TRUMP, LA CINA E L’EUROPA: LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

La quiete prima della tempesta, ormai i mercati fanno totale affidamento sulle banche centrali che in questi giorni d’estate continuano a sostenere le quotazioni, disperatamente, sanno che la tempesta della guerra commerciale sta arrivando, diffondono ottimismo, ma in realtà i “bond vigilantes” stanno invertendo piano, piano tutte le curve dei rendimenti, loro non si lasciano ingannare.

“Penso che abbiamo molti nemici. Penso che l’Unione europea sia un nemico per quello che ci fa nel commercio. Non si dovrebbe pensarlo dell’Unione europea ma è un nemico.”

Nell’ultima intervista alla CNN è andato oltre, la guerra commerciale e valutaria ormai è iniziata…

Donald Trump si è detto “pronto a procedere” con dazi su prodotti importati dalla Cina per un totale di 500 miliardi di dollari, dopo altre misure di questo tipo già imposte a Pechino. Lo ha detto il presidente americano in un’intervista mandata in onda oggi da Cnbc in cui ha affermato che gli Stati Uniti sono “giù in modo tremendo” nella bilancia commerciale con la Cina. “Non sto facendo questo per politica – conclude Trump -, ma per fare la cosa giusta per il nostro Paese, siamo stati derubati dalla Cina per troppo tempo e questo l’ho detto al presidente Xi”.

Secondo il Financial Time, la maggioranza dei consumatori cinesi, sarebbe pronta a boicottare i prodotti americani in caso di una guerra commerciale con gli USA

Il sondaggio ha rilevato che il 54% di circa 2.000 intervistati in 300 città in tutta la Cina “probabilmente” o “sicuramente” smetteranno di acquistare merci con marchio USA “in caso di guerra commerciale”. Solo il 13% ha dichiarato che non l’avrebbero fatto.

Il restante 33% ha dichiarato di non essere sicuro o di non acquistare attualmente prodotti a marchio USA, secondo il sondaggio condotto per FT Confidential Research (FTCR), un’unità di ricerca del Financial Times.

Il sondaggio è stato condotto tra il 27 giugno e il 10 luglio,  prima che gli Stati Uniti hanno introdotto dazi per il 25%  su 34 miliardi di dollari di merci cinesi il 6 luglio.

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Le ultime dinamiche del cambio euro dollaro, di cui parleremo nel fine settimana, sono esclusivamente dinamiche di breve termine dovute alle esternazioni di Trump, alquanto ignorante in materia economica, uno che vorrebbe un’economia forte con bassi tassi di interesse, piena occupazione e il dollaro debole, magari nel bel mezzo di una guerra valutaria. Ma queste cose le abbiamo già dette a fine 2016 e fino ad ora i fatti ci hanno dato ragione.

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A questo punto nel breve lo yen, diventa bene rifugio!

In realtà al G20 di Buenos Aires, Mnuchin..

Donald Trump non sta cercando di interferire sul mercato dei cambi: un dollaro forte nel lungo termine è interesse degli Stati Uniti. Lo afferma il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin a margine del G20, sottolineando che gli Stati Uniti non intervengono sul mercato dei cambi.

L’euro non ha alcun motivo per rafforzarsi, solo i fessi oggi comprano euro, l’Europa rischia di essere stritolata in una guerra commerciale con gli Stati Uniti e la Cina, senza dimenticare che molto probabilmente si rischia una HARD Brexit!

Abbiamo appena visto nei giorni scorsi come sia esploso ancor di più il debito nel primo trimestre del 2018, in tutti questi anni, solo la Cina ne ha aggiunto oltre un trilione su un totale di un trilione e mezzo, una imponente esplosione deflattiva è alle porte, perchè non dimenticatevelo, una guerra commerciale è essenzialmente deflattiva, l’inflazione è solo un’illusione di breve termine, determinata dai prezzi degli asset e non dall’aumento degli stipendi.

Ma avremo tempo e modo di parlare di tutto questo insieme al nostro Machiavelli nel fine settimana, una settimana che si preannuncia davvero interessante, soprattutto per il mondo della Cooperazione.

Concludiamo con la chiara dimostrazione di come in tutti questi anni, i media mainstream, giornali, editorialisti, economisti, analisti e amenità varie, vi hanno nascosto la vera natura di questa immensa crisi economica in Europa, una crisi non dimentichiamocelo, nata dall’esplosione del debito privato e non pubblico, diffusa grazie alla metastasi introdotta dalle banche tedesche e francesi, nel sistema euro…

Bisogna guardare in Germania e al potente sistema delle Sparkassen, le locali Casse di risparmio. Qui, la commistione fra politici e banche è portata all’estremo, con conseguenze che vanno al di là del mondo del credito e della politica locale e investono la società e la politica nazionale. Di fatto, se non si capiscono le Sparkassen, non si capisce la Germania di oggi.

Leggetevelo, leggetevelo tutto, molto è accaduto anche in Italia, tra Etruria e le banche del Veneto, con sempre e solo il Partito Democratico in prima fila, tra riforme farlocche e amici degli amici, noi siamo stati i primi ancora nell’agosto del 2011, gli unici in Italia, ora la storia ci rende giustizia, perchè dalle nostre parti la verità è figlia del tempo!

Fonte: qui

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