TRAVAGLIO: “CHE IGNAZIO VISCO, IN UN PAESE SERIO NON SAREBBE PIÙ GOVERNATORE DA UN PEZZO, NON CI SONO DUBBI …”

TRAVAGLIO: “MA CHE A CHIEDERE LA SUA TESTA SIA IL DUO RENZI & BOSCHI, SAREBBE UNA BARZELLETTA SE NON FOSSE UNO SCANDALO. IL LORO GOVERNO HA LASCIATO MARCIRE PER ANNI LE CRISI BANCARIE SENZA MUOVERE UN DITO…”

Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per “il Fatto quotidiano”

Che la Vigilanza di Bankitalia non abbia vigilato sui crac bancari, lo sanno anche i bancomat. Che Ignazio Visco, detto Tutto-va-ben-madama-la-marchesa, in un Paese serio non sarebbe più governatore da un pezzo, non ci sono dubbi.

Ma che a chiedere la sua testa sia il duo Renzi&Boschi, sarebbe una barzelletta se non fosse uno scandalo. Chi ha lasciato marcire per anni le crisi bancarie senza muovere un dito, per non turbare l’ ottimismo obbligatorio fino al referendum del 4 dicembre 2016, contribuendo a far lievitare il conto di quei crac fino a 60 e passa miliardi a carico dello Stato? Il governo Renzi-Boschi.

Ora, in linea con la regola aurea dei governi italiani – il bue che dà del cornuto al bue – siamo alla guerra per banche: ciascuno cerca un capro espiatorio da immolare sull’ altare delle urne. E vedremo chi resterà col cerino in mano. Ma sarebbe paradossale se fosse il solo Visco, senza portarsi dietro il resto della compagnia. Se salta lui, non si vede come possa restare la sottosegretaria Boschi, favoritissima al premio Conflitto d’ Interessi 2014-2017 (prima l’ ambito riconoscimento era esclusiva di B.): una preziosa scultura di una faccia di bronzo. […]

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VISCO NON CI STA E RISPONDE AL CLAN BOSCHI

IL “CORRIERE” PUBBLICA LA SUA MEMORIA DIFENSIVA

GIA’ DOPO 7 MESI IN BANKITALIA, IL GOVERNATORE SCRIVE A BANCA ETRURIA PER SEGNALARE “GRAVI ANOMALIE” NELLA GESTIONE

E DOPO L’ARRIVO, NEL CDA, DI PAPA’ BOSCHI LA SITUAZIONE PEGGIORA…

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

Relazioni ispettive, mail interne e lettere inviate alle banche, comunicazioni formali con la Bce e con la Consob: saranno classificati seguendo tre livelli di riservatezza i documenti che il governatore della Banca d’ Italia Vincenzo Visco consegnerà alla commissione banche. E per quelle di terzo livello sarà possibile soltanto la lettura, senza alcuna possibilità di fare copia. Una parte di queste carte – tuttora coperte dal segreto – è già contenuta nei fascicoli giudiziari avviati sul dissesto degli istituti di credito, in particolare Veneto Banca, Popolare di Vicenza, Etruria.

Non a caso prima di Visco la Commissione presieduta da Pier Ferdinando Casini ha deciso di esaminare il contenuto degli oltre 4.000 atti che Palazzo Koch invierà nei prossimi giorni e di ascoltare i capi delle Procure titolari delle indagini.

Tra i documenti che saranno inviati al Parlamento ci sono le sollecitazioni alla Popolare di Vicenza sugli aumenti di capitale. In una comunicazione del 31 maggio 2013 veniva sottolineato come un mese prima Bankitalia avesse «inoltrato un’ informativa preventiva relativa all’ operazione di aumento di capitale sociale per un ammontare massimo complessivo di 506 milioni di euro da realizzare mediante emissione di azioni ordinarie per un importo massimo fino a 253 milioni di euro e di un prestito obbligazionario convertibile di durata quinquennale entrambi da offrire un’ opzione agli azionisti e e ai soci della banca e ai possessori delle obbligazioni subordinate. Azioni che risultassero non sottoscritte saranno offerte al pubblico indistinto».

Nella stessa relazione veniva preso atto della scelta della banca di procedere ad un ulteriore aumento di capitale da 100 milioni di euro. E poi la raccomandazione per una «scrupolosa osservanza delle disposizioni normative che regolano le operazioni in particolare di quanto previsto dal codice civile» ma anche la normativa che «ricomprende tra gli elementi negativi del patrimonio di base le operazioni di finanziamento destinato all’ acquisto di azioni o quote di propria emissione». Una raccomandazione ribadita il 24 giugno anche se la situazione era ormai già compromessa.

Disastrosa è anche la situazione patrimoniale di Banca Etruria. Il 24 luglio 2012 il governatore scrive una lettera al presidente Giuseppe Fornasari per «rilevare che le scarse azioni correttive intraprese non hanno prodotto risultati in quanto la qualità degli impieghi è rimasta scadente e anzi appare in progressivo peggioramento». E per questo «si segnala l’ urgente necessità di realizzare interventi di miglioramento sulle strutture e sugli strumenti posti a presidio delle varie fasi del processo creditizio, anche per eliminare i notevoli ritardi nella corretta classificazione delle partite ad andamento anomalo».

Il 3 dicembre 2013 Visco ribadisce che «da tempo la situazione aziendale della banca è connotata da elementi di marcata anomalia che hanno indotto quest’ istituto a rappresentare più volte ai diversi organi aziendali che si sono succeduti nella conduzione della Popolare, l’ esigenza di attivarsi per risanare la gestione, connotata da significati squilibri tecnici e debolezze organizzative».

Per questo sottolinea come «la carente pianificazione strategica e, più in generale, l’ inadeguatezza del board e dell’ esecutivo a svolgere il necessario ruolo di indirizzo, governo e gestione dei rischi, hanno determinato un ulteriore forte deterioramento dei profili tecnici del gruppo».

La situazione evidentemente peggiora con l’ arrivo del nuovo Cda, presidente è Lorenzo Rosi e vice sono Alfredo Berni e Pier Luigi Boschi, padre della sottosegretaria Maria Elena. Nella relazione ispettiva che Visco consegnerà alla Commissione per spiegare la scelta di procedere al commissariamento è scritto:

«Le strutture deputate alla gestione del credito deteriorato non sono risultate adeguate a fronteggiare in modo efficace l’ imponente crescita delle partite anomale. Gli indicatori di performance relativi alla gestione delle sofferenze sono risultati ampiamente al di sotto degli standard riscontrabili sul mercato In particolare per quanto concerne i tassi di recupero del credito. Tali insufficienti risultati riflettono il contenuto impiego di personale per la gestione del credito deteriorato».

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