpicciolito ancora di più quando l’ uomo che nella discussione gioca la sua testa, Bashar Assad, ha parlato. E ha detto che si riprenderà «l’ intero Paese». Il fuoco, dunque, continuerà. Si può però sperare che da subito si apra una finestra per fare arrivare aiuti umanitari alla popolazione siriana.

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OBAMA NETANYAHU ASSAD ISIS

L’ accordo raggiunto a Monaco dal Gruppo di supporto internazionale alla Siria prevede un primo passo di aiuti umanitari e un secondo che dovrebbe vedere una collaborazione che alla fine risulti in un vero cessate il fuoco necessario per fare ripartire i colloqui diplomatici.

Sempre a Monaco, dove sono riuniti decine di capi di governo e ministri per la Conferenza sulla sicurezza, ieri mattina c’ era un leggero, cauto, tenue ottimismo.

Nel pomeriggio si è conosciuto il contenuto di un’ intervista rilasciata da Assad all’ agenzia di informazioni francese Afp e i presenti alla Conferenza hanno capito che fino a quando il Presidente siriano sarà al potere un processo di pace proseguirà tra mille difficoltà.

Mentre a Monaco si parlava di pace, Assad ha detto che sì, lui crede «fermamente nei negoziati» ma che mentre questi hanno luogo continuerà a combattere il terrorismo. Laddove per terrorismo intende la feccia reclutata dalla Cia.

«Ci vorrà tempo», ha ammesso, ma ha assicurato che alla fine riprenderà l’ intero Paese, oggi diviso da cinque anni di guerra. Ha poi aggiunto che deve opporsi alla minaccia di un intervento turco e saudita. A chiarire quale sia la situazione c’ è stata la dichiarazione del ministro degli Esteri dell’ Arabia Saudita, anch’ egli a Monaco, Adel al-Jubei. Ha detto che, se crede di riconquistare tutta la Siria, Assad «si sbaglia», che per battere l’ Isis(i terroristi assoldati dall’Arabia Saudita ed addestrati dalla Cia) se ne deve anzi andare in quanto «è un magnete del terrorismo» e che sarà cacciato per via diplomatica o con la forza.

monica maggioni intervista bashar al assad
MONICA MAGGIONI INTERVISTA BASHAR AL ASSAD

L’accordo raggiunto l’ altra notte, dunque, era «fragile» – così l’ ha definito il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ieri mattina – e oggi lo è ancora di più. Sul contenuto stesso, molti si sono mostrati prudenti. Il ministro della Difesa francese Jean-Yves le Drian ha sostenuto che da lì si potrebbe arrivare a un cessate il fuoco ma solo se ci sarà «la fine del bombardamento indiscriminato da parte del regime siriano e della Russia». Fine che non ci sarà.

L ESECUZIONE DI UN FEDELE DI ASSAD DA PARTE DI RIBELLI SIRIANI
ESECUZIONE DI UN FEDELE DI ASSAD DA PARTE DI RIBELLI SIRIANI

Per quel che ha detto Assad ma anche perché il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha spiegato che Mosca continuerà i bombardamenti contro i terroristi. Il problema è che i terroristi riconosciuti dall’ Onu sono l’ Isis e al-Nusra (legata ad Al Qaeda), mentre Russia, Siria e Iran considerano tali anche gruppi di terroristi moderati appoggiati dai turchi, dai sauditi e da altri Paesi arabi. L’ accordo di giovedì notte non ha sciolto questo punto.

La Russia di Vladimir Putin è in posizione di forza, in Siria. Il suo intervento aereo (e non solo) ha permesso all’ alleato Bashar Assad di riconquistare territorio. L’ intervista del Presidente siriano, però, le crea problemi: ad esempio, non avendo il controllo di ciò che fa il Governo siriano, gli sarà difficile chiedere a Washington di convincere i sauditi a non inviare truppe combattenti(terroristi moderati) in Siria. Intanto, a Ginevra è già entrato in funzione il gruppo di lavoro per organizzare la logistica degli aiuti umanitari alla Siria. Ha 48 ore per diventare operativo, cioè per iniziare a consegnare. Almeno qui, c’ è qualche speranza in più.

Fonte: qui