Sviluppato un nanotubo che estrae acqua dall’aria

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La scoperta potrebbe portare a un’ampia gamma di applicazioni reali, tra cui tessuti in grado di rilasciare il sudore del corpo come vapore

Un’equipe di ricercatori statunitensi del Pacific Northwest National Laboratory (PNNL) ha involontariamente creato dei nanotubi capaci di estrarre l’umidità atmosferica ed espellerla sotto forma di goccioline d’acqua al raggiungimento di una specifica percentuale di saturazione. La scoperta, sebbene casuale, è destinata a migliorare le condizioni di vita in molte zone aride della Terra. I ricercatori intendevano sviluppare dei nanofili per migliorare la conduzione magnetica, un calcolo impreciso ha tuttavia portato alla realizzazione di nanofibre ricche di carbonio ora ribattezzate “nanorod”.

Una scoperta inaspettata che rivoluzionerà il mondo

“Il nostro insolito materiale si comporta un po’ come una spugna”, ha spiegato David Lao, responsabile del team di scienziati statunitensi. “Prima di fare buon uso di questi nanorods dobbiamo essere in grado di controllare e perfezionare dimensioni e forma”, ha aggiunto il collega Satish Nune. Di solito i materiali assorbono più acqua all’aumentare dell’umidità circostante. Ma questi nanorods ricchi di carbonio agiscono diversamente, espellendo una grande quantità di acqua in presenta di umidità elevata, tra il 50 e l’80 percento. “Ora che abbiamo superato lo shock iniziale per questo comportamento imprevisto – ha aggiunto l’ingegnere David Heldebrant – stiamo immaginando come potrebbe essere sfruttato per migliorare la qualità della nostra vita”.

Ora scienziati intendono migliorare i nanorod

La scoperta potrebbe portare a un’ampia gamma di applicazioni reali, tra cui sistemi per ricavare acqua dall’aria a bassi consumi energetici o a tessuti in grado di rilasciare il sudore del corpo come vapore direttamente nell’aria, senza farlo fermare sulle fibre. Ovviamente prima di poter pensare alla commercializzazione della scoperta, gli scienziati dovranno essere in grado di controllare e perfezionare le loro dimensioni e forma. L’obiettivo primario è quello di migliorare l’efficienza di lavoro dei nanorods.

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