Privacy Policy STANDARD LIFE: CRACK IMMOBILIARE A LONDRA! | 9 Dicembre Forconi
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STANDARD LIFE: CRACK IMMOBILIARE A LONDRA!

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Ma davvero in giro c’era ancora qualche anima ingenua che pensava che la favola immobiliare inglese avesse un lieto fine…

Immagine123La storia non si ripete mai ma ama maledettamente fare la rima!

Allarme sui fondi immobiliari Gb. Tre big congelano i rimborsi

Aviva, M&G e Standard Life Investments hanno sospeso le contrattazioni dei rispettivi fondi di real estate britannici dopo che, in seguito all’esito del referendum su Brexit, è cresciuto il numero degli investitori che hanno chiesto di ritirare i propri capitali. È il segnale più forte delle possibili ripercussioni del voto sul mercato immobiliare inglese.

Il primo fondo a congelare gli scambi era stato ieri Standard Life, che ha in gestione 2,8 miliardi di sterline investiti in immobili commerciali, inclusi uffici, negozi, magazzini: in tutto possiede 124 proprietà, tra cui il Monument Mall di Newcastle. Gli analisti temono che il valore degli uffici londinesi possa calare fino al 20% entro tre anni dall’uscita dalla Ue.

Balle, il valore degli uffici londonesi sarebbe calato comunque, perchè a Londra è in corso una colossale bolla immobiliare, il resto sono chiacchiere da…Brexit!

Londra, fondi immobiliari nuova miccia del contagio Brexit

Chi ricorda l’estate del 2007? O anche quella del 2008Erano le estati roventi dei mutui Subprime, quando i fondi immobiliari saltavano come tappi di bottiglia tra ondate di riscatti e insolvenze che rimbalzavano tra gli Usa e l’Europa. Uno tsunami finanziario, quello del real estate, che solo il crollo di Lehman Brothers riuscì a far passare quasi in secondo piano, come se fosse una conseguenza della crisi bancaria e finanziaria globale e non il suo vero detonatore. Fondi immobiliari, uffici, centri commerciali, centri direzionali, case, supermercati, capannoni e palazzi finirono nel grande tritacarne del panico, perdendo quasi interamente (se non del tutto) valore e fiducia degli investitori.

Noi siamo stati testimoni in diretta di quei momenti, noi di Icebergfinanza vi abbiamo raccontato nei minimi particolari quello che stava accadendo, mentre altri parlavano di una tempesta in un bicchiere d’acqua.

Due campioni del Corriere della Sera a caso, nelle loro performance editoriali di allora, che ancora oggi, nonostante tutto, continuano a scrivere fesserie.

Alesina, il 16 settembre 2008 scrive sul Sole 24 Ore…

Il «ciclone» della crisi non è ancora finito ma l’economia reale resterà al riparo. «E’ tremendamente sbagliato paragonare la crisi finanziaria che colpisce oggi gli Stati Uniti con quella del 1929. Allora le autorità commisero errori molto gravi di politica economica. Oggi quegli errori non si stanno ripetendo». Alberto Alesina, professore di politica economica all’università di Harvard, è convinto che la crisi finanziaria americana avrà effetti contenuti sull’economia reale e non si propagherà a macchia d’olio come accadde quasi 80 anni or sono. Alesina: perché questa crisi è diversa da quella del ’29

… il giorno prima Lehman Brothers falliva, mentre noi di Icebergfinanza da tre mesi annunciavamo il suo fallimento e il contagio all’economia mondiale!

E ancora Giavazzi il 4 agosto del 2007…

La crisi del mercato ipotecario americano è seria, da qualche settimana ha colpito anche le Borse, ma difficilmente si trasformerà in una crisi finanziaria generalizzata. Nel mondo l’economia continua a crescere rapidamente: in Oriente, in Europa e nonostante tutto anche negli Usa (+3,4 per cento nel secondo semestre dell’anno). La crescita consente agli investitori di assorbire le perdite ed evita che il contagio si diffonda. Corriere della Sera

No, cari amici, ancora oggi non c’è nessuno che ha la più pallida percezione di quello che sta accadendo, soprattutto in Canada e in Australia, i lettori di Machiavelli sanno bene a cosa mi riferisco, ma l’onda d’urto della prossima esplosione immobiliare non è poi molto lontana.

Ma certo, sono troppo pessimista, la storia è un’inguaribile pessimista, buona fortuna Ragazzi, loro dicono che hanno tutto sotto controllo.

Fonte: Icebergfinanza